News

I progetti del Bilancino

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 29/09/16

Sul quotidiano "La Nazione" esce un articoletto dedicato al Bilnacino ed alla necessità di provare a ri-lanciarlo (quando mai è stato lanciato...?) che riassume una serie di proposte ed idee che non esito a giudicare fortemente vetuste e fuori luogo .

Ecco i punti di maggiore rilievo che vorrei commentare in successione:

1) oltre licenza, tesserine varie a pagamento

Non commento, pesco spesso in luoghi dove pago un apermesso anche costoso ma in cambio ottenog controlli severei, grande qualità della pesca, assenza di forme di bracconaggio, sponde pulite e regole chiare e mai vessatorie. Se queste sono le premesse su cui basare una gabella addizionale personalmente non mi opporrei ma, se queste sono le premesse....


2) due addetti a controllare e sanzionare tutti i giorni ma solo di giorno. 

Con queste due sventurate figure professionali si crede di poter contraster anche solo minimamente il bracconaggio? Evidentemente chi propone non ha la minima nozione di ciò che è il fenomeno che stiamo presentando in tutte le salse , quasi tutti i giorni e che coinvolge anche il Bilancino. A Firenze probabilmente vivono in altro pianeta (pesca) se pensano che due individui, certamente non armati e sicuramente non titolato come agenti di Polizia Giudiziaria possano anche solo rappresentare una minaccia credibile per sistemi ti tipo para-mafioso come quelli esistenti ed operanti. Poi, operano di giorno....Magari in fascia 8-16...così, tanto per continuare a ridere.


3) lago diviso in zone a seconda della tecnica di pesca

Ridicolo e frutto di una visione totalmente sbagliata ed antiquata della pesca sportiva.  Chi decide e cosa? E in base a quale principio è possibile andare in una zona e non poter praticare la tecnica che più mi aggrada. Una visione talmente ridicola e striminzita da far pensare che il fantasma di colui che plaude ai lipoveni si sia aggirato anche in Toscana...

4) ripopolamenti, causa specie predatorie come i lucci che minacciano gli autoctoni.

Il luccio NON rappresenta una minaccia ambientale per nessuna specie autoctona o alloctona che sia, questa interpretazione medioevale, analfabeta e priva di ogni sostentibilità non può essere presa nemmeno per un attimo sul serio. Sono soldi spesi (eventualmente) male, generano molto spessp fatturazioni spesso discutibili ed immettono nel lago molto materiale incontrollabile, quello si dannoso perché insidia le specie autoctone presenti. La presenza del luccio dovrebbe invece  essere la base per progetti moderni, seri e che fruttino indotto attraverso regole ferree di  catch and release, di proibizione di pesca con esche naturali (morto o vivo), di artificiali con ancorette e tecniche di salpaggio e rilascio ben note e che devono diventare , di uso comune. Tutto ciò per creare un luogo in cui far convergere appassionati da tutt'Europa..

5) privilegiare gare nazionali e internazionali piuttosto che " i pescatori della domenica".

Grossolano erroere che evidenzia che chi ha suggerito queste aberrazioni ha idee obsolete, primo perché i pescatori della domenica sono la maggioranza assoluta, le gare sono forse svolte dal 5% della massa degli appassionati e comunque non può esistere alcuna contrapposizione tra chi vuole legittimamente gareggiare e chi invece pensa che la pesca sia altra cosa.  Esiste un caso di gestione "agonismo only" che è Pietrafitta che a mio modesto parere, rappresenta una splendida occasione per farne un lago di culto nel carp fishing europeo sebbene pareri contrastanti ne stiano limitando la crescita.

Un lago come il Bilancino ha le caratteristiche se adeguatamente protette e aiutate, per diventare un luogo di di riferimento della pesca sportiva attraverso una visione moderna e non legata a stereotipi che dovrebbero squalificare immediatamente chi li ha proposti (basta solo il concetto di dannosità del luccio..). Invece queste proposte trovano ascolto e magari, seguito perché chi ha l a possibilità di accedere alle amministrazioni locali è in realtà rappresentativo di una nicchia di pescasportivi legata a concetti vetusti, superati e che non hanno portato molto, in tempi recenti, allo sviluppo di una cultura alieutica vincente.

Sono personalmente stanco di suggerire le gestioni di Bled, Cassien, Salagou, i laghi austriaci,  tanto per citarne alcuni. L'altro ieri proprio a Bled (Slovenia) dove transitavo e dove il permesso ha prezzi allucinanti, c'erano carp angler italiani ovunque....e tedeschi, austriaci e svizzeri, Nessuno pescava in assetto di gara (legittimo divertimento sia chiaro ma è una constatazione)  eppure il lago è pieno di piccoli pesci ma in giro c'erano barche a lucci e a trote e tutto veniva rilasciato. In un giorno, un lago così gestito e currato, produce di soli permessi, quello che una gestione come quella proposta al Bilancino forse riesce a produrre in sei mesi.

Altro che "favorire le gare internazionali e nazionali a discapito degli appassionati...."

Sveglia, il treno è passato da decenni e continuiamo a perderlo.
 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)