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Guerra ai bracconieri

Di Rovigo in diretta pubblicato il 28/06/18

Le quattro regioni rivierasche del fiume Po coordinano forze e interventi contro il bracconaggio che sta impoverendo  la fauna ittica dell’intero bacino fluviale e rischia di mettere a repentaglio la salute dei consumatori.

Con l’intesa che sarà firmata venerdì, a Isola Serafini, l’isola fluviale in comune di Monticelli d’Ongina in provincia di Piacenza, alla confluenza tra Po e Adda, le regioni Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, con l’autorità di bacino del Po e le prefetture di Milano, Torino, Bologna e Venezia si accordano per il controllo triennale della pesca illegale nel primo fiume italiano e nella rete dei suoi affluenti e canali di bonifica.

“La pesca di frodo, praticata con metodi massivi e nocivi  come gli  elettrostorditori risulta in continuo aumento – dichiara l’assessore alla pesca della Regione Veneto, Giuseppe Pan – Rappresenta una minaccia non solo per la tutela della biodiversità naturale e in particolare per le specie ittiche autoctone, che già hanno raggiunto stock minimali, ma anche per la salute dei consumatori. Ci sono specie ormai a rischio di estinzione, come lo storione cobice e un’altra decina di specie tutelate dalle direttive comunitarie. Ma la vendita di stock illegali di pesce pescato nel Po, priva di controlli sanitari e di tracciabilità, rappresenta un serio rischio per la salute collettiva, vista la continuità delle acque fluviali con siti fortemente inquinati”. Da qui l’esigenza delle quattro regioni rivierasche di armonizzare le regole e di coordinare risorse, gestioni e azioni per vigilare sull’asta fluviale e i suoi affluenti, tutelare la fauna ittica autoctona, promuovere il turismo fluviale e contrastare il bracconaggio.

Il protocollo prende ad esempio le azioni di contrasto realizzate nel Mantovano tra il 2016 e il 2017, in sinergia tra i corpi di Polizia (statale, provinciale e locale), le guardie giurate ittiche, la Regione e con il coordinamento della Prefettura di Mantova. Vengono dettagliate le azioni di contrasto immediato e quelle di medio periodo per contrastare i reati ambientali sul Po, stabilendo standard di controllo e segnalazione e definendo la ‘catena di comando’. E’ previsto, inoltre, un programma triennale di potenziamento delle dotazioni in uso ai vari corpi di polizia e alle guardie ittiche volontarie, con oneri a carico delle rispettive regioni. A coordinare il programma sarà il tavolo di coordinamento costituito presso la Prefettura di  Milano, mentre la regìa degli interventi operativi spetta all’Autorità di bacino del fiume Po.

“Solo se coordiniamo tutti gli enti competenti e uniamo le forze – conclude Pan – potremo difendere il patrimonio ittico del Po e salvare la pesca legale e le prospettive di sviluppo turistico e di fruizione del fiume”.


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