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I bracco in Romania...

Di Redazione pubblicato il 31/08/16

Sulla rivista web www.matchfishinig.it è apparsa una eccellente intervista a Gabriele Tubertini, mai come oggi leader dei produttori, nella lotta contro il bracconaggio.

Le sue parole, sempre forti e determinate sono di una chiarezza esemplare che avremmo voluto ascoltare da tempo . IN sintesi, ad una domanda rivolta ad un suo dipendente di nazionalità rumena sul bracconaggio in quel Paese, è stato portato uno stralcio delle leggi vigenti.

Appare chiaro come in Romani, fare il bracconiere sia un crimine e no una passeggiata di salute e come le leggi vigenti siano deterrenti e robabilmente, efficaci.

Ecco alcuni passaggi

ART.61 – Pesca con strumenti elettrici, esplosivi, sostanze chimiche o narcotici, reti da posta, sciabiche nasse, trasporto e vendita di pescato illegale. Tutti reati punibili con la reclusione da 6 mesi a 4 anni oltre ad un’ammenda di 1500€ (che sono 6 mesi di un loro stipendio

medio).

ART.62 – Gli atti riferiti all’art.61 se commessi da una o più persone, tra le quali anche uno solo armato, la reclusione per tutti va dai 2 ai 6 anni. La pena è ulteriormente maggiorata se vengono beccati durante il trasporto perché il pesce è già morto quindi irrecuperabile.

ART.64 – Ogni sentenza conclusa con condanna implica la sospensione del permesso di pesca.

ART.67 – Confisca degli attrezzi, barche, automezzi anche se intestati a terzi, armi bianche o da fuoco e altri beni utilizzati per commettere il reato.

La sintesi di Tubertini è semplice quanto diretta;"......... da loro li prendono e buttano via la chiave....Da noi?...."


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