Tecnica

Il tempo delle erbivore

Di Riccardo Masut pubblicato il 28/05/14

La stagione estiva si sta avvicinando,e con lei arriverà il tanto odiato caldo afoso e temperature che sicuramente supereranno i 30C°.Condizioni sicuramente non ideali per noi esseri umani,ma una situazione che favorisce la cattura di uno splendido pesce,insidiabile con la nostra amata tecnica del carpfishing.

Parliamo,ovviamente,dell’amur, o carpa erbivora, un pesce alloctono che possiamo trovare in numero variabile
in molti specchi d’acqua e canali, soprattutto del nord Italia.

Suddetto pesce si nutre un po’ di tutto, ma predilige alghe, vegetazione sommersa e non disdegna i germogli delle canne palustri.
Si dice sia capace, nei momenti di maggiore attività, di ingurgitare una quantità di cibo pari al 50% della proprio massa corporea.
Inizia ad alimentarsi, in modo regolare, quando la temperatura dell’acqua
supera i 12-13°C. Proprio per questo motivo i periodi migliori per insidiarlo sono sicuramente come detto, quelli estivi, in particolare quando la percentuale di umidità dell’aria si attesta su livelli importanti.
Un combattente fantastico,sportivo e divertente,capace di impegnarsi in combattimenti all'ultimo respiro e ripartenze fulminee nel sottoriva,una goduria assoluta,non paragonabile a nessun altro pesce d'acqua dolce.
Tra l'altro una delle caratteristiche che lo contraddistinguono,è l'assoluta disponibilità ad accettare le pasturazioni,sopratutto se effettuate in quantità importanti e,in particolare,quelle di granaglie.

Andiamo a vedere di seguito qualche trucco,consiglio e tattica per ingannare questi spelndidi combattenti.
Il nostro “ultimo metro” deve essere robusto e all’altezza della situazione,poiché l'amur solitamente da il meglio di sè nell'immediato sottoriva,effettuando fughe e ripartenze
improvvise,capaci di mettere a dura prova tutta l'attrezzatura.
Un ottimo nylon in bobina risulta essere la scelta migliore vista la maggiore elasticità.
Tra i prodotti leader del mercato posso sicuramente consigliare il Power Carp XR della Ultima,un filo eccezzionale per resistenza all'abrasione e memoria di forma praticamente nulla.
Un buon shock leader in fluorocarbon completa il tutto.

Parlando del finale, posso consigliare sicuramente ami a gambo lungo o con curvatura a
“schiena di maiale”, perché si adattano perfettamente al modo di mangiare di questo
pesce, che al contrario delle carpe, non aspira ma bensì, morde.
Gli ami devono essere estremamente affilati, in grado di penetrare nella dura bocca dell’amur, che dispone di mascelle e di un apparato boccale che definirei granitico.
Per quanto riguarda il modo di legare l’amo, preferisco utilizzare un classico senza nodo, o al limite, un blow-out rig (ma si rivelano ottimi anche i Whity Pool Rig e i D-Rig).
Una cosa da tenere conto è la lunghezza del capello, che deve essere praticamente attaccato alla curvatura dell’amo, per permettere l’allamata durante il morso dell’amur.

Preferisco utilizzare il fluorocarbon come l'Assasin della Ultima per la costruzione dei miei finali. Non scendo mai sotto la misura delle 35lb, per avere la garanzia di portare a termine il combattimento, senza correre il rischio che l’amur con una delle sue ripartente al cardiopalma, spezzi il finale.

 La lunghezza del finale preferisco mantenerla nel limite dei 20cm.

Le esche pop-up sembrano avere una marcia in più con questo pesce. Se si innesca mais,
si rivela ottimo il classico trenino di mais, composto da un alternanza di mais-spugnetta.

Una cosa da tenere conto è il peso del piombo. E’ sconsigliato montare piombi al di sotto
dei 100g.

Di solito utilizzo pesi che vanno dai 120 ai 150g, anche perché spesso insidio
questi pesci calando dalla barca. Il motivo principe dell’ utilizzo di piombi pesanti, è come
detto, l’apparato boccale estremamente duro di questo pesce, che risulta difficile da ferrare se non utilizziamo dei pesi adeguati.

Posso dire per esperienza che l’amur predilige particolarmente le pasturazioni a base di
granaglie miste(mais,canapa,Tiger,ceci,bacche d'acero) e fioccato di mais .Trovo una miscela del genere eccezionale per attirare l’amur nella nostra zona di pesca.
Soprattutto se si pesca in zone profonde (personalmente ho catturato amur a
profondità prossime ai 15-20m), il fioccato di mais crea un scia di cibo non indifferente durante tutta la discesa attirando un eventuale branco di pesci a mezz’acqua o in superficie.

Per ciò che riguarda la pasturazione a base di boilies, è consigliato utilizzare aromi fruttati e/o dolci.Capitolo a parte rappresentano le boilies all'aglio,un vero asso nella manica(cosi come l'innesco dello spicchio di aglio vero e proprio,magari allegerito).

Delle boilies che si sono rivelate eccezzionali nei confronti di questi pesci,sono le Live System di CCMoore,un esca dolce e cremosa che fa impazzire questi pesci,sopratutto se utilizzati nei diametri ridotti come i 10mm.

Per l’innesco sono da preferire le boilies pop-up di piccolo diametro,come per esempio le NS1 oppure le Silen Assassins sempre di CCMoore.
Se si utilizzano le boilies affondanti è consigliato abbinarle ad una spugnetta o una piccola pop-up (magari fluoro), in modo da creare un effetto a snow-man.In alcuni periodi (in particolare da settembre in poi) ho trovato perfette anche le boilies innescate affondanti.

Da tenere a mente che la pastura deve essere di buona qualità, innanzitutto, e in gran quantità.

Come abbiamo visto un singolo amur di 10kg al massimo della sua attività, può arrivare a ingurgitare fino a 5kg di cibo, immaginate cosa può mangiare un intero branco.

Quindi regoliamoci di conseguenza.

Come detto l’amur è un ottimo combattente, quindi assicuriamoci di avere un attrezzatura all’altezza di questo pesce.
L’amur non si arrende molto facilmente, ergo, se lo vediamo inerte a pelo d’acqua convinti che possa essere guadinato, teniamo sempre gli occhi, ma soprattutto la frizione, ben aperta, perché alla vista del guadino quasi sicuramente ripartirà con tutta la sua potenza.

Una volta guadinato, il nostro avversario sarà stremato per il lungo combattimento, quindi
teniamolo il minor tempo possibile fuori dall’acqua, e, soprattutto, teniamolo sempre ben
bagnato.
Dopo le foto di rito e l’eventuale pesatura (da effettuare sempre celermente), ricordiamoci di ossigenare per un lungo periodo il pesce, tenendolo in acqua il tempo necessario.
Non abbiate fretta di lasciare il nostro avversario,piuttosto tenetelo per la coda tutto il tempo necessario per una corretta rigenerazione e ossigenazione.L'amur è un pesce che da tutto durante il combattimento,ma,allo stesso tempo,è molto vulnerabile una volta fuori dall'acqua.
Quindi occhio!
Vi auguro buone catture e un in bocca al lupo per la stagione estiva!
Riccardo Masut
CCMoore
Ultima Carp


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