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    Boilies E Mix

    Groundbait. Ready made mix!!

    di Andrea Girardi pubblicato il 06/01/12

    Groundbait. Ready made mix!!

    Talune pasture per la pesca al colpo si rivelano essere perfettamente utili quando non possiamo o non vogliamo assemblare dei mix partendo dalle singole farine. Chiunque non abbia particolare dimestichezza con la miscelazione di farine ed estratti vari può trarre giovamento dall’utilizzo delle pasture in quanto in termini pratici si dimostrano essere dei mix pressoché pronti per essere impiegati. Da un lato pastura per preparare delle belle arance da gettare sul fondo del corso d’acqua, dall’altro dell’ottima pastella da modellare attorno all’hair rig con molletta ed infine un mix da preparare con l’aggiunta di uova. Meglio di così!! Si apre la busta, si addiziona il contenuto con qualche semplice ingrediente e vi si aggiungono le uova.

    Dalla busta all’impasto.

    Un esempio? Detto fatto!! Le pasture Special Carassio, Carp 3000 e Fondo Special della Pan & Company, giusto per citare tre formule commerciali molto note tra le molteplici esistenti in commercio. Inserite anche in generose proporzioni all’interno di un mix artigianale, possono originare boilies davvero valide. Sono delle miscele per la pesca al colpo che, opportunamente integrate, possono dar vita a delle ottime boilies.

    State alzando le sopracciglia? Pensate che non possano competere con avveniristiche boilies costruite su fantasmagoriche alchimie? Le ritenete boilies da quattro soldi? A voi la sentenza.

    Hand built in Cartagine.

    Tanti anni fa, in occasione di un enduro svoltosi in un laghetto a pagamento del nord Italia, vinse o meglio stravinse una coppia di pescatori che, impiegando boilies a base esclusiva di carp 3000 e uova, lasciò a bocca asciutta tutte le altre coppie partecipanti e portò a casa tutti i premi in palio. Man mano che le ore passavano, il giudice di gara si vide costretto ad aprire un bivvy nelle immediate adiacenze della coppia poiché ogni quarto d’ora gli avvisatori suonavano all’impazzata. I due pescatori portarono a terra quintali di carpe con tanto di braccia doloranti e qualche imprecazione d’invidia da parte delle coppie concorrenti. Mentre le loro canne (che all’epoca battezzammo “hand built in Cartagine” a testimonianza del fatto che si trattava di canne telescopiche in vetroresina, delle quali una con anello del cimino legato con il nastro adesivo) si alternavano in continue flessioni, il resto dei partecipanti, sgomento, osservava impotente i virtuosismi alieutici dell’agguerrita coppia.

    Complotti e scongiuri.

    All’inizio più di qualcuno riuscì a stento a trattenere qualche maligno sorriso nell’osservare una attrezzatura così obsoleta e fatiscente. Man mano che passavano le ore, quei volti, inizialmente solari e sorridenti divennero sempre più cupi e gli sguardi si fecero sempre più torvi. C’era chi si interrogava come fosse possibile che degli anglers con un’attrezzatura così scalcagnata potessero salpare così tanti pesci. Si iniziarono a formulare ipotesi circa la composizione delle magiche boilies. Ci fu chi ipotizzò l’impiego di esoteriche pozioni, chi addebitava l’efficacia delle palline all’utilizzo di costosissimi derivati del latte, chi ancora all’adozione di un micidiale mix di pesce e spezie. “No, no, probabilmente hanno delle boilies molto digeribili, chissà quanto le hanno pagate, ma ti sembra che io vada a spendere tutti quei soldi per delle boilies?”. “Si, d’accordo, stanno salpando un sacco di carpe ma chissà quanto hanno spesso per quelle boilies così performanti!”. C’era chi, con fare guardingo, estraeva dalla borsa dei vasetti con del liquido rosso che agitava vigorosamente recitando al contempo formule esoteriche con dichiarati intenti esorcizzanti. Chi ancora, chino sulle ginocchia, pelava le boilies affinché potessero interagire al meglio con l’elemento liquido.

    Tentativi tecnici e scaramantici riti.

    Si iniziò a diversificare l’azione di pesca effettuando dei precisissimi lanci a ridosso dell’isolotto posto al centro del lago, nei pressi del quale, a detta di molti, si sarebbero dovuti concentrare gli esemplari più grossi. Quindi via libera a lanci stratosferici con bombardamento del fazzoletto di terra. Risultato: lenze sovrapposte, fili ingarbugliati e terminali inesorabilmente intrappolati sul salice piangente di turno.

    Un partecipante appese uno scaramantico ferro di cavallo sul proprio rod pod nella speranza di sovvertire i drammatici esiti di un disastroso enduro. Si formò addirittura una sorta di gruppo di studio a bordo dello specchio d’acqua per fare il punto della situazione nell’intento di rendere sinergiche le esperienze ed orientarle in un più proficuo indirizzo operativo.

    Dai borsoni dei carpisti più attrezzati emersero dei cannocchiali da 007 e una lunga attività di spionaggio ebbe inizio.Qualcun altro, in preda alla disperazione più nera, si fece portare dall’amico di turno, che spergiurava sulla bontà delle proprie palline ed attribuiva alle stesse la capacità di sovvertire ogni più buia previsione, qualche chilo di boilies. “Mi ha dato queste boilies e mi ha garantito che metteranno finalmente a tacere le spavalderie di quei due lì in fondo…..”. I vari escamotage, tuttavia, nulla valsero contro questi inarrivabili anglers che continuavano a macinare chili su chili di carpe pescando nel sottoriva.

    La storica intervista.

    I vincitori dell’enduro, al termine della manifestazione, a seguito di una breve intervista candidamente dichiararono: “Mi dee baete no so gninte, el me socio che pesca i squai coea boeognese el ga impastà sinque buste de Carp 3000 coi vovi e un poco de carpix e dopo, a man, el ga fato i boiler. No so se xe giusto dire boiler oppure bolas.

    (Io delle palline non so nulla , il mio socio che pesca i cavedani con la bolognese ha impastato cinque buste di Carp 3000 con le uova e un po’ di carpix ed ha fatto le boilie rullandole manualmente. Non so se è corretto dire boiler oppure bolas).

    La successiva domanda posta dall’intervistatore fu: “Quindi non vi siete avvalsi di particolari mix, della marca x o Y?

    Noialtri no gavemo nessuna marca, usemo sta pastura par pescare in canae, a ga sempre funsionà e i ne ga spiegà che pa fare e bolas bisogna impastare a pastura coi vovi. E cussì gavemo fatto. No sarà miga colpa nostra se e carpe e ga magnà soeo che sui nostri boiler!

    (Noi non abbiamo nessuna marca e usiamo questa pastura per pescare in canale. Ha sempre funzionato e ci hanno spiegato che per fare le boilies bisogna impastare la pastura con le uova. E così abbiamo fatto. Ma non sarà mica colpa nostra se le carpe hanno mangiato solo sulle nostre boilies!).

    Conclusosi l’enduro ed ultimate le operazioni di premiazione la coppia di vincitrice caricò tutto il ben di Dio messo in palio dall’organizzazione e lentamente se ne andò. Qualcuno tentò di porre in essere delle azioni autolesive ma fu prontamente fermato da anglers dotati di sangue freddo.

    Come zombi emersi dall’oltretomba alcuni carpisti si diressero verso la postazione che vide eccellere la coppia vincitrice alla ricerca di qualche indizio che potesse loro fornire utili strumenti di indagine al fine di risalire alla magica composizione delle boilies ravanando a capo chino tra la vegetazione circostante. Alcuni carpisti, sconsolati, fissavano il vuoto. Qualcun altro, in un laconico assolo continuava a ripetere: “la prossima volta ti faccio vedere io altro che boilies da 35000 lire al kg!!

    Barzellette e verità assolute.

    Il racconto di cui sopra, sebbene assuma a tratti i connotati di una barzelletta, riassume quanto realmente accadde durante quell’enduro. È pur vero che i regolamenti dell’epoca lasciavano molto a desiderare ma anche oggi, laddove consentite, alcune pasture o meglio l’utilizzo di boilies che con esse possiamo confezionare, non deluderebbero. Ed in acque libere, soprattutto in quelle maggiormente frequentate dai pescatori al colpo, visti gli ingenti quantitativi gettati settimanalmente, il discorso non cambia. A maggior ragione, le boilies ricavate dalle pasture, accompagnate da quest’ultime sapranno regalare ottimi risultati a chi le impiegherà. Le combinazioni che possiamo adottare sono infinite. Non ci sono regole particolari da seguire o ricette che possono prevalere le une sulle altre. Come al solito la parola d’ordine è: provare. Ciò che non riesce oggi avrà probabilmente maggior successo domani. Un solo particolare accorgimento è richiesto. Trattandosi spesso di pasture disgreganti è buona cosa andare ad aggiungere delle farine mediamente leganti. Diversamente incorreremo in alcune difficoltà durante le operazioni di rullaggio.

    Alcuni esempi:

    80% special carassio

    20% latte per lo svezzamento dei capretti o dei vitelli in polvere (il famoso lamb o calf milk replacer)

     

    80% Special carassio

    15% latte per lo svezzamento dei capretti o dei vitelli in polvere (il famoso lamb o calf milk replacer)

    5% albumina

     

    40% special carassio

    40% carp 3000

    1% xantano

    19% latte per lo svezzamento dei vitelli o capretti in polvere

    65% Carp 3000

    15% pastoncino

    20% latte per lo svezzamento dei vitelli o capretti in polvere

    Un cucchiaio di albumina

     

    50% carp 3000

    15% crocchette per cani

    5% spezie

    10% pastoncino

    19% latte per lo svezzamento dei vitelli o capretti in polvere

    1% xantano

     

    60%Fondo Special della Pan & Company

    20% farina di lupini tostati

    10% proteine del siero del latte

    10% latte in polvere



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