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I ladri a Bracciano

Di Redazione pubblicato il 02/08/14

Bracciano, come tanti altri luoghi del nostro sciagurato Paese, è oggetto delle ruberie delle solite bande che arrivano dai soliti Paesi.

Non se ne può più di questa situazione senza controllo che viene totalmente ignorata dalle amministrazioni centrali risultando invece, un serio problema per quelle locali.

L'attacco è costante e continuo, è un saccheggio senza quartiere che comprede appartamenti, auto, natura, ambiente, pesci, animali e, come dimostra la vicenda di Mirko Antonelli, le barche.

Tutto è oggetto di furto, dalle borsette dei turisti nella metropolitana di Roma ad opera di ragazzini .....alle cose più grandi. Pensiamo solo ai furti di rame, fino a 10 ani fa assolutamente impensabili e che sono arrivati a bloccare intere linee ferroviarie.

E questo getta un alone di tristezza su un Paese alla deriva..Vivere barricati oppure dover leggere che un tempo in quel trato di fiume ci si dormova da soli di notte...oggi forse in 5 e con i turni di guardia...forse...

La pena, che in altri Paesi è esemplare, qui è un buffetto sulla guancia mentre al cittadino italiano che supera i limiti di velocità di 7 km orari tolgono 3 punti e danno 250 euro di multa con Equitalia che non aspetta altro...

Ai cittadini italiani,..... agli altri fanno un baffo..

Il furto della Canadian di Mirko è solo uno dei tanti sia charo per cui, con essa vogliamo indicare tutti coloro e sono migliaia, che hanno subito questa violenza.

La sua barca era a Bracciano, non lontano dal Museo Storico di Vigna di Valle. Tutti sapevano dove era perché c'era rimasta per anni indisturbata. Ma poteva essre sul corso del PO piacentino o rodigino, oggetto dei predoni che hanno distrutto interi rimessaggi oppure poteva essere sul Basso tevere dove rubare motori alle barche è uno sport molto partecipato.

Tutto avviene senza che nessuno intervenga fatte le debte eccezioni e solo quando il livello di esasperazione, raggiunge l'apice.

Lo diciamo da diversi anni, prima o poi qualcuno si farà male e questa, non è una minaccia ma una certezza. Hano cominciato con l'ungherese pestato mentre pescava siluri, altri purtoppo, ne seguiranno.

Quando si farà male e magari finirà nei media nazionali, avremo i soliti ridicoli soloni a discettare nei salotti mostrando il loro stupore e biasimando questi scoppi di intolleranza razziale.

MIca si rendono conto che la gente ne ha piene le scatole di questa invasione che ha messo in ginocchio i più elementari concetti di sicurezza personale.

E noi purtoppo saremo li a constatare ancora una volta che "..l'avevamo detto...".
Una consolazione assai magra. Intanto le razzie, i furti e i danni, piccoli o grandi che siano, continuano imperterriti.
Chi avesse notizie della barca di Mirko può anche contattare  info@carponline.it oppure MIrko direttamente.


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