News

Il disastro del Salto e non solo…

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 22/05/17

Da diverse settimane arrivano notizie che il lago del salto è stato letteralmente depredato dalle reti.

La notizia è stata anche confermata da tantissimi appassionati che hanno rovinosamente scoperto che del magnifico Salto, non n'è rimasta traccia.

Sembra che nei mesi invernali la mattanza abbia riguardato lucci, persici e incidentalmente , anche le carpe e quant’altro.

Il Salto è un esempio assolutamente chiaro della schifosa gestione delle acque italiane dove una minuscola, insignificante, ridicola minoranza detta le leggi alla pesca sportiva e ricreativa.

Il Salto è una diga, quindi soggetta a livelli idrometrici variabili e i recenti eventi sismici hanno costretto a mantenere basso il livello dell’acqua in una stagione, la primavera, dove di solito si registrava il tutto pieno. 

Il salto è un lago storico perché il carpfishing ha avuto dei grandi interpreti proprio in quelle acque, sono stati girati decine di filmati e sarebbe diventato certamente uno dei bacini di pesca sportiva più frequentati in Europa se non ci avesse mezzo lo zampino la politica peggiore.

Circa 10 ani fa, forse qualche cosa in più un illuminato Assessore alla caccia e Pesca, ruolo generalmente in cui si relegano le minoranze, aveva sposato in pieno alcuni progetti di rivalutazione ed aveva emesso una ordinanza che proibiva la pesca con le reti in tutto il perimetro del lago. 

All’inizio ci furono delle perplessità da parte dei gestori di attività commerciali poi, magicamente, il lago cominciò a popolarsi di appassionati di pesca di tutte le età e i mugugni si trasformarono in ringraziamenti.

Alcun pesatori professionisti, figura medioevale che ancora imperversa nelle acque interne italiane, fecero ricorso incuranti del fatto che il lago, senza i loro strumenti, era assolutamente rinato.

Trovarono scuse ed arrivarono al TAR  che, come nella più bieca tradizione italica, emise una sospensiva re-introducendo di fatto, le reti. Fu l’inizio della fine che ne dicano i falsi paladini che fanno i bulletti da bar su quelle sponde. Il lago è tornato ad essere dominio di un minuscolo gruppo di persone, certamente meno di 10 ed ora sta versando in condizioni disperate perché quanto ti arriva all’orecchio che la gente non prende più un luccio nemmeno a pagarlo, di viene il sospetto che si sia infiltrato il bracconaggio ed abbia fatto comunella.

bene, è arrivato il moneto di stroncare questa schifezza, lo dico senza mezzi termini e ci impegneremo a farlo così come negli altri bacini in cui l’interesse di 4 gatti prevarica quello generale. Vale per il salto, per il Turano ma anche ovviamente, per Scandarello dove il livello idrometrico è ai minimi e nonostante questo si permette alla gente di andare a pescare, tra l’altro con il vivo altra tecnica da ABOLIRE laddove esista anche un solo luccio in zona.

Anche i cosiddetti pescatori dilettanti hanno responsabilità enormi sia chiaro per cui dovranno essere scritte regole nuove che riportino il nostro Paese verso il terzo millennio anziché farlo stagnare nel medioevo.

Abbiamo già coinvolto vertici istituzionali per arrivare a cambiare le cose, non so se ci riusciremo ma ci proviamo ancora una volta

Tutti coloro che abbiano testimonianze su reti o situazioni non chiare nei bacini idroelettrici, quindi non solo Salto o Turano ma ovunque le segnalino a info@carponline.it affinché si possa creare un data base su cui poggiare le nostre richiesta.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

giorgio il 31/05/17
è uno schifo cio che accade al Salto... praticamente si pesca con le reti sempre, anche nel periodo di frega di ogni singola specie ( reale., luccio e carpe ) E possibile che si possa lasciare il lago nelle mani di 3 dico 3 pescatori????


lorenzo il 27/05/17
il problema riguarda tanti laghi del lazio io parlo per quelli che frequento di più: bracciano , avvolto dalle reti e continuamente depredato da padellatori con la tirlindana , che portano via qualsiasi cosa si attacchi senza problemi ,data anche la ridicola misura minima per il luccio che è di 30cm (quelli piu piccoli non vengono rilasciati) e poi ,il piccolo lago di martignano,che viene solamente sfruttato ,ultimamente anche sotto una veste naturalistica dicendo di volerlo preservare ,e ogni giorno (ve lo posso garantire) vengono stese reti per piu di metà del perimetro del lago ,giustamente anche nei periodi di riproduzione. spero che qualcuno ai piani alti ,inizi a fare qualcosa, prima che queste bellissime e delicate realta scompaiano


Paolo il 24/05/17
Se si parla di reti non si può non parlare di Bracciano! Praticamente il lago è avvolto in km di reti!


Enrico il 23/05/17
Come si fa a consentire l'uso delle reti in una realtà come quella del Salto è incredibile e vergognoso....per non parlare anche dei tanti pescatori (quasi sempre Rumeni)....che padellano tutto quel che pescano....ma quando l'obbligo del catch and release?complimenti all'iniziativa di Ripamonti...vai avanti.


Vittorio il 22/05/17
Ciao Roberto,spero che anche per Campotosto sia arrivato il momento della rinascita...stanno distruggendo un paradiso...


Riky C. il 22/05/17
Apprendo con tristezza e rabbia la notizia di questa situazione al Salto. Diffondero' la notizia e per quello che riguarda la prevenzione , cercherò di informarvi.Grazie,un saluto Ric..


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)