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Gli ingredienti complementari-3^parte

di Roberto Ripamonti pubblicato il 18/11/11

 

I dolcificanti

Rispetto all’argomento precedente ritengo sia invece necessario spendere qualche parola in più circa l’effetto che i dolcificanti possono avere sull’esca e come, sia possibile utilizzarli con efficacia. Intanto iniziamo dicendo che il ruolo degli zuccheri è quello di modificare in parte o radicalmente il gusto di una data sostanza commestibile apportandogli o meno una ulteriore capacità nutrizionale. In natura gli zuccheri hanno quindi un ruolo importante in quanto «sorgente di energia» ma anche come aiuto nel metabolismo degli stessi animali. Lo stesso ruolo lo giocano nei confronti delle nostre carpe anche se al proposito esistono delle teorie in contraddizione tra loro a livello scientifico. Se infatti alcune correnti di pensiero giapponesi e americane sostengono che un eventuale eccesso di zuccheri può portare a problemi di assimilazione e possibili disturbi digestivi, l’esperienza dei piscicultori europei è radicalmente diversa. Laddove in Europa viene effettuato l’allevamento delle carpe in modo intensivo, l’impiego continuato di alimenti con presenza di zuccheri garantisce un livello di crescita maggiore, senza che si manifestino disturbi di alcun genere.La spiegazione va allora trovata all’interno dei nostri fiumi e laghi in cui la presenza di determinate sostanze alimentari fa sì che la dieta prevalente sia già ricca in natura di carboidrati, ad esempio, ma necessiti di un certo supporto «esterno» di sostanze come gli zuccheri. Ciò probabilmente non accade in USA e Giappone, in cui le necessità degli allevatori (in gran parte ornamentali) non si allineano con quelle delle carpe rinselvatichite delle nostre acque.

Prima di tornare a parlare dell’uso degli «Sweetner» nel nostro campo diamo ora una occhiata a una teoria espressa precedentemente, fondata sul fatto che esistono diversi tipi di dolcificante basati su sostanze diverse. A livello intuitivo possiamo allora convenire che l’effetto sul «gusto» dell’esca e delle boilies in genere sia ogni volta diverso. A fianco degli aromi e dei diversi solventi in cui sono sciolti e che offrono delle diverse caratteristiche sia in termini di richiamo che di efficacia (e di costo), possiamo allora pensare di affiancare i dolcificanti. Dalla miscela di questi con i diversi aromi possiamo quindi arrivare a ottenere altrettante nuove combinazioni su cui trascorrere i prossimi tre o quattro anni a fare esperimenti! Non credo che correrò questo rischio al momento attuale... Una base di partenza importante su cui iniziare a lavorare è dettata dall’esperienza che una boilie contenente un dolcificante cattura di più rispetto a una non «dolcificata». Ciò si verifica perché attraverso gli «sweetener» è possibile migliorare il gusto delle boilies e dello stesso aroma che abbiamo scelto. Questi ultimi infatti sono in genere piuttosto amari e poco piacevoli al palato del pesce se sono di origine naturale, mentre se basati su sostanze sintetiche, possono addirittura svolgere un ruolo di repulsione compromettendo le nostre chanches di cattura. Con un giusto dosaggio di zuccheri è possibile quindi far crescere l’esca in modo sostanzioso. In linea di massima, il loro impiego porta a due possibili effetti, in funzione delle quantità utilizzate; se infatti il dosaggio è corretto, l’effetto combinato aroma-sweetner incrementa sia le qualità olfattive dell’esca, sia (limitatamente) il gusto della stessa. Ciò rende automaticamente l’esca più efficace e apprezzata donandoci un effetto altrimenti solamente raggiungibile mediante l’uso degli stimolatori d’appetito. Se le dosi impiegate sono invece elevate, fermo restando la prevalenza attrattiva dell’aroma, le boilies avranno una maggiore base naturale dolce che non inficia per brevi tempi l’efficacia dell’esca. A lungo andare, tuttavia, l’eccessiva presenza di dolcificante sortirà effetti opposti per il subentrare di un effetto simile a quello che noi proviamo quando esageriamo proprio con i dolci. Tanto minore sarà la qualità del prodotto, tanto più veloce sarà l’inversione di tendenza (da attirante a repellente) delle nostre esche. Abbiamo quindi detto che gli sweetner sono ingredienti complementari che possono veramente migliorare l’esca, ma abbiamo anche sottolineato come esistano diversi tipi di dolcificante. Una prima classificazione ci permette allora di parlare di «Zuccheri di origine naturale», «Dolcificanti concentrati» e le relative combinazioni che si possono ottenere mescolando questi due ingredienti tra loro. Gli zuccheri con origine naturale sono certamente tra i più efficaci attrattori di carpe tanto che in «Carp Fever», Maddocks li inseriva di diritto tra gli ingredienti sempre presenti negli impasti e nei mix. Al primo posto troviamo quindi il classico zucchero da cucina o saccarosio che rappresenta il primissimo alleato di tanti carpisti agli inizi. Il saccarosio trova un suo impiego ricorrente anche nella preparazione delle particles al fine di aumentarne le qualità attiranti. Una dose di almeno 50 / 100 grammi di zucchero in un secchio contenente mais, canapa o tiger nuts fa sì che, per la fermentazione in corso, si dia luogo a una sostanza alcolica che le carpe amano. Questa sostanza poi avrà l’effetto di aumentare i tempi di conservazione delle particles. Lo zucchero da cucina non ha grande capacità di dolcificazione e necessitano quantità piuttosto elevate per arrivare a effetti concreti. Tradotto in termini pratici, sostituire a un classico dolcificante, lo zucchero, richiede delle quantità per chilogrammo di mix che possono portare alla perdita delle capacità leganti dello stesso. In pratica, poiché per trasformare un mix in boilies abbiamo bisogno che leghi in modo ottimale, la presenza di una sostanza così fortemente slegante potrebbe rovinare l’equilibrio degli ingredienti. Sconsiglio quindi di superare valori del 5-10% del peso del mix.

Altre sostanze piuttosto utili sono il lattosio e il fruttosio, acquistabili anche nei negozi di generi alimentari o nelle gelaterie con produzione propria. In particolare il lattosio è fortemente presente in taluni derivati del latte; lo stesso «Latte in polvere» può comunque essere utilizzato in quantitativi abbastanza elevati, anche perché ha un potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero. Il fruttosio è invece estratto dal miele e da molti frutti per cui trova una sua ragionevole applicazione proprio in presenza di aromi fruttati. Il potere dolcificante è superiore a quello dello zucchero e gli effetti sul pesce sono quasi immediati.

Un dolcificante naturale raramente impiegato, ma assai efficace, è il miele. In esso si trovano sia percentuali di fruttosio che di glucosio e il suo impiego nelle boilies e negli impasti è sempre stato piuttosto interessante. I mix dovranno essere per forza di cose di una granulometria elevata (tipo birdfood) per favorire la dispersione del miele ma, una volta trovate le giuste dosi, i risultati saranno senza dubbio positivi. In definitiva allora, quali sono i vantaggi degli zuccheri naturali? Costo ridotto e forte capacità attrattiva, uniti al fatto che sono eccellenti fonti energetiche (elevato apporto calorico), fanno sì che queste sostanze dolcificanti risultino ottime anche considerando che il loro potere dolcificante è ridotto.

Diverso in tal senso il discorso legato agli «Sweetner» in senso stretto, ovvero i dolcificanti concentrati. Si tratta di sostanze studiate per sostituire gli zuccheri senza però apportare alcuna aggiunta sotto il profilo calorico e alimentare. I livelli di concentrazione sono dell’ordine delle migliaia di volte in più del saccarosio e questi ingredienti si presentano in forma liquida per la presenza di solventi. Al primo posto tra i dolcificanti di questa famiglia troviamo senza dubbio la saccarina che è ben 500 volte più intensa dello zucchero da cucina ed è in genere diluita in una miscela di alcol etilico che ne abbassa la forza in modo consistente. Questo tipo di dolcificante è quello di norma presente nei contenitori della maggioranza delle linee di prodotti esistenti sul mercato per i quali sono sempre consigliati dosaggi dell’ordine dei 3-4 millilitri per chilogrammo di mix secco. Quantitativi superiori ci portano direttamente nella fase di «repulsione» di cui abbiamo parlato in precedenza. Volendo sfruttare al massimo le sue qualità suggerisco di assaggiare personalmente le proprie boilies: se dovessero risultare troppo dolci avremo esagerato con le dosi.

Una famiglia di dolcificanti di difficile reperibilità è quella siglata NEIC (tralascio il significato perché poco importante per i nostri scopi). Si tratta di un dolcificante non utilizzabile per alimentazione umana e ben 1800 volte più forte dello zucchero da cucina. In linea teorica, una soluzione di NEIC da 1 millilitro è pari a circa 100 grammi di saccarosio. Una caratteristica di questo tipo di dolcificanti è senza dubbio data dal tempo di scioglimento nell’acqua. Ciò significa che l’effetto dolcificante permane per periodi di tempo piuttosto prolungati garantendo un alto grado di attrazione dell’esca. In linea di massima si tratta di valori pari al triplo di quelli ottenibili con saccarosio o fruttosio.

Assai meno potente e concentrato è l’acesulfame K, l’ultima delle sostanze che andiamo a utilizzare. Si tratta di una nuovo composto circa 250 volte più forte dello zucchero che si dissolve con grande facilità in acqua. Questa qualità è assai importante per i nostri scopi per evidenti ragioni, anche se ci porta a fare qualche ragionamento circa la possibilità che, in tempi di immersione prolungati, rimanga ben poco all’interno delle boilies. Ciò ha scarsa importanza negli inneschi mentre riveste un valore assoluto nella pasturazione.

 

Meglio dolci?-. Uno slogan pubblicitario di qualche anno fa diceva che: «il cervello ha bisogno di zucchero». Questa semplice frase può forse non dire nulla a prima vista ma, in realtà, spiega perfettamente l’importanza che gli zuccheri hanno sulla nostra dieta e su quella degli animali. In effetti gli zuccheri sono una fonte nutritiva ed energetica di fondamentale importanza e la stessa reazione del pesce laddove viene immesso zucchero in acqua è evidente. A livello pratico infatti, tranne qualche rara eccezione (Rod Hutchinson mi raccontò  di aver iniziato una serie di prove usando il sale nei mix con rislutati interessanti), le esche più catturanti sono sempre e di gran lunga quelle che contengono una determinata quantità di zuccheri. In effetti però sto usando la stessa parola (zucchero) per comprendere tutta una famigli di sostanze che hanno un analogo comportamento finale (addolciscono) ma hanno origini molto diverse tra loro. Si può addirittura arrivare ad affermare, che è quasi possibile trattare i diversi dolcificanti come se fossero dei normali aromi! Ma dedicheremo qualche nota al riguardo, in seguito.

 

 

 

 






Commenti

Icona utente Alessandro il 23/11/11
ciao Roberto scusami, forse non è il posto migliore per dirtelo ma dove posso trovare il tuo libro sulle boilies?
Icona utente Marcucci Paolo il 20/11/11
Roberto se mi permetti vorrei dire una cosa o due, dopo vari quintali di boiles fatte da me, di prove e riprove, tutte le volte che sono passato ai dolcificanti la mie catture sono precipitate e per questo torno sempre allo zucchero da cucina, su dieci chili di mix uno é di zucchero, l´impasto rimane appiccicoso ma con un poco di olio di soia si risolve il problema, un poco sulle mani ed un filo nella pistola e sulla tavola, dopo l´uso della stessa é bene lavarla per non lasciare residui che la corroderebbero, cosa che giá mi é successa, se lasciate riposare l´impasto prepate e ungete leggermente i salami che andranno nella pistola, se le boiles al rullaggio verranno romboidali ascigate la tavola dall´olio in eccesso, lo zucchero le renderá dopo averle asciugate piú dure, e nel lanciarle con il cobra si potrebbero rompere umidite sempre l´interno del cobra siá per le distanze che per lasciare le boiles intere, ma se volete pasturare un´area piú grande con dei pezzetti di boiles, cosa che richiama le carpe non bagnate il cobra e forzate il lancio con un colpo finale del polso le boiles si romperanno a 60/70 metri. Lo zucchero é vita e piace alle carpe. Le carpe non hanno il diabete, usate lo zucchero, costa meno e fá volume.
Icona utente Giulio il 19/11/11
Ciao Roberto innanzitutto rinnovo di volta in volta i complimenti per questo magnifico progetto online, e volevo chiederti in riferimento a questo articolo, se una quantità di 60g di fruttosio (di supermercato) in 1kg di birdfoodmix vada bene come sostituto di uno sweetner... grazieeeee

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