Gli ingredienti-parte 2

di Roberto Ripamonti pubblicato il 27/07/11

continua (tratto da Boilies e MIx)

Isolato di soya. – Come suggerito dal nome, questo ingrediente è la proteina estratta dai fagioli di soya e per questa ragione il valore proteico è notevolmente più elevato della semplice ed economica farina di soya. Si tratta quindi di una proteina di origine vegetale utilizzabile sia su mix ad alto valore nutrizionale (H.N.V.) che nei normali mix a base di fishmeal o birdfood con lo scopo di migliorarne il profilo aminoacidico. Se usato in combinazione con calcio o sodio caseinato tende a rendere le boilies più leggere favorendone la capacità a risalire in superficie anche se dona una tessitura quasi «gommosa». Il valore proteico è circa del 90% e la dose massima consigliata non deve superare il 15% del volume dell’intero mix (150 g su 1000 g).

 

Latte in polvere. – È un ingrediente ad alto valore nutrizionale di facile reperibilità e costo limitato se ci rivolgiamo al latte venduto nei consorzi agrari e destinato all’alimentazione dei vitelli negli allevamenti. Ha un ottimo sapore cremoso ed è largamente impiegato in gran parte dei mix in circolazione, in quantità comprese tra il 10 e il 40% del volume totale. In questo caso però ci troveremo davanti a un mix difficile da manipolare in quanto molto «appiccicoso». Il valore proteico si aggira attorno al 30%. La presenza di glucosio in elevate quantità rende questo ingrediente molto attrattivo per le carpe, certamente richiamate dalla dolcezza. È un ingrediente digeribile e particolarmente leggero e quindi idoneo alla preparazione di mix galleggianti.

 I derivati del latte

 Qualche anno fa parlare di derivati del latte era quasi impossibile perché la reperibilità nel nostro Paese era molto limitata. Oggi, grazie alla volontà di molti angler e di intelligenti aziende del settore, disporre di queste farine è diventato più facile e sono in molti a poter beneficiare di ciò. Elevati valori proteici e relativa capacità attrattiva e nutritiva, sono le ragioni a favore di questa scelta che ci permette di produrre eccellenti boilies oppure, di correggere mix non perfetti qualitativamente e nella rollabilità. A frenare gli entusiasmi vi sono però i costi elevati di questi ingredienti e la facilità con cui si deteriorano sia da secchi che, quando all’interno della boilies se la procedura di essiccazione e conservazione non è perfettamente riuscita. Anche i dosaggi devono essere attentamente valutati e, dovendo scegliere è sempre bene inserire il minimo quantitativo consigliato, piuttosto che valori superiori. In tal modo anche il successivo processo di conservazione sarà facilitato.

Altre farine di uso corrente

Farina di soya. – Si tratta di un ingrediente ideale per tutte le esche e gli impasti a medio/basso valore nutrizionale. Possiede qualità sufficienti a farlo inserire ai primissimi posti nella graduatoria degli ingredienti. Ha eccellenti qualità leganti e trova un buon impiego in mix in cui non appare il glutine o il latte in polvere, quando inserito in dosi del 15/20%. Il valore proteico iniziale è di circa 40%, anche se il valore medio si individua intorno al 30%. La farina di soya è fondamentale nei mix ad alto contenuto di grassi e oli per la presenza di lipidi, ovvero la scorta energetica che viene messa da parte dall’organismo. Le limitate capacità come emulsionante (riferirsi all’apposito paragrafo per le spiegazioni) ne suggeriscono l’uso anche in talune ricette HNV per la presenza di lecitina. Nell’impiego di tutti i giorni la farina di soya rappresenta un eccellente ingrediente di volume al pari del semolino.

 

Farina di soya grassa. – Elevatissimi livelli di acidi grassi (oltre il 20%) e la presenza di lecitina (eccellente emulsionante naturale) fanno della soya grassa un valido ingrediente anche di volume qualora impiegato in quantità superiori al 35%. La presenza di buone percentuali di olio, pur riducendo le qualità leganti, garantisce delle eccellenti qualità attrattive (non a caso, gran parte dei misteriosi Attractant sono basati proprio sulla soya). Il valore proteico è del 40% circa.

 

Glutine di grano. – È un importante legante, probabilmente uno dei migliori in assoluto anche se è fortemente colloso se le dosi usate sono eccessive. In tal caso il rolaggio delle boilies diventa difficoltoso. Può essere impiegato in tutti i tipi di mix andando dagli HNV fino ai Fishmeal o Seed mix (nome di moda per indicare il birdfood). Ha elevatissimi valori proteici nell’ordine dell’80% ma, come tutti i glutini, viene assimilato con difficoltà dall’apparato digerente delle carpe. Per questa ragione non si deve superare il valore di 10% del intero volume del mix. Essendo una polvere finissima e impalpabile dà vita a boilies dalla tessitura altrettanto fine che hanno il difetto di non diffondere gli aromi in modo adeguato favorendone un impiego in esche destinate a lunghe permanenze in acqua (soprattutto se affiancato da caseina).

 

Glutine di mais. – È un ingrediente con alcune qualità leganti anche se non confrontabili con quelle del grano. Ha un contenuto proteico elevato (oltre il 70%) e appare sotto la forma di una farina gialla scura. Possiede, a differenza del glutine grano, una granulometria più grossolana che, nei mix molto fini, serve per aumentare le capacità di «rilascio» dell’aroma. Si tratta in sintesi di quello che gli inglesi definiscono un «carrier» ovvero un ingrediente adatto a «trasportare» un aroma. Pur essendo molto gradito dalle carpe ha un valore biologico piuttosto basso, ovvero viene digerito con una certa fatica. Per questa ragione non dovrà essere impiegato in valori superiori al 15%.

 

Semolino. – Il semolino costa veramente poco, piace molto alle carpe, lega con tutti i possibili mix, ha valori proteici bassi e viene ben digerito dal pesce. Ciò fa di questo ingrediente, il principe delle farine da carpfishing. È non è solo il sottoscritto ad affermarlo bensì un personaggio assai più illustre, Jim Gibbinson. Il valore proteico è del 10% quindi assai utile come ingrediente di volume in quantità che raggiungono anche il 50% del volume dell’intero mix. La digestibilità e il valore biologico di questo bianco sfarinato è altissima così come le capacità leganti che sono buone. Aiuta inoltre nell’indurimento delle boilies. Le boilies basate su semolino sono ovviamente importanti sotto il profilo dei carboidrati. Il basso valore proteico suggerisce il ricorso a una più attenta aromatizzazione per sopperire alle modeste qualità come attrattore.

 

Farina di arachidi. – È una farina di facile reperibilità anche in quantità elevate, assai ricca di oli naturali (anche oltre il 50%) e che trova una applicazione sempre maggiore grazie anche a una serie di «Nuts mix» che stanno ottenendo ottimi risultati nel nostro Paese. La sua gamma di impiego va dai semplici birdfood mix fino alle miscele di farine con valori nutritivi e proteici maggiori. Personalmente apprezzo la farina di arachide nei birdfood in qualità di ingrediente di complemento e volume, per la sua capacità di donare una superficie ruvida alle boilies, di buona durezza ed eccellente capacità di rilascio dell’aroma in esse inserito. Ha un valore proteico prossimo al 40% e se ne suggerisce un impiego in quantitativi non superiori al 25% del volume del mix.

 

Farina di carne. – Esistono delle forti perplessità sulla reale digeribilità della carne nell’apparato della carpa. Non ritengo infatti che sia un ingrediente su cui poggiare una pasturazione violenta a breve termine. Rimane comunque una farina assai usata nella alimentazione animale, dal colore scuro (sabbia) e dal valore proteico elevato. Deve essere usata in quantità ridotte nell’ordine del 10% max. Il valore proteico è dell’80%.

 

Farina di melassa. – Deriva dalla melassa ed è quindi un ingrediente molto ricco di zuccheri (carboidrati). Funge quindi da eccellente attrattore naturale con un'insita funzione di stimolatore di appetito e dolcificante allo stesso tempo. Può essere usato in percentuali del 15% in presenza di ingredienti con buone capacità leganti. La farina di melassa infatti non brilla in tal senso rendendo il mix molto difficile da «rollare» nelle tavolette. Il valore proteico è del 30%.

 

Farina gialla. – È considerata una ottima alternativa al semolino, sebbene non abbia le stesse qualità aggreganti di quest’ultimo sia come ingrediente di volume che di «taglio» in mix dal limitato valore nutritivo. Come tutti i derivati del mais, le carpe sembrano gradirne moltissimo il sapore e il gusto; la farina gialla è quindi un ingrediente da non sottovalutare affatto per esche immediate nell’effetto. Il valore proteico del mais in questa forma è di circa 8%.

 

Farina bianca. – Si tratta di un ingrediente economico che possiamo inflilare in tutti i mix. Consente di preparare boilies di granulometria limitata e di bassa dispersione aromatica. È altamente legante anche con il solo impiego di acqua e funziona bene come «taglio» dei mix o per correggere la presenza di farine scure e difficili da colorare (farine di pesce/carne).Valore proteico 15%. Quantità max 30%.

 

Germe di grano. – Si tratta di un insieme di piccole e impalpabili scagliette che hanno avuto un grande uso nel passato per la preparazione degli impasti. Ingrediente efficace e amato dalle carpe può essere inserito nel mix in quantità anche del 40%. Basso valore proteico, circa il 25%. Tende a far gonfiare leggermente le boilies.

 

Farina di canapa. – La farina di canapa pur non trovando uno spazio molto accentuato nei testi di carpfishing merita invece un piccolo spazio poiché ha dimostrato di funzionare bene sia nei mix base che nei birdfood. Poiché è un mediocre legante va usato in quantità non superiori al 20%. Il suo inserimento nel mix garantisce una buona capacità di attrazione naturale, proprio per la forte presenza di oli.

 

Farina di bacocci (crisalidi). – Il bacoccio è invece una delle esche regine nella stagione fredda e compare in tanti impasti per la carpa nostrana. Lega poco ma ha effetto quasi immediato sul pesce anche senza grande pasturazione.

 

Farina di ceci. – Questo semplice ingrediente ricco di lipidi e oli è consigliabile in mix di basso e medio valore proteico. La granulometria piuttosto fine suggerisce l’inserimento di altre farine grossolane per favorire una migliore dispersione degli aromi. Quantità testate fino al 40% del volume del mix. Il valore proteico è del 20%.

 

Farina di fegato. – Si tratta di una polvere marrone scuro con una granulometria molto fine che può essere aggiunta al mix in quantità del 5-10%. Il livello proteico è dell’ 85% circa e il suo impiego può essere esteso a tutti i tipi di mix immaginabili. È già di per sé un attrattore molto efficace che funziona benissimo anche nel periodo invernale.

 

Farina di riso. – Bianca e impalpabile, la farina di riso è presente in gran parte dei mix industriali per il basso costo, la buona resa, la dispersione aromatica e l’eccellente capacità legante. La farina di riso conferisce ulteriore durezza alla boilie. L’esperienza insegna che è possibile utilizzarne quantitativi pari al 15% del volume del mix. È ovviamente possibile ricorrere al tradizionale riso da cucina dopo una attenta macinazione preventiva e una seguente filtratura.

 

continua (tratto da Boilies e MIx - Gli appunti)






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