Tecnica

Il Gene Angler

Di Fabio Masella pubblicato il 10/01/16

Qualche mese fa mi ritrovai seduto sulla poltroncina di una sala d’aspetto dell’aeroporto di Roma e, come spesso accade, osservavo le persone passare pensando a quanto ognuno di loro avesse una storia diversa alle spalle.

Il volo era in ritardo di un’oretta e così uno strano pensiero dovuto ai miei soliti”viaggi” mentali, mi portò a pensare all’evoluzione dell’uomo fino ai giorni nostri.

Con il cellulare alla mano decisi che, per pensare all’evoluzione umana , dovevo per prima cosa studiarne la definizione e così grazie agli amici di Wikipedia comincia un’ interessantissima lettura su colui che è definitivo il padre della Genetica, Gregor Mendel.

Una cosa in particolare però colpì la mia attenzione.

Sto parlando delle mutazioni, che sono i cambiamenti di base grazie ai quali possono svolgersi i processi evolutivi.

Quando cominciai le scuole elementari mi resi conto che i miei diari scolastici raffiguravano qualcosa che non aveva nulla in comune con quello degli altri bambini.

Infatti, sulle pagine dei giorni festivi o su quelle dove non comparivano voti, compiti o, a mio malgrado note,raffiguravo le montature da pesca da utilizzare nel pomeriggio quando mio nonno,invece di portarmi alla scuola calcio,mi portava al fiume Tanaro per pescare carpe e pesci gatto.

Di questo non ne soffrivo assolutamente perché la sensazione che mi dava la pesca era qualcosa che andava oltre la felicità.

Era per me una cosa normale da fare, 

Sarebbe stato innaturale e di grande sofferenza non farla.

Ecco che entra in gioco quel mattoncino situato all’interno del mio DNA che oggi chiamo simpaticamente “Gene Angler”.

Una forte passione è qualcosa che ci piace e ci fa stare bene ma della quale non possiamo farne a meno o che possiamo sostituire con una cosa nuova che ci piace di più della precedente.

Una forte passione può condizionare la nostra vita e le nostre abitudini.

Il “Gene Angler” però è qualcosa di diverso che si ha dalla nascita e che scorre nel proprio sangue.

Quelle rare volte che sono a pesca in compagnia di qualcuno amo sentire la storia di come ha iniziato a praticare il Carpfishing.

 

Alcuni mi dicono grazie alla passione tramandata dei propri padri o nonni,altri grazie agli amici con i quali amano passare notti e giorni in riva al lago.

Qualcuno però trova difficile dare una risposta a questa domanda magari fatta a -5° sotto la neve il giorno di Capodanno.

E come chiedere a un uccello il perché madre natura gli ha dato le ali per volare.

Il “Gene Angler” è un processo evolutivo che ha portato molte persone a comportarsi nella vita di tutti i giorni in maniera differente da altre persone.

Noi abbiamo la capacità di distorcere il tempo che passiamo a lavoro o in una sala d’aspetto di un aeroporto a nostro vantaggio pensando alla sessione che ci aspetta nel fine settimana.

Il freddo,il caldo,l’umidità sono il nostro habitat e per questo non abbiamo difficoltà  a vivere lunghi periodi nelle nostre case di tela destando stupore nelle persone che ci guardano dalle case di mattoni.

La solitudine e il silenzio sono la compagnia più gradita, un tramonto guardato senza dire una parola con il proprio socio di pesca diventa la festa più grande alla quale potessimo mai partecipare.

Questo mattoncino incastonato nel nostro DNA ci porta ad essere studiosi di ittiologia per capire il comportamento delle carpe,chimica per apportare migliorie nei nostri Mix ma soprattutto ci apre una finestra verso la libertà che solo in natura possiamo ritrovare.

Chi ci conosce poco non potrà mai comprendere a fondo la nostra diversità giudicandoci dei folli,simpaticamente dei “malati mentali”…

Chi ci conosce bene invece ci considera per quello che siamo: esseri umani con un mattoncino, un gene diverso ,che per natura devono vivere il mondo del carpfishing e tutto ciò che ne comporta.

Non farci pescare sarebbe come chiuderci in cattività e le nostre compagne, i nostri genitori o i nostri figli ,se ci amano,lo sanno molto bene.

Oggi molti di noi si stanno impegnando per difendere e tutelare gli ambienti liberi che sono bersagliati da bracconieri che hanno distrutto e aimè stanno ancora distruggendo la fauna di laghi e fiumi.

Queste persone combattono per difendere madre natura e il proprio habitat perché grazie ad esso (come dice l’amico Steno nella canzone “E’Grazie a Te”)possiamo essere uomini migliori.

Che si tratti realmente di “Evoluzione”?...


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