Tecnica

Intervista a Frank Warwick (Prima Parte)

Di Amarante Alessandro pubblicato il 25/09/13

Ciao Frank

Ciao Alessandro

 

1) Prima di entrare nel vivo di quest' intervista orientata ovviamente sul carpfishing, potresti presentarti ai nostri lettori?

Il mio nome è Frank Warwick sono inglese, ma sono nato  a Malta, questo perché   mio padre era nella marina militare ed è stato disposto là con mia madre. Sono di origini italiane grazie a mio nonno. Dal mio matrimonio sono nati 3 figli, che sono tutti pescatori molto appassionati, soprattutto nella pesca alla carpa.

 

2) Quando hai Scoperto di avere interesse per Il Mondo della pesca?

Ho provato molti sport quando ero un bambino, poi un giorno, quando avevo sei anni,  il mio papà mi portò a pesca, non conoscevamo nulla della pesca,  infatti non pescammo nulla; In quel momento  capìì che pescare, sarebbe stata una cosa  speciale per me, e che nel tempo sarei diventato un pescatore per  la vita. Ho scoperto  la carpa all'età di 10 anni, quando a 9 miglia dalla mia casa a Manchester, scoprì un posto con 3 magnifici laghi e  nelle loro acque  erano presenti carpe stupende, che sono state allevate nel 1958 e di nuovo nel 1961 da un famoso pescicoltore di nome Donaly Leney, la stessa persona, che rifornì la leggendaria Redmire Pool.

 

3) Da Anni Frank Warwick è un carpista conosciuto in tutto il mondo, grazie al numero di successi collezionati, vorrei chiederti qual'è Il segreto di tanto successo?

Il successo è  relativo ad una serie di fattori, tutti abbiamo ragioni differenti per andare a pesca, per rilassarci oppure per dare la caccia agli esemplari più grossi. Per altri può essere un fattore competitivo per migliorare rispetto agli altri. In effetti ci sono tante ragioni, per cui  tutti vanno a pescare le carpe, sarebbe difficile elencarli tutti. Per me c'è  l'emozione dell'inseguimento e l'esplorare costantemente nuovi posti;  amo confrontarmi con nuove acque, sopratutto in un paese in cui non ho mai pescato prima. Ho avuto sempre lo stimolo di viaggiare, e credo di essere stato uno dei primi pescatori inglesi ad  esplorare altri paesi,  infatti il mio confrontarmi ripetutamente con nuove acque ha  aumentato notevolmente la mia esperienza, che poi ho messo a disposizione di tutti, scrivendo articoli per diverse riviste, non solo Inglesi ma anche Europee.

Io penso, dunque, che il mio successo sia dovuto al fatto che abbia pescato in tante acque con grandi risultati. Oggi ho meno  tempo per  pescare, rispetto ai tanti carpisti londinesi, questo a causa dei miei impegni  lavorativi.  Vivo al nord dell' Inghilterra dove ci sono meno acque adatte alla vita delle carpe, e la taglia è generalmente più piccola rispetto a quelle che nuotano nelle acque del sud. Per questo, ho usato la mia inventiva per superare gli svantaggi, utilizzando il tempo a mia disposizione per aumentare al massimo le mie possibilità di successo, cercando di usare strategie personali, diverse da quelle adottate dagli altri carpisti che pescavano in quelle acque. Penso che gran parte del mio successo sia dovuto alla mia attenzione dei dettagli e alle tattiche conosciute, piuttosto che all'esperienza derivata da molti anni di pesca. Con queste strategie sono riuscito a  catturare molte carpe grandi, grazie a delle idee e invenzioni che sono riuscito a realizzare.

 

4) Possiamo considerarti uno dei padri del carpfishing nel Regno Unito, eri Presente negli anni in cui questa disciplina prendeva forma, per questo vorrei chiederti di fare un salto nel passato per dirci quali sono le differenze dal nostro moderno carpfishing e quello di allora.

La più grande differenza è che quando ho iniziato,  il numero dei pescatori di carpe era relativamente basso, infatti ricordo che da ragazzo vedevo raramente dei carpisti nelle zone che frequentavo. Ora nel regno unito ci sono probabilmente 30.000 carpisti, e la loro crescita è avvenuta negli ultimi 20 anni. Internet e i vari media non lasciano nulla all'immaginazione,è tutto immediato,come armeggiare l'attrezzatura,come preparare un'esca e come innescarla nel migliore dei modi. Ovviamente quando ero ragazzo, tutto questo non esisteva, e la conoscenza sulle esche, sulle attrezzature, ma soprattutto sulle tattiche da usare era notevolmente bassa. Allora le riviste specializzate sulla pesca alla carpa erano davvero poche, infatti trovavo spunti interessanti sfogliando i libri di Dick Walker,Jim Gibbinson e Jack Hiltons,che possiedo ancora oggi e che ho riletto diverse volte. In molti casi quello che leggevo mi serviva da ispirazione per sperimentare e fare le mie esche, ma soprattutto per  testarle in modo accurato, così in questo modo sapevo dalle mie stesse ricerche cosa davvero attraeva le carpe e quali prodotti dovevo evitare. Oggi giorno, molti vanno nei negozi e comprano soluzioni pronte all'uso perdendo così il fascino di capire da soli quali sono i prodotti da usare, penso che in questo modo si perda il  fascino e l'emozione di catturare una carpa con il proprio ingegno creativo.

Inoltre, è anche vero che  meno tempo impiegato nel preparare da soli le esche, significa avere più tempo per stare a pesca, e questa è una cosa positiva.

 

5)Tanti sono i prodotti, i mix e le novità che sono nate negli  anni dal tuo ingegno, potresti spiegarci come avvengono queste intuizioni e soprattutto in che modo vengono sviluppate?

Io penso che l' invenzione di cui vado più fiero è l'uso delle esche fluorescenti. Ricordo che nel 1981 quando per la prima volta fabbricai quest'ultime e le provai,tutti gli altri pescatori ridevano dicendo che ero stupido a gettare una singola esca fluorescente in un lago di 20 ettari. Non ho mai avuto la possibilità di sistemare la canna sul pod e aspettare molto,prima di prendere una carpa. In tutte le acque in cui ho pescato ho avuto in poco tempo dei risultati pazzeschi,  a differenza dei metodi classici utilizzati, che portavano a dei risultati inferiori e quindi meno catture. Ho fatto sembrare stupide tutte quelle persone che inizialmente criticavano e poi utilizzavano le mie esche. Ora molti di noi non ci pensano due volte prima di usare delle esche fluorescenti, ma pensate  come mi sentivo io, nell'essere stato il primo a farlo.

Il Chod Rig è stata un'altra mia invenzione del 1995 penso, stavo pescando in un lago molto limaccioso chiamato Redsmere che contiene circa 50 grosse carpe, molto astute. Sapevo che le carpe erano molto distanti ed avevo bisogno di una buona attrezzatura per portarle in superficie. Sapevo che utilizzando uno Stiff Rig era impossibile presentare correttamente l' innesco a causa della  melma orrenda che giaceva sul fondo, così mi sono seduto e ho meditato su come potevo risolvere il problema e in un'ispirazione istantanea  è nata l'idea di unirlo a un piccolo amo a gambo corto, un innesco girevole intrappolato da due perline, e fu così che nacque il Chod.

Mi ci sono volute 2 ore per prendere la mia prima carpa a Redsmere, quindi potete immaginare quanto fossi felice.

Il Chod è stata una rivelazione quasi in tutte le acque in cui l'ho  provato . L'ho mostrato a Terry Heran mentre eravamo sulle sponde del Manor Farm ad Oxford, e gli ho detto di provare questa fantastica invenzione. Ci sono voluti 5 anni prima che la provasse,e mi ha detto che è stato un pazzo a non averla provata prima; Ora anche lui lo usa spesso durante le sue sessioni.

Inoltre per circa 20 anni mi sono fabbricato delle nuove esche chiamate Wafter (esche singole bilanciate)  che ho reso popolari con i miei scritti, nei quali parlavo delle caratteristiche di questo prodotto, ma soprattutto delle carpe che ero riuscito a catturare negli anni grazie a tale sistema. Realizzai quindi un esca visibile sul fondo, che affonda lentamente, contrastando così il peso dell' amo in modo leggero e naturale, ricordo che anche quella fu un invenzione fantastica,  riuscì a far catturare tanti pesci ai pescatori che le utilizzavano. Ho aperto la strada a tutti gli appassionati,  all'uso di questo nuovo tipo di esca, e non passò molto tempo prima che le aziende le commercializzassero. 

Un' altra invenzione che ricordo con soddisfazione fu quella di applicare delle modifiche significative su un prodotto usato per la pasturazione,  che ancora oggi viene usato dalla maggioranza degli appassionati "Il Cobra". Ricordo che un tempo, c'era solo un rudimentale Cobra in metallo, pesante e poco preciso, ed io ho sofferto il gomito del tennista per pasturare, così un giorno pensai a come avrei potuto creare  la mia versione. In ordine , ho messo i tappi di plastica all'estremità del tubo, mantenendo l' interno vuoto, poi ho  riscaldato metà del tubo con un fornello a gas e una volta raggiunta la temperatura adatta lo modellato, ho aspettato che si raffreddasse, infine ho tagliato  ed ho levigato la parte finale con  la carta vetrata.

Era il 1992 ed erano tutti pazzi per questo nuovo tubo flessibile e leggero.

Ne ho venduti a migliaia per 5 euro l'uno, e  Danny Fairbrass di Korda voleva che gli cedessi il mio brevetto, e così ci siamo accordati sul diritto di vendita del prodotto. Ancora oggi va molto forte con la vendita di questo prodotto, a differenza dei suoi pagamenti dei diritti.

Infine ci sono altre invenzioni che ho realizzato, ma queste posso dire che sono state quelle più significative.

FINE PRIMA PARTE

 


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