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Il drone contro i bracco!

Di Redazione pubblicato il 31/08/19

D’ora in avanti saranno tempi duri per i bracconieri dei nostri corsi d’acqua e per i cacciatori abusivi. La Polizia Provinciale, infatti, si è appena dotata di un drone fra i più avanzati, il Mavic 2 Pro, capace di individuare i pescatori di frodo anche al buio grazie alla sua telecamera dotata di sensori di calore, quindi in grado di “vedere” le sagome dei malfattori anche nella più completa oscurità.

“Non è l’unico utilizzo – spiega il comandante della Polizia Provincia di Ferrara, Claudio Castagnoli – perché potrà servire, ad esempio, anche nella ricerca di persone scomparse in orario notturno, oppure per individuare discariche abusive di rifiuti.

Per poterlo usare abbiamo seguito, io e due agenti, uno specifico corso al Polo Tecnologico di Bergamo che ci ha permesso di conseguire l’abilitazione Enac al massimo livello”.

L’acquisto del drone è stato possibile anche grazie alla partecipazione a un bando regionale al quale la nostra Polizia Provinciale è stata ammessa presentando il progetto “Sicurezza Integrata”. In questo modo è arrivato un finanziamento che ha coperto il 70% del costo del drone e di altre attrezzature tecnologiche inserite nel progetto.

Presto infatti la Polizia Provinciale sarà dotata di “Targa System”, tecnologia che permette di individuare direttamente lungo le strade le auto prive di assicurazione o della revisione periodica, consentendo così agli agenti di bloccarle immediatamente. “Già oggi – dice Castagnoli – ne intercettiamo circa duecento senza questa tecnologia”.

 

Infine, oltre al drone e al Targa System, con il progetto ‘Sicurezza Integrata” gli agenti di Polizia Provinciale in servizio potranno utilizzare otto ‘bodycam’, piccole telecamere da divisa indossabili che consentiranno loro una maggiore tutela durante le operazioni. Permetterano infatti di registrare eventuali responsabilità di terzi durante controlli e accertamenti, dato che non di rado gli operatori vengono minacciati o nel peggiore dei casi aggrediti da chi viene colto in fallo.

Acquisti preziosi, dunque, per un costo che si aggira sui 20-25mila euro, finanziati al 70% dal bando regionale.


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