Tecnica

I grandi laghi-parte 1

Di Rudy Croce pubblicato il 13/06/12

Grandi Laghi Part.1

Per una ottima riuscita in questi difficili ambienti dobbiamo tener conto di alcuni fattori, come ad  esempio i venti ed il moto ondoso.
Cominciamo con il suddividere quelle che per noi saranno le prime fasi da effettuare:

1)La scelta del posto

2)Leggere l’Acqua

3)I Fondali

4)L’Attrezzatura

5)La Pasturazione

6)I Terminali

7)I Venti ed il Moto Ondoso

                          La scelta del posto

La scelta del posto riveste un’importanza senza uguali nella pesca dei grandi laghi, al contrario delle piccole cave dove possiamo cogliere qualsiasi movimento  quasi a vista d’occhio, nei grandi laghi questo non è possibile data la grande distesa d’acqua davanti a noi.
Cerchiamo di raggiungere con la nostra auto un punto di osservazione a noi favorevole così con l’aiuto di un binocolo o cannocchiale potremo scrutare la sua superficie e le sponde, il moto ondoso, la vegetazione e l’inclinazione della riva, questi sono tutti elementi in grado di offrirci una prima importante idea su dove possono essere i migliori spot per tentare la cattura delle nostre carpe.

                         
                         Leggere L’acqua

Al cospetto di un grande lago, la nostra figura risulta veramente esigua, mentre i nostri dubbi assumono la stessa proporzione dell’acqua da noi affrontata.
Spesso in questi ambienti ci troveremo a dover rimettere in discussione quelle considerazioni che in altri ambienti erano diventate convinzioni consolidate,tramite le nostre esperienze passate.
Ci affideremo ad un nostro grande alleato “l’ecoscandaglio” con il quale potremo scorgere una volta scelto il nostro spot dove accamparci, una giusta lettura del fondale.

                                I Fondali

Nel nostro caso dato che affronteremo una sessione nel lago di “Bolsena” parleremo in particolare di un lago vulcanico.
In Italia sono i meno diffusi, ma per il Carp Fishing sono tra i migliori, viste le catture effettuate negli ultimi 10 anni a questa parte la taglia è aumentata notevolmente con punte massime che si aggirano intorno ai 30 kg.
Questo lago si è formato all’interno di un cratere, possiamo trovare per centinaia di metri dei fondali costanti e con un leggero degrado che va verso il centro.
Sono per lo più con fondali sabbiosi, quindi molto duri e ricchi di vita vegetale e animale in quanto terre molto fertili.
Oltre a consigli degli esperti o letture di alcuni articoli su riviste, ci portano in generale alla ricerca dello scalino in ridosso dei folti erbai presenti, sentire delle grandi pasturazioni effettuate con la speranza che prima o poi le carpe arrivino, segnale ciò di una male informazione.
Sicuramente in questi ambienti dovrà entrare in gioco la nostra intelligenza ed esperienza che riuscirà a guidarci su delle scelte reputate da noi giuste.
Se poi sbaglieremo, pazienza, avremo aggiunto una nota molto importante nel nostro diario personale “il senso dell’acqua”.

                            L’attrezzatura

Nei grandi laghi la nostra attrezzatura è sottoposta a duri stress come la forza dei grandi pesci presenti, degli agenti atmosferici e delle grandi distanze dove andremo a calare le nostre lenze, quindi come possiamo intuire che la specificità dell’attrezzatura, ricopra un ruolo molto importante o quasi determinante per una buona riuscita.
La scelta delle canne quindi dovrà basarsi in un libraggio che varierà da un minimo di 3 lb in su.
Anche la lunghezza della canna sarà scelta secondo le nostre esigenze:

-Recupero dalla barca

La canna dovrà essere di 10’ o 11’ piedi al massimo, infatti se avremo intenzione di recuperare il pesce sempre dalla barca dovremo usare canne corte che ci faciliteranno il recupero del pesce.
Al contrario se decidiamo di recuperare il pesce da riva, la nostra scelta ricadrà su di un attrezzo di 13’ piedi come nel mio caso, (scelta in base alla mia costituzione) sempre di un libraggio mai inferiore alle 3 lb.

Nella seconda parte parleremo dei mulinelli del nylon o treccia dei rod pod etc..


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