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Grandi laghi in secca?

Di Redazione pubblicato il 02/08/17

ROMA - Il lago Maggiore, quello di Bracciano, di Garda, D'Iseo, di Vico, di Canterno, di Como, di Albano. I bacini lacustri Salto e Turano, il Trasimeno: i laghi italiani non godono di ottima salute, sono sempre più a secco e minacciati da scarichi fognari non depurati. Sono ben 11 i bacini lacustri del nord e centro Italia in forte sofferenza idrica con un elevato abbassamento delle acque, a causa delle alte temperature, delle poche precipitazioni, ma anche per colpa dell'eccessiva captazione e il sovrasfruttamento della risorsa idrica.

A comunicarlo è Legambiente nell'ambito della sua campagna 'Goletta dei Laghi' realizzata in collaborazione con il Conou e Novamont. Nel report finale 'Laghi a rischio' fa il punto sulle criticità dei 14 laghi monitorati, dislocati su sei regioni (Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Umbria e Lazio). Un viaggio, quello di Goletta dei Laghi partito a fine giugno e che ha visto impegnati i tecnici in un monitoraggio scientifico, ma anche in una serie di attività che hanno coinvolto i cittadini e le comunità territoriali.

'Nell'estate 2017 l'Italia si trova ad affrontare una pesante crisi idrica inasprita dai cambiamenti climatici. I laghi e fiumi sono il simbolo di questa emergenza - dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente -. È inoltre fondamentale intervenire sulla qualità, dato che circa il 60% delle acque lacustri non ha raggiunto l'obiettivo fissato dalle direttive europee. Infine anche quest'anno, i nostri dati confermano il problema della cattiva depurazione, con alcuni punti che sono dei veri e propri malati cronici, risultando inquinati ad ogni edizione della campagna partita nel 2006, e dell'inefficienza degli impianti o la presenza di scarichi abusivi. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire applicando la nuova legge 68 del 2015 sugli ecoreati, che in diverse situazioni si è rivelata molto efficace anche su questo fronte'.

• I LAGHI A RISCHIO DEL NORD
Tra i grandi laghi del Nord la situazioni più critica è quella del lago di Garda, con un riempimento del 35% rispetto ai livelli di riferimento e un'altezza del livello dell'acqua (altezza idrometrica) di ben 36 cm sotto la media storica, seguito dal lago di Como che, seppure in aumento, è pieno solo al 57,6% del suo volume medio, con un'altezza idrometrica al di sotto di 59 cm della media storica. Il lago d'Iseo, pieno al 56,4%, ha attualmente un'altezza idrometrica di quasi 21 cm sotto al valore medio, mentre il Maggiore è tornato sotto il livello medio storico (-5,4 cm sotto l'altezza idrometrica media).
 
In particolare nel 2017 nei 4 grandi laghi del nord - Garda, Maggiore, Como e Iseo - si è registrata una riduzione delle portate in ingresso, ovvero dell'acqua entrata nei bacini lacustri, di 9,5 miliardi di m3, pari, secondo i dati Istat, a tutta l'acqua prelevata per gli usi civili nella Penisola. Numeri che, sebbene ad oggi non hanno fatto ancora scattare situazioni emergenziali nelle regioni del nord, con eccezione dell'agricoltura, indicano una tendenza a cui occorre rispondere da subito con un'efficace azione di adattamento al clima e tutela quantitativa della risorsa idrica.

• LAGHI IN CENTRO ITALIA
In centro Italia a soffrire di più, dopo il lago di Bracciano (sotto di circa 160 cm dallo zero idrometrico), è invece il Trasimeno che ha registrato meno 60 cm circa rispetto allo zero idrometrico (su una profondità massima di 6 metri circa). Anche lo stato della qualità delle acque lacustri non è delle migliori - su 100 punti monitorati da Legambiente, il 50% è risultato inquinato da scarichi non depurati, e nel 90% sono stati trovati rifiuti. 
• ALTRI LAGHI
Per quanto riguarda gli altri laghi monitorati da Legambiente, l'abbassamento del livello delle acque si è registrato anche per il Lago Albano che è diminuito di quasi 5 metri negli ultimi decenni. Il Lago di Vico è in sofferenza idrica con un metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana e anche quest'anno come nel 2012 è ricomparsa un'isoletta all'interno del lago. I bacini lacustriSalto e Turano scendono a vista d'occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse, con abbassamenti anche di 20-30 centimetri in un solo giorno. Infine in provincia di Frosinone, nel lago di Canterno continua l'abbassamento del livello: quasi 90 cm in meno negli ultimi 3 mesi.

 DATI GOLETTA BATTERI E INQUINAMENTO
I parametri indagati dal laboratorio mobile della Goletta dei Laghi hanno riguardato la ricerca di batteri di origine fecale la cui presenza rappresenta un indicatore di scarichi civili non depurati. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame soprattutto le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi. In particolare l'associazione ha effettuato 100 punti campionati, di questi il 50% è risultato fuori dai limiti previsti dalla legge. Senza contare i diversi rifiuti dispersi nell'ambiente ritrovati sulle rive durante i campionamenti. Nel 90% dei siti campionati i tecnici hanno registrato presenza di plastica, ma anche polistirolo, vetro, metallo, carta, rifiuti da mancata depurazione (cotton fioc, assorbenti, blister di medicinali). In molti casi si tratta di frammenti di piccole dimensioni. Rifiuti urbani, frutto della cattiva gestione a monte e dell'abbandono consapevole, che alla fine arrivano sulle sponde dei laghi o direttamente in acqua.

• MONITORAGGIO PLASTICA
Per il secondo anno consecutivo, Legambiente ha, inoltre, condotto il monitoraggio sulla presenza di microplastiche. I laghi monitorati sono stati quello di Iseo, Maggiore, Garda e Trasimeno, e per la prima volta quelli di Como e Bracciano nel Lazio. Durante i vari campionamenti i tecnici di Goletta hanno utilizzato una strumentazione dotata di una particolare rete (la manta) a maglia ultrafine in grado di catturare le microparticelle inferiori a 5 millimetri. La manta ha percorso in totale quasi 50 chilometri ai quali sono da aggiungere le 10 ore di campionamento statico fluviale.

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