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Gli ingredienti complementari

di Roberto Ripamonti pubblicato il 05/09/11

 

Gli ingredienti complementari.

 

Gli ingredienti che andremo ad analizzare possono essere chiamati complementari o di supporto, poiché vanno ad aggiungersi al mix con il compito di incrementarne le capacità di essere apprezzato dal pesce. Questo spazio è quindi dedicato ad attrattori di varia natura, aminoacidi vari e minerali, passando attraverso gli stimolatori d’appetito e gli estratti naturali. Va detto che la presenza o meno di queste sostanze nell’esca è oggetto di dibattiti di varia natura che tendono sempre a lasciare i contendenti fermi sulle proprie posizioni. Forse gli unici autori che sono riusciti a spiegare il problema dell’esca con un ridotto ricorso alla «chimica» e un grande uso di ragionamenti, sono stati Kevin Maddocks e il grande Rod Hutchinson. Quest’ultimo scrive da almeno venti anni sull’esca e le sue caratteristiche e la quantità di informazioni e consigli che è possibile estrarre dai suoi scritti, sempre narrativi e ricchi di aneddoti, è tale da risultare probabilmente il vero punto di riferimento di tutto il nostro movimento.

 

 

Stimolatori d’appetito

Gli stimolatori sono ingredienti capaci di suscitare una certa propensione al cibo nel pesce anche quando questo non abbia pressanti stimoli di fame. Gli stimolatori d’appetito sono in genere una miscela di zuccheri in polvere, aminoacidi glutammati e piccole quantità di aromatizzante o spezie. Sono normalmente venduti in barattoli contenenti 100 grammi di polvere finissima, che viene aggiunta al mix nelle quantità di un paio di cucchiai da caffè per ogni 500 grammi di mix secco. In genere la scelta cade su quattro differenti aromi di base: Sweet (dolce), Spice (spezie), Fruit (frutta) e Fish (pesce) per coprire praticamente tutte le esigenze possibili. Detto questo, sorge una domanda: sono veramente indispensabili?Non ho mai notato differenze di catture tali da  costringermi a impiegarli regolarmente nei miei mix. In genere il loro impiego non è assolutamente necessario ma volendo farlo, consiglio l’uso combinato di mix dalla granulometria grossolana (birdfood) che favoriscano la dispersione nell’acqua delle sostanze idrosolubili contenute anche negli stimolatori.

 

Minerali e vitamine

Si parla molto della necessità di arricchire il mix con minerali e vitamine e per queste necessità il mercato del carpfishing ha messo a disposizione una serie di prodotti specifici. Il fatto reale è però ben altro se si pensa che il requisito minerale richiesto dalle carpe nella loro dieta, come in tutti gli esseri umani, è di quantità così limitate che diventa difficile che pensare che questo tipo di prodotti sia veramente utile. Secondo il ben noto Tim Paisley, si tratta invece di un aspetto di grande importanza e che non deve essere sottovalutato, poiché è provato scientificamente che le carpe hanno un fabbisogno di minerali ben preciso. Test durati oltre 50 giorni consecutivi hanno infatti dimostrato che, in una dieta priva di minerali, i pesci presi in esame hanno evidenziato alcune deficienze, anche di una certa gravità, che vanno dalla perdita di tono muscolare, al peso al minore rateo di crescita e incapacità a digerire il cibo. Il problema è quindi definire di che cosa ha bisogno un pesce, in una data acqua, che possa integrare nel migliore dei modi ciò che mangia abitualmente.

Si tratta di una ricerca praticamente impossibile, se non con un enorme budget di spesa. Ovviamente questi sono dei paradossi per cercare di dimostrare ciò che sostengo da sempre sulla scarsa utilità di questi ingredienti. A titolo di completezza è però necessario presentare anche uno studio teorico che dimostra l’opposto di quanto fino a ora da me affermato. Vi sono comunque alcune carenze tipiche che rivelano una dieta insufficiente:

 

B1             Anoressia, perdita di colore, crescita limitata

B2            Facili emorragie, anoressia, disorientamento

B6            Scarso equilibrio, epilessia, crescita ridotta

E            Scarso guadagno di peso, perdita di colore

A            Anoressia, perdita di colore, emorragie facili

B12            Lordosi, distrofia muscolare

 

Tutto ciò a prima vista è interessante e meriterebbe forse uno spazio maggiore se non fosse che questo è un libro di pesca sportiva e non un trattato di chimica o biologia. D’altra parte proprio la biologia insegna che qualora un animale abbia un fabbisogno particolare, a livello istintivo è in grado di cercare e individuare quelle fonti alimentari naturali che lo aiutano a migliorare il suo stato fisico. In pratica, solo se siamo a conoscenza di carenze nell’alimentazione del pesce del lago che frequentiamo è possibile ottenere qualche beneficio dall’impiego di minerali e vitamine aggiuntive a quelle già presenti nel mix, nelle uova che lo legano e negli attrattori che stiamo utilizzando. Se il giudizio di chi scrive può essere condizionato in qualche modo da esperienze personali, può essere utile riportare sull’argomento il pensiero del grande Jim Gibbinson, che afferma la totale indifferenza verso questi prodotti, ponendo addirittura importanti interrogativi circa la possibilità che la presenza di minerali e vitamine «extra» possa influenzare negativamente il gusto dell’esca. Sull’argomento esistono quindi pareri contrastanti e il mio giudizio personale è che vitamine e minerali possono in teoria essere ingredienti importanti, ma in pratica il loro uso non comporta benefici sicuramente tali da giustificarne l’acquisto.

 






Commenti

Icona utente franco gallani il 08/09/11
Per quanto ne so ,l'introduzione di vitamine nei mix non hanno grande efficacia. Infatti mi risulta che a 45 gradi si distruggono gli enzimi; a 60 gradi scompare la vit.C ; a 100 gradi i sali minerali precipitano ed oltre tutte le vitamine vengono distrutte. Noi,le ns. esche le dobbiamo bollire in aqcua oppure a vapore arrivando alla soglia fatidica, percui..... Forse potrebbe avere più senso pensare ad una soluzione liquida di vitamine in cui "ammollare" le boilies 24ore prima...?? Ci sono in giro molti prodotti che verosimilmente sono solo un affare per chi le produce, oppure hanno trovato qualche escamotage per ovviare a tal problema? La risposta a persone più competenti di me.... Saluti franco gallani
Icona utente Carlo Ponti il 05/09/11
Roberto,le nostre boiles non devono avere la pretesa di alimentare carpe che vivono libere in laghi piú o meno grandi, potremmo dire che sono come nella nostra alimentazione, é per noi un formaggio o il dolce, ne sentiamo la necessita ma non sono essenziali, sono quel qualcosa in piú che cerchiamo ma se non c´é non muoriamo mica, non si puó avere la pretesa di alimentare 1, o 10, o 100, o 1000 carpe, se pensiamo questo portiamoci dietro vari sacchi da 50 kg di mangime per i pesci in cui le carpe troveranno dalle proteine alle vitamine e si sazieranno, ma dovremmo alimentarle tutti i giorni e con grandi quantitá prima che rivolgano la lora attenzione solo alle nostre esche, pensiamo alle nostre esche come pensiamo al cioccolato se ce lo troviamo davanti lo mangiamo e se sappiamo dove é lo andiamo a trovare ma non per questo smetteremo di mangiare quello che sempre troviamo in tavola. Come tu hai ben detto non siamo biologi e tanto meno allevatori ma pescatori e molti come me di un giorno alla settimana e molti una volta all´anno, una buona boile con dei prodotti naturali, dolce e profumata puó indurre la carpa a cercarla e mangiarla.

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