Tecnica

Il successo tra gli ostacoli

Di Alessandro Amarante pubblicato il 08/04/12

Da sempre gli ostacoli ricoprono un ruolo primario nella nostra disciplina, spesso influenzano la scelta del nostro settore e sono capaci di farci vivere fantasie sfrenate solo ad osservare i ciprinidi nuotarci intorno. Bisogna ammetterlo, gli ostacoli sono per noi carpisti come una sorta di "paradiso" dove niente è impossibile, ma come mai hanno guadagnato tanta importanza? Semplice!

Nelle aree ricche di ostacoli la presenza di carpe è nettamente superiore, visto che, in queste zone riescono a trovare alimento naturale anche nei periodi in cui scarseggia, grazie, appunto, agli ostacoli che tagliano la normale rotta della corrente. In queste zone inoltre, i ciprinidi si sentono protetti sia dall' uomo, ma soprattutto dai grossi predatori che nelle acque libere non mancano mai. Chi ha la fortuna di frequentare con regolarità queste zone, sa bene che le partenze non si fanno attendere, anche nelle sessioni veloci. Va detto inoltre, che non sempre le partenze finiscono con la guadinata del pesce, visto che, dal momento in cui la carpa aspira il nostro inganno, nascono una miriade di situazioni che possono andare a gravare sull' esito positivo del nostro combattimento. Nel corso di quest' articolo andremo a vedere, alcuni semplici ma utilissimi accorgimenti nati per affrontare e riuscire a far fronte anche alle situazioni più ostinate, sperando che siano utili per poter guadinare qualche pesce in più, magari proprio una big.

 

Nylon o Treccia?

La risposta è comune quanto scontata, visto che quando peschiamo nelle estreme vicinanze o addirittura a ridosso degli ostacoli dobbiamo utilizzare un prodotto valido che abbia tutte le credenziali per portarci al successo, senza troppi problemi riuscendo a dominare questi spot "difficili".Personalmente ritengo che la treccia abbia tutte le qualità per essere scelta visto che a differenza del nylon possiede due proprietà che in questo caso risultano essere importantissime ovvero:

1) La treccia è priva di elasticità riuscendo quindi a non concedere nemmeno  pochi centimetri al pesce, garantendoci fin da subito il contatto diretto, e ad avere una risposta più veloce alla ferrata.

2) La seconda caratteristica  che a mio avviso fa della treccia il prodotto vincente, è che riesce, con largo anticipo a percepire l' abboccata, cosa che, invece, avviene con un leggero ritardo nel caso stiamo usando del nylon.

Infatti nel caso stiamo adoperando  il nylon, come madre e stiamo pescando a distanze estreme, avremo il rischio che prima di udire il nostro sperato beeep, la carpa riesca a rintanarsi.

 Personalmente ho imparato, che fare la scelta sbagliata può essere letale ai fini della cattura, quindi come scelta primaria adopero con estrema convinzione la treccia, portrebbe capitarmi di usare del nylon (che spesso monto sulla mia 2° batteria di canne) ma solamente in quegli spot di cui conosco perfettamente il fondale e i vari ostacoli ma soprattutto che vedono l' azione di pesca vicino riva, minimizzando quindi l' azione elastica del prodotto.                              

Un valido alleato lo Shock Leader

 Abbiamo precedentemente visto che la treccia è la soluzione migliore per imbobinare il nostro mulinello. A questo punto non ci resta che armare le nostre lenze con un ulteriore protezione o rinforzo, sto parlando dello shock leader, tanto amato da chi come me, si cimenta nella pesca tra gli ostacoli.Iniziamo col classificare gli ostacoli, va detto, infatti che non tutti gli ostacoli sono uguali e quindi  essendo di origine diversa ci impongono di usare sia il Nylon che la Treccia. Andiamo a classificare gli ostacoli almeno quelli più comuni, che spesso ci troviamo di fronte nelle nostre sessioni, e ad associarvi lo shock leader migliore.

Treccia: Ninfee, Erbai, Alghe (Riesce a recidere con facilità questi tipi di ostacoli, riuscendo a fare spazio anche tra la vegetazione più folta).

Nylon: Rami, Pietre, Rocce, Alberi sommersi,  e altri ostacoli taglienti (in questi casi, lo usiamo come scelta più ovvia visto, che possiede una resistenza maggiore all' abrasione, e più soggetta quindi a "lavorare" intorno a questi ostacoli).

Lo shock leader è un sistema di grande utilità, che ci permette veramente di poter insidiare le carpe anche nei posti più difficili. Personalmente, lo impiego frequentemente in tutte quelle situazioni dove so per certo che c'è un' elevata presenza di ostacoli, aumentando quindi il rischio di rottura della lenza. In questi casi mi rassicura il fatto che utilizzandolo, posso permettermi di poter forzare i pesci per cercare di tenerli lontani dagli ostacoli, anche se questi distano a poche decine di metri. A questo punto resta a noi la scelta se impiegarlo in treccia o in nylon, controllando bene di aver fatto la scelta giusta in merito all' ostacolo che stiamo affrontando.

 

Non esageriamo con la pasturazione.

Quando pasturiamo in prossimità di un ostacolo dobbiamo essere più precisi possibile, infatti, per affrontare questi spot con successo, ci torna molto utile un gommone, o magari un piccolo barchino per poter posizionare l' esca nel modo corretto, ma soprattutto alla giusta distanza dall' ostacolo. In questi casi, dimentichiamo le pasturazioni grossolane ad ampio raggio, alle quali spesso siamo abituati, per lasciare spazio a poche boilies ben distribuite, magari accompagnate da un piccolo sacchetto di PVA o Stick mix. 

Infatti, il nostro obbiettivo primario sarà quello di richiamare sui nostri inneschi le carpe che già stazionano nel settore, motivandole quindi a lasciare i loro sicuri ripari. Personalmente visto che spesso svolgo le mie sessioni con l' ausilio di una barca, posso scegliere con cura il settore, e i relativi ostacoli che vi sono presenti.

Ritengo sia importantissimo l' approccio che abbiamo con il nostro spot cercando di limitare il fattore di disturbo, eludendo quindi la diffidenza dei pesci, cercando quindi di non metterli in allarme,  anche per questo non esagero con le pasturazioni. Mi assicuro la produttività del settore con alcune manciate di boilies, affidandomi a soluzioni farinose molto attiranti soprattutto in acque correnti, che sono stick mix o method mix che riescono in poco tempo a mettere in attività il nostro settore.

 

Validi accorgimenti (Sistemazione del campo - Frizioni Serrate - Pod Picchettato)

Quando peschiamo in presenza di ostacoli dobbiamo adottare tutte le contromisure necessarie per fare in modo che la carpa venga a guadino, visto che in pochissimi secondi la nostra baffuta, appena si accorge di essere stata ingannata potrebbe ritornare tra gli ostacoli, minimizzando quindi le nostre possibilià di successo, ma gravando soprattutto alla sua incolumità. Visto che, non c'è niente di peggio che una lenza aggrovigliata intorno ad uno ostacolo, come potrebbe essere un ramo o qualsiasi altra cosa sia da rifugio per la carpa, nostro compito quindi quello di cercare di non trasformare questi posti in un vero e proprio cimitero per le nostre amiche baffute.Seguendo alcuni semplici accorgimenti riusciremo a portare a guadino quasi tutti i pesci, ma soprattutto a salvaguardarne la salute, cosa che dovrebbe essere elemento vitale per noi carpisti.

Uno degli accorgimenti secondo me primario, è la sistemazione del campo. Dovremo cercare di sistemare tutto il nostro bivacco più vicino possibile al nostro pod, dato che quando meno c'è lo aspettiamo potremmo avere una partenza, e non essere nelle vicinanze, potrebbe farci perdere secondi preziosi. Personalmente ho imparato che montare la propria tenda a ridosso del nostro rod pod risulta essere la scelta vincente visto che anche nelle ore notturne riusciremo a ferrare in un tempo minore, entrando quindi fin da subito in contatto con il pesce, dominandone le fughe verso gli ostacoli che vengono visti dalla carpa, come punto di rifugio, o addirittura di "salvezza".

Altro accorgimento importante è quello di serrare letteralmente la frizione del nostro  bait runner, diminuendo criticamente l' uscita di filo dal nostro mulinello, arrestando così, anche se in parte la fuga della nostra preda che spesso desiste dal raggiungere gli ostacoli a causa del forte attrito, prendendo direzioni laterali, quasi a creare una curva dalla nostra posizione, se questa zona è libera da ostacoli possiamo fortemente credere di avere il successo nelle nostre mani. Ultimo accorgimento non per ordine di importanza e quello di picchettare il nostro pod che a causa delle forti partenze rese ancor più potenti dalle frizioni chiuse dei nostri mulinelli, potrebbe capovolgersi se non posizionato saldamente al suolo, comportando dei risultati disastrosi come ad esempio la caduta in acqua della nostra canna ( vi assicuro che cose del genere non capitano raramente).

Pensate che personalmente quando pesco su degli spot con un elevata presenza di ostacoli, rimango penzolante (ove possibile) l' uscita della mia tenda, montando il pod sul' ingresso, in modo da riuscire a ferrare addirittura dall' interno della tenda stessa. Questo è un mio modo maniacale per rubare secondi, probabilmente nemmeno usando questo stratagemma avrò la certezza di portare il pesce a guadino, ma mi rassicura il fatto di averne almeno aumentato le possibilità.

 

Il mio consiglio personale è quello di spronarvi a pescare su queste aree, cercando di evitare l' errore comune a molti, ovvero quello di portare il proprio innesco direttamente tra gli ostacoli o quasi, per la frenesia di sentire una partenza al più presto. Probabilmente in poco tempo sentiremo suonare il nostro segnalatore, ma avremo davvero pochissime possibilità di portare il pesce a riva, quindi manteniamoci almeno una decina di metri dagli ostacoli, impegnandoci nel costruire un rig preciso e funzionale associandolo ad una boilies valida, e magari uno stick mix, come è mio solito fare. State sicuri che anche in questo caso le catture non si lasceranno attendere e vi andranno a premiare di tutti gli sforzi che voi avete fatto, per affrontare al meglio questi spot difficili.

 

 


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