Boilies E Mix

Granaglie: metodi alternativi e classici

Di Matteo Marmocchi pubblicato il 18/04/12

Le esche più economiche sono senza ombra di dubbio le granaglie, e nonostante siano a buonissimo mercato, sono sicuramente efficaci e possono essere utilizzate in qualsiasi ambiente, anche senza pasturazione preventiva.

Sostanzialmente la preparazione delle granaglie non si differenzia più di tanto dall’una all’altra, salvo tempi di cottura.

In questo articolo accennerò i metodi di preparazione classica, ed elencherò alcuni metodi alternativi.

Differenziarsi in pesca rispetto agli altri pescatori sta diventando la vera scoperta di questi anni. Qualche anno fa la differenza la poteva fare una buona boilie o una buona pasturazione, con terminali efficaci, salvo ovviamente la scelta del posto; oggi non servono soltanto queste caratteristiche, ma è necessario saper diversificarsi, cercando di pescare in posti non battuti e cercare soluzioni che nei fondali possano essere viste in modo differente.

Fin dall’antichità i pesci sono stati abituati a mangiare le granaglie, specialmente il mais, e appunto la si può considerare l’esca da pesca per eccellenza. Le tiger nuts sono paragonabili al mais, perché si è notato che l’efficacia di tale granaglia è veramente incredibile, e in situazioni dove le abboccate sono scarse o nulle, queste possono risolvere le pescate di molti pescatori non solo di carpe, anche se queste noccioline sono particolarmente predilette dalle sole carpe.

Però attenzione a non sovradosarne, troppe tiger in eccesso possono essere rifiutate specialmente nelle lunghe pasturazioni, non sono facili da digerire, anche se quando sono espulse dalle carpe, pasturano una seconda volta.

Alcuni carpisti non vogliono avere a che fare con le granaglie, convinti che le sole boilie selezionino le carpe e la taglia delle stesse, altri non le prediligono perché esse debbono essere trasportate con secchi ermetici contenute in acqua, quindi pesanti e ingombranti, molte volte di odore veramente sprezzante, e constatato ciò non vengono mai utilizzate, preferendo le “profumate” boilie, in questo ultimo caso mi ci riconduco pure io, ammetto che sono sfaticato!

PREPARAZIONE DEL MAIS

Le carpe sono attratte dal mais in quanto contiene un’elevata concentrazione di zuccheri e amido. Per far sì che questo tipo di granaglia acquisisca un forte potere attrattivo, occorre tenerle almeno 48 ore a bagno, in modo che i chicchi assorbano nel migliore dei modi l’acqua, sarà utile ogni mezza giornata mescolare il contenuto per favorire l’entrata dell’acqua dentro ad ogni singolo chicco. L’operazione successiva sarà quella di andare a bollire il tutto in un grosso pentolone d’acqua per 20 minuti, finita questa prima fase di cottura, lasceremo raffreddare il tutto per verificare la consistenza dei chicchi di mais, nel caso volessimo ottenere delle esche più idonee alla pastura, faremo bollire le suddette granaglie fino a quando queste non tenteranno di aprirsi. Finita la bollitura dovremo fare in modo che la nostra granaglia fermenti più velocemente, e quindi andremo ad aggiungere dello zucchero. Noteremo che dopo tre quattro giorni, si sarà formata una patina simile a gel tutto attorno alle granaglie: ottimo! Avete fatto un buon lavoro, le catture non mancheranno. Quando la fermentazione del mais è avanzata, questa produce un odore quasi nauseante, ma non facciamo lo sbaglio di buttarlo via, perché è proprio in questa fase del processo che il mais è al massimo della sua attrazione.

Alternativamente, potremo aggiungere dello zucchero in dosi di un cucchiaio ogni 100grammi di mais durante la prima fase di ammollo, questo processo tenderà ad assorbire lo zucchero dentro al chicco e renderà il mais ulteriormente dolce e a mio avviso molto più appetibile alle nostre amiche.

PREPARAZIONE DELLE TIGER NUTS (metodo classico)

Le tiger nuts sono originarie della Spagna, e proprio lì esistono bevande provenienti dalla lavorazione di queste “noccioline tigrate”, il loro colore ed aspetto fanno intendere una nocciolina, e le loro striature fanno pensare al mantello di una tigre. In realtà sono delle vere e proprie patate: infatti nascono sotto terra, e vengono coltivate esattamente come le patate.

Ormai è da diverso tempo che i carpisti del vecchio continente ne fanno uso, con risultati molte volte strabilianti. È strano che una granaglia selezioni in modo perfetto la carpa, infatti sono rari i casi che questa “particle” venga presa di mira da altri pesci.

Per la preparazione del metodo classico, si devono mettere a bagno le noccioline tigrate per almeno 48 ore. Finito il processo di macerazione dovremo bollire il nostro tubero per almeno 40 minuti in un pentolone mescolando molto spesso il contenuto. Ultimata la fase di bollitura sarà sufficiente mettere in un secchio le granaglie lasciandole raffreddare, e magari aggiungere un po’ di acqua se le tigers dovessero assorbire tutta l’acqua. In questo caso sarà utile aggiungere un po’ di zucchero per accelerare la fase di fermentazione e di andare a mescolare il contenuto nei giorni a seguire. Dopo diversi giorni si potrà notare un leggero strato biancastro sulla superficie delle noccioline, questa patina non sarà un problema, infatti ho lasciato più volte dentro ai secchi chiusi le tiger per mesi, e dopo aver aperto il secchio, l’odore era molto forte e anche la patina era molto spessa e gelatinosa, ma queste mitiche noccioline non sono risultate meno catturanti, anzi!

TIGER NUTS (metodo alternativo)

Basandomi su esperienze personali ed esperimenti, scrissi diversi articoli su questo metodo e per questo lo voglio riproporre, mi fa piacere che tutt’ora sui forum viene ricordato. Tale metodo fu molto apprezzato da molti carpisti, che alle fiere del settore mi venivano ad elencare i loro successi, e alcuni di loro chiamarono tale metodo di preparazione, “il metodo di Matteo” perché prima di allora non ne avevano mai sentito parlare, ma ovviamente me lo dissero scherzando!

Non appena mettiamo a bagno le tiger, dovremmo aver cura di aggiungere quattro o cinque cucchiai di zucchero per ogni chilo di granaglie, dopo il terzo giorno, metteremo l’acqua delle tiger a bollire dentro ad un pentolone, dove aggiungeremo due cucchiai di zucchero, due di miele e tre/quattro cucchiaini di caffé in polvere, il tutto per una pentola che contiene in fase di bollitura almeno 4-5kg di tiger. Quando il tutto bollirà, ci sarà un forte odore dovuto al caffé. Immergeremo le tiger nuts dentro al pentolone e le faremo bollire per circa 40 minuti mescolando di tanto in tanto. Terminati i minuti, faremo raffreddare il tutto con l’aggiunta di acqua fredda. Si completa l’opera aggiungendo altri due cucchiai di zucchero e due di miele. Le tiger nuts si presenteranno molto adescanti grazie anche alla polvere di caffé attaccata ad ogni singolo tubero grazie anche alla patina gelatinosa che si formerà. Dopo due giorni la patina presente sarà quasi invisibile, ma presente su ogni singolo tubero, col passare dei giorni tale patina aumenterà grazie alla forte presenza di zucchero. I chicchi di caffè una volta in acqua si staccheranno piano piano.

LA PROVA DELLE TIGER

Anni fa durante i miei test finali, scoprii che il mio metodo risultava più efficace rispetto al classico, almeno nelle mie acque. Il test fu molto particolare, infatti durante il periodo di fine primavera, le carpe vanno a crogiolarsi al sole in acqua bassa, e non è difficile osservarle, specialmente se le osserviamo dall’alto con acqua pulita. Buttai da una parte le tiger preparate in modo normale, e pochi metri più in là gettai quelle preparate nel mio metodo. Le carpe che andavano dalle classiche, le assaggiavano, ma alcune di loro scappavano vedendo e sentendo la presenza di tiger. Dall’altra parte le carpe mangiavano le tiger preparate col mio metodo, e alcune carpe che scapparono da quelle classiche, andarono a mangiare quelle preparate con il caffé. Mi bastò questo test per capire che le mie tiger erano più adescanti di quelle altre, e si rafforzò la mia convinzione che la differenziazione è un’arma vincente.

ARACHIDI: una granaglia alternativa

Nel caso specifico delle arachidi, saranno sufficienti per cuocerle solamente 20 minuti. L’arachide è una leguminosa originaria del Sud-America, le farine che si possono ottenere con la macinatura, si distinguono per il loro alto contenuto proteico e di olio. I penaut mixes sono apprezzati da parecchio tempo da parte dei carpisti, in quanto si prestano a combinazioni con aromi cremosi e dolciastri come in particolare lo Scopex: mi ricordo che dal 1996 fino al 1999 mi costruivo boilie proprio con questa combinazione aggiungendoci del parmigiano reggiano, semolino e farina di mais. L’arachide come esca da innesco nelle nostra acque è ancora agli inizi ed ancora poco sfruttata dai carp-angler. L’arachide è un esca istantanea particolarmente gradita dalle nostre beneamate, ed ha la sua resa migliore proprio durante il periodo più caldo, è importante tenere in considerazione che le arachidi se usate per la pasturazione devono essere abbinate ad altre granaglie come mais e microgranaglie come la canapa, comunque sia devono essere sempre considerate un complemento della pastura. Un altro punto a favore di queste granaglie è quello che con esse sicuramente si potrà pescare anche in posti dove pesci gatto e gamberi sono in abbondanza senza che creino disturbo alla nostra azione di pesca.

CONCLUSIONE 

Le granaglie che ho elencato sono solo una parte di quelle presenti sul mercato, ma sicuramente le più usate e che danno le soddisfazioni maggiori, non tralasciando i ceci.

Per la pasturazione con queste esche, è utile e molto efficace abbinarle alle microgranaglie come per esempio la canapa (fatta bollire finché non fuoriesce il germe bianco).

Sarebbe opportuno, se si pesca con più canne, utilizzarne almeno una con le granaglie, oppure utilizzarle quando le boilie stanno fallendo, anche in inverno, le sorprese non mancheranno!

Detto ciò vi saluto…alla prossima e…in bocca alla carpa!


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Commenti

Andrea il 08/09/15
Ciao Matteo . volevo chiederti se le usi anche d'inverno . Perché avrei intenzione di provarle " modello 4 stagioni " ciao grazie


Francesco il 07/01/14
Grazie mille...


Matteo Marmocchi il 07/01/14
Ciao, ecco qua: Non appena mettiamo a bagno le tiger, dovremmo aver cura di aggiungere quattro o cinque cucchiai di zucchero per ogni chilo di granaglie, dopo il terzo giorno, metteremo l’acqua delle tiger a bollire dentro ad un pentolone, dove aggiungeremo due cucchiai di zucchero, due di miele e tre/quattro cucchiaini di caffé in polvere, il tutto per una pentola che contiene in fase di bollitura almeno 4-5kg di tiger.


Francesco il 06/01/14
Ciao Matteo, volevo provare la tua ricetta in una piccola cava molto pressata,che dosi devo usare per ogni kg di tiger? Così magari in base all'esigenza riesco a regolarmi...grazie per i tuoi preziosi consigli!


Matteo Marmocchi il 03/10/13
le mie e-mail sono su nashitalia.com, ma se hai domande esponile pure qua


spaggiari silvio il 02/10/13
desidero un collocqio con voi


Matteo Marmocchi il 27/06/13
Ciao le lascio sempre dentro la pentola fino al raffreddamento, poi metto tutto in un secchio...i tempi di cottura che ho indicato sono di circa 5 minuti in meno, appunto perchè le lascio raffreddare dentro la solita acqua dopo la bollitura...


Giulio il 25/06/13
Ciao Matteo, sto seguendo la tua ricetta per le tiger e mi manca sol un particolare...dopo aver fatto riposare le tiger bollite nella loro acqua tu le scoli o le lasci immerse?


Alberto De Maio il 24/04/13
Perfetto!!! GRAZIE MILLE!!! :)


Matteo Marmocchi il 23/04/13
Ciao, il tutto dipende dalla presentazione che vuoi dare, se affondante con due chicchi oppure popup per la pesca all'amur, ci sono decine di variabili. Come inneschi le tue boilies, puoi ricondurti anche all'innesco delle granaglie. fermo restando che preferisco gli ami a gambo leggermente più lungo che quelli a gambo corto, a meno che non peschi con un solo chicco di tiger, ed in questo caso va bene anche l'amo corto.


Alberto De Maio il 20/04/13
Complimenti per l'articolo, molto interessante! Soprattutto per me che uso solo granaglie. Vorrei un consiglio, quali sono i migliori ami per innescare granaglie? Siano esse tiger o mais o altro. In particolare forma e grandezza, potete consigliarmi qualche modello? Grazie mille.


Matteo Marmocchi il 05/03/13
Ciao Lorenz, non sbagli niente, il fatto di farsi da soli il mais è per un fatto di gusto personale e di diminuire il costo. Se catturi di più con il mais in barattolo penso sia un caso, personalmente non ho notato questa differenza, anzi ho notato il contrario. Con il mais in barattolo catturo più minutaglia di altri pesci e lo uso per la pesca alla bolognese. Se invece parli di mais già preparato, in secchi, come da circa due anni alcune aziende forniscono, sono praticamente identici a quelli della ricetta sopra. Però ovviamente pesca con quello che catturi, ho notato che le catture aumentano se la nostra fiducia su un'esca è direttamente proporzionale eheheh ;-)


lorenz il 05/03/13
buon giorno matteo io ho provato a pescare sia con il mais bollito che con quello in scatola non vorrei sembrare presuntoso ma quello in scatola mi sembra che rende di più ho usato il mais bollito ho messo anche canapa e zucchero (500gr zucchero su 1kg di mais con 100 gr canapa )ma a parte l'odore pestilenziale non ho visto molta resa in estate si ma in inverno io vado ancora a a barattoli mi sa che cano (sbaglio) qualcosa


Marcucci Paolo il 24/08/12
per lasciare le tiger nere le puoi mischiare con del cacao amaro in polvere e poi farle asciugare, la stessa cosa si puó fare con le boiles quando ancora sono caldissime, mischiarle con il cacao in polvere e rimarrano nere dopo averle fatte asciugare.


Matteo Marmocchi il 19/04/12
Paolo, eh no! La notturna nei tuoi posti te la fai te...mica mi voglio ritrovare quei biscioni dentro la tenda eheheheh


Marcucci Paolo il 18/04/12
Alchimista!, ma non chimico. Portati le tiger al caffe quando vieni a fare la notturna.


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