I love Self made-Parte 1.

di Thomas Santandrea pubblicato il 10/05/16

La tecnica meravigliosa e affascinante del carpfishing incuriosisce i tanti appassionati per una serie svariata di aspetti. Il primo e fondamentale è quello che porta il carpista  a ricercare la carpa dei sogni, che in alcuni casi può diventare un ossessione e portare a conseguenze spiacevoli nella vita di tutti i giorni, mentre in molti casi porta il carpista più tranquillo e pacato a vivere questa ricerca con molta serenità e spensieratezza, senza il dover assolutamente raggiungere quell'obiettivo ma godendosi ogni attimo vissuto sulle sponde.  Sicuramente il carpfishing nasce come tecnica di pesca specifica alla carpa che porta alla ricerca di esemplari di taglia, ma dobbiamo partire da un presupposto fondamentale, ovvero non è così semplice come sembra catturare carpe da record e soprattutto in certi ambienti non è assolutamente facile catturare carpe anche di piccola e media  dimensione. Quindi dobbiamo cercare di fare il massimo e il meglio in ogni ambiente che affrontiamo utilizzando esche di qualità. Questa è una tecnica bellissima che porta il carpista a vivere grandi emozioni e anche grandi delusioni di conseguenza è fondamentale affrontarla con serenità e viverla come un hobby da praticare nel tempo libero al di fuori del lavoro. Un altro aspetto che affascina di questa tecnica è il modo di praticarla, ovvero all'aria aperta in ambienti spesso incontaminati, vivendo giorni, week end o settimane sulle sponde di un grande corso d'acqua. Il soggiornare in tenda a stretto contatto con la natura lontano dalla routine del lavoro e il traffico della città porta molti appassionati ad avvicinarsi al carpfishing.  L'aspetto fondamentale che caratterizza questa tecnica è il rispetto assoluto per la preda catturata e l'ambiente circostante che è patrimonio di noi tutti e in particolare dei pescatori che vivono quotidianamente sulle sponde di laghi o fiumi. Fatta questa premessa fondamentale andiamo ad addentrarci più specificatamente nel tema di questo articolo, ovvero il self made. È un aspetto curioso che affascina i carpisti in genere, chi di voi non ha mai provato almeno una volta a costruirsi un mix e a rollare le famigerate boiles? Credo che chiunque sia appassionato a questa tecnica abbia sicuramente provato questo brivido. Oggigiorno le aziende del settore hanno numerose e valide esche ready made, comode per il carpista a cui piace pescare con boiles già fatte oppure per gli appassionati che per questione di tempo, famiglia, lavoro o altro non hanno la possibilità di farsi le boiles in casa. Un altro fattore molto importante che incide sulla possibilità o meno di costruirsi boiles è lo spazio che si ha a disposizione, in quanto occorre avere un'ampia stanza con tutti i vari accessori atti alla costruzione delle palline nonché alla cottura e successiva asciugatura.  Sicuramente non tutti possono permettersi uno spazio apposito da adibire a laboratorio per il self made e quindi si decide di comprare le ready made, di facile reperibilità e al giorno d'oggi di grande qualità. Detto ciò credo che ognuno di noi abbia nel cuore la propria boiles, fatta con le proprie mani con fatica e sacrifici ma che ha regalato sicuramente grandi soddisfazioni. Credo che non ci sia un'emozione più grande nella nostra tecnica che catturare una carpa con le esche costruite con una ricetta fatta in casa da noi. Mi ricorderò sempre la prima volta che ho catturato la prima carpa con le mie boiles, fatte davvero con semplicità e poca conoscenza del self made, ma fu una  gioia davvero grande che ancora oggi ricordo volentieri. Il self made in genere è un modo tanto bello ma allo stesso tempo molto complicato che impone il carpista a documentarsi sulla costruzione di un mix. La prima cosa da tenere in considerazione è la qualità dei prodotti che andremo ad utilizzare. Un'esca mal formulata con ingredienti non adatti che abbiano un elevato contenuto di grassi possono portare a conseguenze spiacevoli per le nostre amiche. Quindi cerchiamo il più possibile di formulare mix che siano prima di tutto ben digeribili e non carichi eccessivamente di additivi chimici.  Avendo la possibilità di fare una ricetta nostra e partire da zero dovremo inserire ingredienti di qualità e di prima scelta. Tutt'oggi vi sono molini e rivendite specializzate che hanno prodotti di ottima qualità a buoni prezzi.

                                                       COSTRUZIONE DEL MIX

La prima e fondamentale operazione da adottare nella costruzione delle nostre esche è la formulazione del mix, che si andrà a comporre in primis dalle farine.  Esistono sostanzialmente due tipologie di farine, quelle di volume e quelle leganti. Molti neofiti alle prime armi sottovalutano questo fattore e alcune volte assemblano mix che all'apparenza sembrano ottimi ma poi quando si vanno ad impastare tendono a rompersi e non a compattarsi come dovrebbero; la causa di tutto ciò è la presenza elevata di farine sleganti.  Quando andiamo a costruire un mix, la prima cosa da sapere è la meccanica della farine che verranno introdotte nella ricetta. Tendenzialmente nei mix che preparo cerco di bilanciare con un 50% di farine di volume e un 50% di farine leganti in modo da riuscire a rollare ottimamente il mix, a volte inserendo altri ingredienti molto più leganti come glutine di grano o di mais puro, abbasso la percentuale delle farine leganti fino ad arrivare ad un rapporto di 60%-40% ma questo è soggettivo alla ricetta. Il nostro mix quindi è costituito da due tipologie di farine che vanno a comporre la nostra esca finale. Le farine di volume sono quelle a mio avviso più importanti in quanto vanno a dare l'impronta principale al nostro mix, fanno parte di queste  farine; quella di pesce, i vari birdfood come nectarblend, biskò e robin red, la farina di tiger, la farina di soia e la farina di arachide, sicuramente ne tralascio alcune ma diciamo che quelle più conosciute le ho citate. Delle  farine leganti invece fanno parte tutte quelle derivate dai cereali in quanto contengono glutine che ha un alto potere legante. Ad esempio il velo o fioretto di mais, il glutine puro di grano o di mais, il semolino bianco e aggiungerei anche il latte in polvere che molti carpisti utilizzano nei mix.  Venuti a conoscenza delle caratteristiche delle varie farine che andranno a integrare il nostro mix procediamo alla stesura della ricetta vera e propria. Sostanzialmente esistono diversi tipi di mix, i birdfood, gli spice mix, i 50/50 e i fishmeal, tutti devono essere formulati facendo molta attenzione alla parte legante e slegante, in modo da avere un mix compatto che si rolli perfettamente. In questo articolo andiamo ad analizzare nel dettaglio i birdfood, mentre le altre tipologie di mix li andremo a descrivere prossimamente nella seconda parte dell'articolo.

BIRDFOOD MIX

Tra i self maker questi mix sono sicuramente i più utilizzati e sono quelli che incuriosiscono di più il carpista moderno. Con la definizione di birdfood intendiamo tutte quelle formulazioni di mix che contengono una buona percentuale di pastoncini secchi o morbidi che solitamente vengono utilizzati per l'alimentazione di uccelli. In commercio ne possiamo trovare di diverse tipologie composti da vari ingredienti e prodotti da diverse marche del settore. Il mercato dei pastoncini da imbecco ora più che mai non riguarda solo il settore degli uccelli ma anche in gran parte il settore della pesca. Vi è infatti un elevata richiesta di questi prodotti per la produzione sia di boiles sia di pasture da fondo per la pesca al colpo. Ma quello che ci riguarda più da vicino è la produzione e formulazione di mix per le boiles e i pastoncini si adattano divinamente a questo scopo, grazie alla loro composizione a base di ingredienti attrattivi che vengono molto richiesti dalle carpe.  Oltre all'intenso aroma che ne caratterizza la gran parte di essi, contengono un giusto valore proteico e una corretta percentuale di grassi che per le nostre amiche è fondamentale. Un altro fattore che caratterizza i pastoncini è il colore intenso. Ne possiamo trovare di svariate composizioni e colori, dal rosso forte, al giallo per finire con il bianco. Tutto questo è dovuto alla presenza di coloranti che vengono introdotti per aumentare o diminuire il colore della piume degli uccelli in determinati periodi. Tutto questo influisce anche sulla colorazione della nostra esca che a seconda della quantità e della tipologia di pastoncino può  cambiare colore. Un esempio lampante è il pastoncino rosso che introdotto in elevata quantità fa assumere un colore rossastro alla boile. Ma quello che più di tutto fa dei pastoncini un elemento essenziale per i carpisti sono gli ingredienti che li compongono e la loro  granulometria.  Infatti molti dei componenti sono ottimi anche per le carpe ad esempio uno dei più utilizzati il biskò contiene cereali, uova, semi vari come niger e ravizzone, latte, zuccheri e molti altri che sono ottimi anche come impiego per la costruzione di pasture da fondo. Inoltre questo pastoncino non contiene coloranti e ha una bassa percentuale di grassi circa il 5% nonché un' elevata percentuale di proteine, queste caratteristiche fanno del biskò un ottimo prodotto che si adatta alla costruzione di mix. Un altro pastoncino molto famoso nei carpisti e tutt'oggi utilizzato nella preparazione dei birdfood mix è il nectarblend.  Si presenta di un colore giallo intenso con una granulometria medio – grossa, contiene elementi altamente nutritivi quali miele e uova, inoltre è arricchito di semi di canapa e niger. Un pastoncino che si adatta ad ogni tipo di mix e si sposa ottimamente con aromi cremosi. La presenza del miele ne dona un sapore dolciastro ed intenso molto gradito alle carpe.  In commercio esistono moltissimi prodotti che si adattono alla creazione di birdfood mix, ad esempio i vari pastoncini morbidi per insettivori arricchiti di elementi molto proteici come larve o crisalidi che trovano ampio impiego anche nella pesca sportiva, inoltre possiamo trovare alcuni pastoncini sempre per insettivori che contengono frutta secca, anch'essa ottima e apprezzata dalle nostre amate carpe. Sempre derivati dall'ornitologia si utilizzano anche separatamente i vari semi come il niger, la scagliola, il miglio bianco o rosso, il ravizzone, la canapa e il girasole. Questi semi oltre a essere molto apprezzati della carpe aiutano la nostra esca ad avere un'ottima permeabilità, in quanto arricchiscono la granulometria della nostra boile garantendo alla parte attattiva di fuoriuscire al meglio creando una zona d'interesse per le nostre amate carpe.
Un'ampia gamma di prodotti che fanno davvero impazzire il carpista che a volte si trova indeciso su quale ingrediente acquistare e sul quale possa adattarsi meglio al proprio mix. Entrare in un negozio specializzato nella vendita di prodotti ornitologici fa davvero aprire la mente di ognuno di noi e inoltre ci può far apprendere alcuni aspetti a noi ancora sconosciuti che si possono adattare alla nostra tecnica.  Ora con un po' di fantasia possiamo assemblare al meglio il nostro mix facendo però attenzione alla qualità dei prodotti che andremo ad utilizzare per costruire le boiles. Oltre ad attrarre le carpe sulla nostra esca dovremo anche abituarle ad alimentarsi con i nostri prodotti se vorremo ottenere dei risultati a lungo termine, quindi un'esca troppo ricca di grassi o  di aromi può risultare deleteria e arrecare danni alle nostre amiche. Questa tipologia di mix si può adattare tranquillamente ad ogni stagione ma le migliori sicuramente sono a mio avviso l'estate e l'inverno.






Commenti

Icona utente Andrea il 18/05/16
Gentile Thomas, ho letto con molto piacere il suo articolo che ho trovato apprezzabile da un punto di vista letterario. Per quanto attiene ai contenuti mi sento in dovere precisare che, al fine di non ingenerare confusione tra i neofiti, i "pastoncini da imbecco" sono alimenti completi per l'allevamento e lo svezzamento dei novelli da nido la cui somministrazione avviene tramite "stecchi" e/o siringhe e non hanno nulla a che vedere con i pastoncini secchi e morbidi. I pastoncini o pappe da imbecco, sui quali ebbi modo di fornire una succinta descrizione nella serie "Adorabili birdfood" di Carponline, possono trovare un eccellente impiego nei cosiddetti birdfood in percentuali davvero contenute stante il loro prezzo non proprio da discount, ma, repetita iuvant, costituiscono una categoria a se' stante non rientrante, tout court, nel novero dei birdfood in senso stretto. Saluti Andrea

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