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I cinesi del Tevere (e Montedoglio)

Di Redazione pubblicato il 01/09/16

Pesca di frodo sul Tevere a Sansepolcro.

Tre cinesi, residenti in zona, sono stati pizzicati dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato a esercitare l'attività tradizionale nel tratto di fiume a regolamento specifico, quello della cosiddetta "tail water", che parte a valle dell'invaso di Montedoglio e arriva al ponte sulla Senese Aretina; come noto, dal 2003 in questo "segmento" di Tevere si può praticare – e con particolari permessi - soltanto la pesca "no kill", detta anche pesca con la mosca, che prevede il rilascio immediato in acqua del pesce.

Ai tre cinesi beccati sul fatto (era di pomeriggio), è stata comminata una sanzione amministrativa, ma si tratterebbe soltanto dell'ultimo caso rilevato; diverse, infatti, le segnalazioni giunte al Corpo Forestale indicando i punti specifici, salvo poi recarsi sul posto e constatare che gli eventuali trasgressori erano già andati via. Fra questi, vi sarebbero altre persone di origine straniera e anche italiani, che dunque si portano a casa trote e temoli, le due specie presenti dove il fiume scorre ancora ancora a carattere semi-torrentizio e l'acqua mantiene una temperatura relativamente bassa (7 gradi) che diventa un habitat ideale. Oltre che con esche vive e cucchiaini, sono stati rilevati anche altri metodi irregolari – i cosiddetti "filaccioni" legati a bottiglie fissate nei pressi delle rive – mediante i quali si può pescare in assoluto riposo, aspettando soltanto il pesce che abbocca e che lotta fino allo stremo delle forse. Tutto questo arreca inoltre disturbo agli appassionati della pesca con la mosca (c'è anche un apposito club di vallata), non dimenticando che ogni estate vengono rilasciati oltre 5mila permessi di pesca a persone provenienti da tutta Italia e dall'estero, che a Sansepolcro fanno oramai tappa fissa.

Un altro grave episodio era stato scoperto tempo addietro, quando altri stranieri (quasi certamente rumeni) provenienti dall'area del Rodigino e abituati a piazzare enormi reti – come fanno al nord – avevano scelto la diga di Montedoglio per la loro razzia, raccogliendo una enorme quantità di trote, carassi, lucci e carpe, destinati con ogni probabilità ai mercati dell'Est europeo e con il trasporto del pescato in condizioni di temperatura e igieniche alquanto approssimative.

Allo scopo di creare un minimo di disciplina, il Comando di Sansepolcro del Corpo Forestale dello Stato ha intenzione di potenziare i controlli lungo l'asta del Tevere a scopo repressivo ma anche preventivo.

NOTA: Foto non pertinente all'accaduto


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