Tecnica

In solitaria

Di Thomas Santandrea pubblicato il 07/03/17

Grazie al carpfishing ho conosciuto tantissime persone che piano piano sono diventati amici e con le quali ho un bellissimo rapporto. Con alcune mi sento tutti i giorni, con altri meno ma rimane il fatto che grazie a questa bellissima passione sono nati dei rapporti davvero unici, veri e sinceri. Trovarsi sulle sponde con persone con le quali si condivide lo stesso hobby è qualcosa di straordinario che ti porta a vivere nuove esperienze e soprattutto porta ad arricchire il proprio bagaglio tecnico. C'è sempre da imparare dai carpisti  che hanno più esperienza di noi e a volte si apprendono cose molto interessanti anche da persone che magari praticano il carpfishing da meno tempo di noi; non è importante da quanto una persona pesca ma ciò che importa è l'intelligenza di apprendere in fretta gli insegnamenti avuti e soprattutto avere l'umiltà di chiedere consigli a chi è più bravo di noi. È una semplice passione che ci deve rilassare e distogliere dal quotidiano non è un ossessione e dobbiamo viverla al meglio. Molti carpisti praticano la propria tecnica in solitaria, ci sono svariati motivi per il quale uno vuole affrontare le proprie sessioni da solo piuttosto che con un amico o un conoscente. Tra questi motivi ci sono sicuramente quelli legati al carattere, ognuno di noi ha il suo modo di affrontare la vita di tutti i giorni e distaccarsi totalmente con la mente dalla routine del lavoro è qualcosa che va assolutamente a favore del nostro fisico, che si deve riposare e rilassare. Altri invece affrontano le sessioni in solitaria per via del lavoro, chi ad esempio lavora il week end o i giorni festivi non riesce a trovare facilmente un compagno di pesca che ha gli stessi giorni liberi e di conseguenza è obbligato, se vuole pescare con costanza, ad andarci da solo. Pescare da solo non è da tutti e per tutti, bisogna esserci portati perché affrontare una sessione di carpfishing in solitaria richiede tanta esperienza e un discreto bagaglio tecnico che risulterà essere essenziale al fine di ottenere buoni risultati. Io personalmente adoro pescare da solo in certi periodi dell'anno, quando voglio distaccarmi da tutto e da tutti, avere la mente libera e rilassarmi in mezzo alla natura in piena solitudine. Ho iniziato ad apprezzare sessioni in solitaria da pochi anni e devo dire che mi piacciono parecchio, oltre a rilassare la mente mi riposo anche molto fisicamente. Ho passato tanti anni pescando come tutti avendo un socio di pesca, poi per svariati motivi ci siamo distaccati e da allora ho intrapreso questa bellissima esperienza che mi ha portato grandi soddisfazioni ed ha arricchito ulteriormente il mio bagaglio tecnico. Sottolineo che tutt'ora mi piace affrontare sessioni in compagnia e spesso si organizza con gli amici di sempre una bella pescata per stare qualche giorno in pieno divertimento. Ho la fortuna di conoscere tante persone e questo mi porta di tanto in tanto ad andare a trovare in pesca amici sparsi per tutto lo stivale.  

Affrontare sessioni in solitaria richiede un'ottima esperienza e un'ottima conoscenza dell'ambiente in cui andremo a calare i nostri terminali, rimanere soli in mezzo alla natura per qualche giorno è qualcosa di meraviglioso ma richiede attenzione.

 

OTTIMIZZAZIONE DELLA SESSIONE

 

Prima di partire per una sessione in solitaria è di vitale importanza ottimizzare la nostra pescata, calcolare cosa portarci dietro e soprattutto decidere di quanti giorni e notti si dovrà svolgere. Non dobbiamo lasciare nulla al caso e ricordarsi tutto l'essenziale per la nostra sopravvivenza in pesca. Un consiglio personale, visto che io a volte mi dimentico qualcosa di importante a casa, è farsi un biglietto scritto, in cui elencare tutte le cose di cui non potremo fare a meno e che è assolutamente è vietato scordarsi. Se decidiamo di affrontare una sessione in questo periodo di inizio autunno, sarà fondamentale ricordarsi il sacco a pelo, in quanto la notte la temperatura inizia ad abbassarsi e soprattutto l'umidità inizia a farsi sentire. Una buona tenda è scontato dirlo, un riparo sicuro e robusto che ci possa tenere al coperto in caso di piogge abbondanti e venti forti. Nella borsa non deve mai mancare un ricambio completo, perché ahimè può capitare di bagnarsi e rimanere fradici in autunno non è il massimo, ricordiamoci sempre un kit medico completo di cerotti, disinfettante, garze e quant'altro possa servirci in caso di infortunio. Una batteria per ricaricare il telefono che risulterà essere essenziale in caso di bisogno per chiamare a casa e se è possibile cerchiamo di organizzare la nostra uscita di pesca in una zona in cui ci sia campo perché quando siamo soli tutto può succedere e avere il telefono raggiungibile ci farà stare sicuramente più tranquilli. Portiamoci sempre al nostro fianco dei medicinali, quelli più comuni per il mal di testa in caso ce ne fosse bisogno avremo con noi tutto il necessario per contrastare delle situazioni sfavorevoli del nostro fisico. Cerchiamo di piazzare il nostro campo se è possibile in condizioni di sicurezza, non troppo vicino all'acqua in caso di fiumi o laghi che potrebbero avere sbalzi di livello durante la notte, cerchiamo di rimanere lontani da alberi in caso di vento forte o temporali perché potremmo avere brutte sorprese. Tante volte si sottovalutano cose che a pelle sembrerebbero banali ma che in fondo non lo sono e rimanendo in pesca da soli dobbiamo calcolare tutto per non trovarci in situazioni spiacevoli.  Il campo deve essere sgombro e in ordine perché se catturiamo durante la notte dovremo avere spazio per uscire dalla tenda e correre sulle canne senza ostacoli in  mezzo, sappiamo tutti che essere svegliati di soprassalto durante la notte è qualcosa di meraviglioso ma allo stesso tempo richiede massima attenzione perché si è ancora molto intontiti dal sonno appena rotto.  E' consigliabile tenere una luce sul pod in modo da avere un riferimento di posizione, soprattutto se andiamo fuori in barca e perdiamo il riferimento di dove siamo. Teniamo sempre la pila da testa al nostro collo oppure in tasca per evitare di giungere sulle canne senza luce e dover tornare indietro.  Se stiamo affrontando una sessione in un grande lago o in fiume dove avremo bisogno della barca per calare e per recuperare il pesce dovremo fare maggiore attenzione e soprattutto facciamolo solo se abbiamo una buona conoscenza ed esperienza della barca, altrimenti è meglio affrontare una sessione prima con un amico che abbia maggiore esperienza di noi per poter imparare al meglio e prendere confidenza. Non si scherza con queste cose, cadere in acqua in mezzo a un lago o a un fiume non è mai bello e rischiare la vita per una passione non ne vale assolutamente la pena. Divertiamoci si, ma con prudenza. Quindi occhi aperti e attenzione massima in tutto quello che facciamo. A volte si pensa che non possa mai succedere niente di brutto quando si pratica la propria passione, liberi da ogni pensiero e rilassati in mezzo alla natura, ma purtroppo può succedere anche noi di trovarci in situazioni poco piacevoli, soprattutto se si è fuori in barca di notte in combattimento con un pesce; l'adrenalina a mille e l'agitazione non ci fa essere troppo lucidi ed essendo da soli tutto è più difficile, ricordiamoci sempre il giubbotto salvagente.

Un fattore importante da considerare quando si decide di partire per una sessione in solitaria, è il cibo. Dobbiamo cercare di fare una spesa completa che ci possa coprire tutti i giorni che staremo a pesca perché anche se ci troviamo in un luogo abitato sarà difficile abbandonare l'attrezzatura anche per pochi minuti, quindi scriviamoci una bella lista prima di andare a fare la spesa in modo tale da non dimenticarci nulla. Ognuno ha le proprie abitudini culinarie in pesca, ad esempio io non potrei fare a meno della pasta, del caffè e della birra, sono le prime cose che acquisto al super mercato prima di partire. Una cosa che non deve mai mancare nella nostra sessione è l'acqua, ricordiamoci sempre che è essenziale e rimanere senza liquidi non è piacevole.  A tutti è capitato e capiterà di dimenticarsi qualcosa a casa ma quando si è da soli non si ha la possibilità di rimediare una volta montato il campo, quindi pensiamoci bene prima di caricare la macchina e non scordiamoci nulla di essenziale. 

 RICORDI

Nell'album dei miei ricordi più belli rientra senza alcun dubbio una bellissima pescata in solitaria nel mio amato canale. “Caricai la macchina con attenzione per evitare di dimenticare qualcosa, avevo programmato una pescata di due notti in solitaria e di conseguenza nulla doveva essere lasciato al caso, cercai di prendere tutto l'essenziale per rimanere sulle sponde tre giorni e due notti. Controllai più volte l'attrezzatura certo di aver preso tutto, preparai con cura la spesa e la misi in macchina. Un ultimo sguardo al garage per controllare di non aver dimenticato nulla e poi via, macchina accesa e partenza. Giunto sul canale iniziai a preparare il campo, come mia consuetudine preferisco preparare tenda, lettino e tutto il resto prima di lanciare le canne e mettermi comodo in attesa. Mi misi un attimo ad osservare l'acqua per scrutare qualche segno di attività ma non vidi nessun movimento ed iniziai a nutrire perplessità. Giunse la sera e mi preparai un piatto di pasta caldo, visto che la temperatura era scesa parecchio rispetto al giorno essendo autunno, una birra ad accompagnare la cena e poi un bel caffè caldo e via in branda. Prima di addormentarmi mi piace leggere un libro, essere in mezzo alla natura in solitudine mi rende davvero rilassato e leggere mi rilassa ulteriormente. La prima notte scorre via senza alcuna partenza e giunto il mattino seguente decisi di cambiare strategia e di mettere una canna fuori pastura a circa sessanta metri dal luogo pasturato preventivamente. Passare una mezza giornata e una notte intera in cappotto da soli non è mai facile, i pensieri ti perseguitano e alle tue domande esistono solo le tue risposte. Anche la seconda giornata scorre inesorabile senza nessuna partenza, oramai le mie speranze erano rivolte all'ultima notte. Come spesso accade nella nostra meravigliosa tecnica non bisogna mai mollare e crederci sempre. Cercai di lanciare le canne al meglio, controllai gli inneschi più volte per essere certo che tutto andasse per il meglio. Mi misi in attesa, seduto davanti a un tramonto mozzafiato con una tazza di caffè caldo.  La notte lunga e buia mi portò un regalo bellissimo, una specchiona che ancora oggi quando rivedo le foto mi vengono i brividi. Quando meno te lo aspetti arriva il regalo più bello che solo questa meravigliosa tecnica può darti. Una cosa molto importante quando peschiamo soli è prepararsi al meglio per la foto in autoscatto per evitare di tenere troppo fuori dall'acqua la nostra preda. Cerchiamo di posizionare il cavalletto al meglio e facciamo delle prove prima da soli senza pesce. La foto è un bellissimo ricordo per noi ed è importante, ma ancora più  importante è la salute della nostra amata cattura. 


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