In ricordo di Valerio Verri

di Movimento Gruppo Siluro Italia pubblicato il 10/04/17

Chi era Valerio Verri?

Era uno di noi, uno facente parte di quella che il Comandante della Polizia Provinciale di Ferrara Castagnoli, dal quale era cordinato, chiama: “la cittadinanza attiva”.

Aveva deciso che il suo tempo libero da pensionato conquistato dopo anni di lavoro, doveva dedicarlo alla salvaguardia del territorio.

Entrato come guardia volontaria di Legambiente subito si era distinto per la passione che ci metteva quando era chiamato a dare il suo contributo, anzi non c’era neanche bisogno di chiederglielo: lui c’era sempre.

Era felicissimo di vedere così tanti ragazzi che negli ultimi due anni avevano intrapreso come lui la strada del volontariato, perché c’era bisogno delle mani di tutti per combattere contro il fenomeno del bracconaggio.

Tutto ciò però merita una riflessione più profonda.
La vicenda di Igor Vlacavic e il bracconaggio, che sono due storie diverse in verità hanno un punto in comune, ovvero sono conseguenze.

Conseguenze di uno Stato in balia degli eventi, che non interviene mai in maniera efficace al sorgere del problema, ma sempre dopo che esso è divenuto molto grande e di difficile risoluzione.
A farne le spese sono poi le brave persone come Valerio, Marco Ravaglia e il territorio dove viviamo.

Sia Igor che i bracconieri sono stati lasciati liberi di fare finchè sono diventati problemi di ordine pubblico, quando al primo manifestarsi della loro pericolosità dovevano essere fermati subito sul nascere.

E così Valerio insieme all’agente Marco Ravaglia, uno dei più attivi nel contrasto alla pesca di frodo, sabato scambiano quel Fiorino per uno di quei tanti mezzi che vediamo e segnaliamo tutti da tempo girare lungo i corsi d’acqua, spesso guidati dai bracconieri, e finiscono così sotto il fuoco di Igor.

Valerio e Marco non sono solo vittime di Vlacavic ma sono in primis vittime di un sistema che non funziona, di uno Stato assente, di una serie di Governi non eletti e buonisti, di progetti “scientifici” utopistici e patti commerciali scellerati voluti e applauditi che hanno riversato sul territorio la peggior feccia dell’Est, e di una Regione Emilia- Romagna che per prendere una logica decisione come una legge restrittiva sulla pesca di frodo, ci pensa mesi e non arriva mai a qualcosa di veramente efficace, solo perché vuole tutelare “equilibri politici”.

Ed è proprio su questa atavica e diffusa “non scelta” di posizione, del compromesso all’italiana che i vari Igor che siano ex-militari o pescatori di frodo arrivati dall’Est agiscono indisturbati.
Come non è accettabile che Vlacavic nel 2010 girasse per Argenta con coltello e balestra minacciando Sindaco e cittadini, o si muovesse nel territorio con arco e frecce per rapinare gli agricoltori,non è ammissibile che dal 2012 sul territorio ferrarese e ravennate ci siano ancora gruppi di bracconieri che agiscono con reti e corrente elettrica lungo i fiumi e canali.

Sia Igor che i bracconieri si sa dove abitano o si muovevano, ma si è aspettato fino a che purtroppo prima il barista di Budrio poi il volontario di Portomaggiore sono morti.

I delinquenti vanno fermati subito, perché poi acquisiscono forza, prendono conoscenza del territorio e lo useranno a loro vantaggio, lo sta dimostrando Vlacavic tenendo in scacco 800 militari impegnati da sabato sera a cercare dove si sia nascosto.
Tutte le valanghe iniziano con il rotolio di un piccolo pezzo di ghiaccio, e quando arrivano a valle fanno il disastro.

Speriamo che con questa ultima vicenda si sia arrivati al fondo.

Alla famiglia di Valerio Verri va il nostro abbraccio, e a quella di Marco Ravaglia i nostri auguri per una pronta guarigione.

Valerio vogliamo ricordarlo così: una brava persona, una persona di cuore.






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