Tecnica

Hot Spot-parte 2

Di Rudy Croce pubblicato il 15/04/12

Ormai la stagione fredda sta lasciando il posto a temperature decisamente più gradevoli, con l’alzarsi della temperatura e l’arrivo della primavera anche la vita sotto la superficie dell’acqua tende a riscoprirsi e a rinascere.

Piccoli avannotti di persico trota popolano le sponde tra i canneti, mentre le mamme ben più grandi  tengono d’occhio la prole a debita distanza, nascosti tra quelle alghe che fino a qualche settimana fa erano quasi del tutto assenti.

Infatti con l’arrivo dei primi tiepidi raggi di sole, la vegetazione acquatica prolifica e la sola pesca marginale al lancio risulterebbe vana poiché le probabilità di calare le nostre esche sopra e in mezzo a banchi di alghe appena nate sarebbe molto alta.

 

Nella prima parte del nostro appuntamento ci siamo concentrati nella descrizione della tecnica del plumbing, ossia la madre di tutte le tecniche per recuperare informazioni in merito allo spot che ci accingiamo ad affrontare.

 In questa seconda parte, poiché ci troviamo in un epoca dove la tecnologia è parte integrante della nostra vita quotidiana, penso sia molto interessante imparare a conoscere e imparare ad utilizzare qualche strumento di ultima generazione. 

 L’Eco Wi-Fi

 Già da molti anni sono presenti in commercio questi accessori che aiutano a sondare il fondale nell’immediato sottoriva, l’Eco Wi-Fi viene spesso utilizzato da pescatori a spinning dove collegano la sonda nel loro Belly Boat per scovare buche o scalini.

 Nel nostro caso però potrebbe essere un ottimo alleato, infatti legando la sonda con il nostro terminale e facendo un po’ di lanci recuperando lentamente ci permetterà di darci una sicura lettura del fondale.

 Bisogna però essere consapevoli che il range del nostro Eco WI-Fi di norma non supera mai i 40/50 metri di ricezione quindi verrà utilizzato  nel sottoriva o comunque per una pesca a corta distanza.

Barchini Radiocomandati

Spesso capita di andare in luoghi dove le imbarcazioni non sono consentite e purtroppo per noi le nostre amiche “Carpe” le possiamo trovare solo a determinate distanze, impossibili da raggiungere a lancio.Negli ultimi anni grazie ad una avanzata tecnologia ed uno studio approfondito nel settore del modellismo si possono trovare in commercio i cosiddetti: “BARCHINI RADIOCOMANDATI”.

Essi infatti sono stati costruiti appositamente per far fronte a situazioni del genere e fronteggiare quei posti dove l’utilizzo di imbarcazioni non portano quasi più a dei risultati sperati la dove è consentita, vista la grande pressione e le imbarcazioni che popolano i nostri laghi, i barchini radiocomandati si possono rivelare un’arma vincente.

Se ne possono trovare un’infinità di modelli, a partire da quelli a idrogetto sino ad arrivare a quelli con elica,vengono costruiti con materiali in Abs o Pvc, possono avere vari sistemi di sgancio lenza e vari sportelli per lo sgancio della nostra pastura.

Nelle vasche porta pastura possono alloggiare svariati kg di esche, tra boilies, particles pellet e granaglie.

Si possono adattare anche degli ecoscandagli Wireless con una ottima ricezione fornita dalla casa all’incirca 200/300 metri.

Il loro ingombro è minimo ed il suo costo non si avvicina minimamente a quello di una barca con motore Eco e le varie batterie.

Lo utilizzo ormai da molti anni in posti dove le imbarcazioni non sono consentite e dove la fitta vegetazione non permette il solo utilizzo delle canne, come di mia consuetudine frequento laghi con fitta vegetazione acquatica ed una ricca presenza di ostacoli come alberi caduti e ostacoli sommersi.

E’ consigliato usarlo per la pesca a medio e lunga distanza anche se le case costruttrici danno la loro portata di ricezione oltre i 300 metri.Per la cala della lenza vi sono dei ganci magnetici posti a poppa del barchino che con un facile movimento di una leva ci permetterà lo sgancio immediato della nostra lenza.

 Un altro sistema molto adottato da me è quello di inserire il terminale nella vasca principale facendo passare il piombo e l’esca sotto il barchino, di seguito chiudendo lo sportellino principale ci troveremo con il lead core che uscirà dalla parte inferiore del barchino e tutta la nostra presentazione ben adagiata nel fondo della vaschetta, da lì si potrà aggiungere a nostro piacere qualsiasi tipo di pasturazione che verrà adottata da noi in quello spot.

 Con un semplice nylon da pesca legato ad un Marker  potremmo usarlo anche nella cala di un segnalino basterà solo agganciarlo allo sgancio rapido del porta finali ed il gioco è fatto.

 Da non sottovalutare è anche l’utilizzo del “GPS” che verrà adattato nel barchino, infatti ci consentirà di marcare alcune zone di nostro interesse la dove riteniamo possa essere un ottimo “HOT SPOT”.

Questo ci permetterà nelle successive sessioni di ritrovare i nostri spot scelti in precedenza e di calare le nostre lenze sicuri del nostro cercato.

Possono essere utili anche le telecamere subacque che ci serviranno per sondare il fondo e darci la più realistica visione dello spot scelto da noi  precedentemente.

Ed infine ma non per ultimo delle “web cam”  Wi-Fi montate  nella prua del barchino che potranno rivelarsi utili la dove pescheremo a ridosso di canneti o piante cadute in acque, riuscendo così a coprire le più disparate situazioni di pesca.

Voglio fare una piccola premessa visto dei precedenti accaduti a me personalmente poco tempo fa, mi trovavo in una cava a pago dove l’utilizzo dei barchini era consentito mentre quello delle imbarcazioni era vietato.

Carpisti senza pudore nei confronti di nessuno erano presenti in una dimostrazione fatta da me e dal team in un lago del centro Italia, calando le loro lenze a circa 200 metri in corrispondenza dei miei terminali calati nel mio immediato sottoriva.

Questo per dirvi che alcuni giovani carpisti usano questi gioiellini in modo errato, infatti alcuni di questi modelli di barchini arrivano a contenere quantità intorno ai 5 kg di pastura, non sapendosi regolare con le quantità immesse si rischia poi di incorrere a delle sanzioni da parte dei gestori dei laghi e di creare problemi seri alle poste dato le enormi quantità immesse di pastura in acqua, e per finire non bisogna approfittare del fatto che si usi per pescare a delle distanze enormi perché poi non si ha la sicurezza di riuscire a tirar fuori il pesce , e non ci dà nemmeno il diritto di appropriarci di grandi spazi dove sono presenti altri pescatori in generale.

Vi lascio con una chicca:

 “Il progresso a volte è regresso”

 Quindi ragazzi usate sempre la testa nell’utilizzar queste nuove tecnologie perché non ci scordiamo mai che questo per noi è un hobby e per alcuni è passione o stile di vita quindi, rispettiamo i pesci e gli altri e cerchiamo di non approfittare di alcune leggi a nostro favore….

 

Nella 3 parte parleremo dell’utilizzo di imbarcazioni e del giusto utilizzo dell’eco, quindi non perdetevi il prossimo appuntamento, ciao e a presto.

 

 

 


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)