Boilies E Mix

I conservanti. –

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 03/12/17

I conservanti. – La necessità di avere delle boilies capaci di resistere alla muffa per lunghi periodi è sempre stata sentita da tutti coloro che amano affrontare delle sessioni di lunghissima durata senza poter disporre di frigoriferi o ricorrere alla preparazione «sul posto» delle esche. La muffa è causata da microscopiche spore che trovano forza nella umidità presente nelle zone centrali dell’esca. Se la procedura di essiccazione delle boilies non è stata effettuata nel migliore dei modi, nelle zone interne dell’esca si vengono a creare le condizioni per lo sviluppo di questo fungo sotto forma di bianca polvere. Questo processo è ancora più forte in presenza di birdfood ricchi di semi interi. Attorno ai semi infatti si vengono a creare delle minuscole cavità in cui è molto difficile riuscire ad asciugare l’acqua nonostante l’uso dell’asciugacapelli, anche quando a prima vista la boilies sembra essere perfettamente secca. A maggior ragione quindi se l’asciugatura dovrà essere scrupolosa, i birdfood dovranno essere lasciati asciugare almeno per un tempo doppio rispetto a tutti gli altri mix. Alcune Aziende hanno immesso sul mercato dei conservanti liquidi che devono essere aggiunti direttamente nelle uova in quantità espresse chiaramente sulle etichette e che devono essere rispettate rigorosamente. È comunque necessario ricordare che il conservante non allontana la possibilità che si formi la muffa se l’essiccazione non è perfetta. Ciò vuol dire che dovremo lasciare le boilies su un telo o dentro una calza da donna ben sollevata dal terreno, per almeno 36 ore continuate. Le boilies devono quindi essere immagazzinate in luogo buio e privo di umidità. Per la conservazione delle esche, possiamo anche utilizzare i conservanti e gli antiossidanti, che vengono comunemente impiegati nell’industria alimentare, alcuni di questi sono il sorbato di potassio, l’acido ascorbico, l’acido citrico, il citrato di potassio ecc.. Quello probabilmente più facile da usare e reperire è proprio il sorbato di potassio. Questo conservante, molto economico, può essere utilizzato sia per la conservazione delle boilies che delle particles. Disponibile in forma di granulato, deve essere sciolto in acqua. Il quantitativo consigliato è di 15 grammi per ogni litro ed il conservante ottenuto viene utilizzato in quantità minima pari a 20 millilitri per ogni chilogrammo di mix secco.

 

 

L’essiccazione. – Una tecnica sconosciuta alla grande maggioranza degli appassionati ma capace di dare risultati inaspettati è senza dubbio quella della essiccazione. Tra tutti i metodi descritti questo è probabilmente quello che richiede una maggiore attenzione ma che consente risultati inaspettati. Il «segreto» dell’essiccazione sta tutto nelle operazioni che compieremo subito dopo aver estratto le boilies dall’acqua. Sarà allora necessario mettere i nostri preziosi prodotti su un telo capace di assorbire rapidamente l’acqua e aiutarle con l’uso di un asciugacapelli. Il getto d’aria dovrà essere mantenuto a distanza sufficiente a non seccare troppo rapidamente le boilies per non rischiare che si possano rompere. Per evitare che ciò avvenga alterneremo il getto d’aria a pause di qualche decina di minuti fino a giungere a una prima asciugatura. 

L’ambiente in cui svolgeremo questa operazione dovrà essere possibilmente secco e sarà nostra cura lasciare le esche ad asciugare per almeno 72 ore (tre giorni) cambiando ogni tanto il telo su cui sono distribuite le esche. Una valida alternativa a questa seconda fase è quella di utilizzare una calza da donna che agganceremo alle estremità per far sì che rimanga sollevata dal terreno. In questo modo garantiremo una perfetta aerazione delle boilies e avremo la certezza che l’essiccazione sia perfetta. Noteremo comunque che il diametro delle boilies diminuirà abbastanza decisamente tanto che una 18 mm diventerà 15 mm circa. Sicuri che tutto sia stato svolto per bene, potremo mettere le esche in sacchetti di tela o iuta mantenendole lontane dall’umidità e dalla luce. Avremo modo di vedere che il riso potrà essere usato con successo per aiutare le boilies a mantenersi perfette per lunghi periodi. Una volta deciso di utilizzare queste nostre esche essiccate sarà importante restituirgli una certa freschezza seguendo la tecnica già descritta per ri-aromatizzare le pop up, ovvero inserendo qualche goccia di «flavour» in un sacchetto di plastica, oppure aiutandoci con un diffusore spray. 

Circa l’efficacia delle boilies essiccate, l’impressione è che funzionino meglio di quelle normali e la prova pratica sembra dimostrare tutto ciò. Gibbinson, durante alcuni test, ha notato che questa tecnica garantisce risultati eccellenti tanto da sottoscrivere che è la sua preferita. 

 

L’uso del riso. – Uno dei metodi più semplici in assoluto ma, forse per questo, tra i meno conosciuti, è senza dubbio quello che prevede l’uso del riso. Questo «povero» cereale ha l’importante caratteristica di essere «igroscopico», ovvero capace di assorbire e trattenere l’eventuale umidità presente. Poiché tutti i fenomeni di muffa che si verificano sulle boilies hanno origine a causa della presenza di umidità, ecco che il riso può diventare un nostro valido alleato. Tutti i metodi descritti precedentemente non hanno infatti la capacità di preservare le esche se, ad esempio, avessimo deciso di tenere le esche in un sacchetto diverso dalla tela o dalla carta. I sacchetti in plastica infatti, pur assolutamente comodi, hanno il grandissimo difetto di non lasciare «respirare» l’esca causando sempre una certa condensa all’interno. Ciò è valido ovviamente anche se avessimo boilies surgelate e procedessimo all’uso dopo lo scongelamento. Per quantità di esca limitata (fino ai due o tre chilogrammi per volta), i migliori contenitori sono i classici «sacchetti con tracolla» destinati al trasporto dei bigattini generalmente in cotone o tela e comunque, capaci di salvaguardare le boilies per lunghi periodi. Per quantità molto maggiori, una ottima scelta è data dai sacchi di iuta. 

Rimane comunque il fatto che una minima presenza di umidità può farci ammuffire ingenti quantità di esca in pochi giorni. Un paio di manciate di riso secco ogni 2/3 chilogrammi di boilies è quindi una soluzione aggiuntiva di una certa importanza. Attenzione, però, alla base di tutto c’è sempre una perfetta asciugatura dell’esca!


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