Tecnica

Hot Spot in Diga

Di Luca Nanetti pubblicato il 06/09/13


Le dighe nascono dall'esigenza di produrre energia elettrica attraverso centrali, gran parte i sono state costruite sul nostro territorio  tra la prima e la seconda guerra mondiale, se non servono centrali, sono semplici riserve d'acqua , la rete idrica del nostro paese.

In questo articolo vorrei soffermarmi sui bacini artificiali che nascono soprattutto per la produzione di energia elettrica, analizzando quelli che secondo me sono gli spot migliori.

Tra le caratteristiche principali troveremo il classico  “sali e scendi” del livello dell’acqua, derivato da grandi turbine in grado di produrre energia elettrica. Gli enormi tubi e bocchettoni atti al prelievo dell’acqua fanno in modo che si produca energia senza ripercussioni sull’ambiente; in questi bacini in poche ore potremo trovarci davanti a dislivelli dell’acqua di diversi metri d’altezza.

Se stiamo pescando in uno di questi bacini sicuramente ne avremo una a Monte e uno a Valle, di solito quello a monte lo utilizzano come mero deposito e quello a valle presenta il vero e proprio impianto idroelettrico con le turbine per la produzione di energia idroelettrica.

Ultima caratteristica non meno importante che la maggior parte di queste acque sono poste sul territorio Pre Alpino e/o Appenninico del nostro Paese e nella Regione in cui abito (Emilia Romagna) sono considerate Acque di categoria  “C”,  quindi avremo a disposizione una sola canna e questo noi Carpisti molte volte lo consideriamo un limite che ci  fa storcere il naso e ci fa girare i tacchi verso altre mete.

Dopo tanti anni d’esperienza in queste acque sono giunto alla conclusione invece che piu’ che un limite puo’ essere una risorsa, forse mi prenderete per matto, ma invece pescare in queste acque con un solo tentativo a disposizione mi ha fatto crescere dentro un’incredibile senso dell’acqua e un’ottimo spirito d’osservazione, facendomi fare dei veri e propri passi da gigante in questa disciplina in pochisso tempo; brevemente Vi spieghero’ come approcciare al meglio questi luoghi:

Osservare attentamente il perimetro del lago

Questa regola è tra le prime da tenere sempre presente in ogni luogo ma in particolare in questi specchi d’acqua assume davvero una notevole importanza. Difatti la caratteristica di questi bacini e di essere stati allagati in maniera naturale senza lavori che hanno stravolto le loro sponde, fatta eccezione ovviamente per le zone della Diga, quindi una corretta osservazione delle sue sponde riusciremo a capire come la montagna termina al suo interno creando le zone di nostro interesse come creste, gradini e penisole.. Ovviamente un po’ di plumming o un buon eco ci aiuterà a confermare o a smentire quello che a occhio nudo abbiamo percepito dalla nostra osservazione.

Un’altra zona d’osservazione particolarmente importante sarà l’inizo del bacino artificiale, la zona a sud dove è presente sempre un corso d’acqua che puo’ essere un piccolo fiume o meglio un torrente che passava nella vallata prima di essere allagata, questa parte del lago corrisponde sempre alla parte piu’ bassa dello stesso, in questa parte di solito troveremo 2 zone che per me sono tra i migliori spot in assoluto in questi bacini:

Le acque basse e leggermente melmose:  tra le loro caratteristiche principali potremo trovare una notevole vegetazione sulle sue sponde che in molti casi entra a contatto direttamente dell’acqua, anche veri e proprie penisole sommerse con un leggero strato di macroalga sul fondo, queste zone offrono cibo, calore e zona di riproduzione. Cibo e calore perché troveremo l’alimento sia nella zona marginal sotto i cespugli che nella parte d’acqua bassa dove causa del sole crescerà molto piu’ rapidamente che da altre parti, fermo restando che in questi bacini è facile trovare alimento anche a 15/20 metri di profondità. Calore perché sono tra le prime a scaldarsi in primavera e i pesci essendo animali a sangue freddo per rimettere in moto il loro ciclo biologico dal freddo inverno hanno bisogno di acqua piu’ temperata e infine zona di riproduzione perché la conformità di queste zone del lago unito alla notevole quantità di cibo che possiamo trovare in primavera porta alla naturale scelta di queste zone come area di Frega.

Il Letto del Fiume : questo è un'altra zona che io denomino Hot Spot, come ben sappiamo lo scorrere delle acque porta a erosione e quindi è facile immaginare che dove passava il fiume rispetto all’area allagata in seguito alla costruzione della Diga, troveremo dei dislivelli notevoli,  i cosidetti gradini o veri e propri salti in alcuni casi. Questo è il mio spot preferito in questi bacini e Vi confesso che in queste zone ho catturato sempre i pesci di maggior peso. In queste zone si creano delle vere e proprie autostrade che il pesce seguirà avanti e indietro alla ricerca di alimento, cibo che visto la ripidezza delle sponde scivola di continuo sul fondo del vecchio letto del fiume, la cosidetta manna che cade del cielo per le carpe.

Anche nella parte centrale del bacino troveremo delle zone interessanti tra gli spot principali vi posso segnalare :

Le penisole o le cime delle creste: di solito si sviluppano nella parte centrale di questi bacini perché le montagne entrano in maniera piu’ dolce e meno irruenta all’interno del lago andando proprio a morire in esso diversi metri dopo la superficie dell’acqua, questa morfologia crea una specie di penisola e anche delle vere e proprie creste dove avremo zone d’alimentazione importanti dei pesci per 2 motivi :  il primo è il medesimo che Vi ho accennato nel punto precedente,  quando una zona è vicino alla superficie, l’alimento, a causa del sole, crescerà molto più velocemente, il secondo è che durante le giornate di vento, soprattutto proveniente da Sud Est o Sud Ovest queste “barriere naturali” accumulano con il moto ondoso che si crea in profondità, un accumulo di detriti, e quindi anche d’alimento, che si deposita subito sotto la cresta della parete che si è formata dall’allagamento della vallata. Dulcis in fondo vi segnalo che se avremo una cresta che forma un riparo verso Sud del lago e ci troveremo davanti a un Freddo vento da nord, probabilmente troveremo le nostre amiche baffute tranquillamente al riparo sotto la cresta per evitare le correnti fredde causate dal moto ondoso provocate dal vento in senso opposto.

L’ultima zona che mi preme segnalarVi e la parte a Nord o della Diga in questa zona abbiamo 2 spot interessanti a mio parere:

Lo scalino o il gradino : Possiamo chiamarlo in entrambe le maniere il risultato non cambia, in questa zona ci troveremo difronte alla massima profondità del bacino e quindi alla massima pendenza. Pero’ ci troviamo davanti all’unica zona del bacino dove l’uomo sicuramente ha consolidato le sue sponde per aumentare la resistenza all’enorme pressione dell’acqua sulla diga che deve scaricare la stessa sui propri lati e questo consolidamento avviene nei primi 15/20 metri dalla sponda stessa, creando una zona intermedia tra la montagna e la  sponda dove in alcuni casi troveremo proprio quei uno/due  metri al massimo dove la discesa si fa meno ripida e dove possiamo tranquillamente calare i nostri inneschi perché sarà una zona pattugliata con una certa costanza dalle carpe che passeranno alla sua altezza secondo un giro ben preciso e ripetuto in maniera costante.

Il Muro della Diga : Anche nell’ambito dello stesso muro della Diga troveremo sempre un lato cieco e un lato aperto dove l’acqua fuoriesce in questi casi preferisco sempre pescare nel lato cieco, un po’ per motivi di sicurezza un po’ perché rimango convinto che i pesci utilizzano questa zona in determinati periodi dell’anno o per stazionare sotto di essa oppure per accumulare calore nelle fredde ma soleggiate giornate di fine autunno inizio inverno. Qui potremo trovare le nostre amiche o in profondità anche a 15/20 metri oppure vicine al muro della diga stessa perché essendo fatto di pietra questo assorbe calore durante la giornata e lo rilascia nelle ore notturne dando notevole giovamento alle stesse durante i rigidi mesi invernali.

Conclusioni

In questo breve racconto su come interpretare al meglio questi luoghi ho provato ad essere piu’ riassuntivo possibile e piu’ schematico possibile nella speranza di aver messo a Vostra disposizione quello che ho imparato andando a pescare in questi ambienti, ovviamente nella nostra disciplina come in tante altre non esiste la verità assoluta e le variabili che possono incidere sulla pescata sono davvero tante, oltre agli ulteriori argomenti da sviluppare che variano dal tempo, dalla pasturazione da utilizzare, terminali piu’ adatti, stagione ecc, ecc. Tutte queste variabili avro’ il piacere di trattarle in un’altro articolo, al momento Vi posso anticipare che le mie esche preferite in questi Bacini sono leLive System Shelf Life da 18 mm insieme alle Pop up Secret da 14 mm, combinazione che a mio parere crea un’ottimo inganno a omino di neve, ma di questo e di molto altro ne parleremo in seguito.

Alla prossima  

Luca Nanetti


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