Itinerari

Gennaio in cava d'estrazione

Di Giorgio Moccaldi pubblicato il 23/01/19

Ho la fortuna di vivere a Brescia , città  situata al centro della Lombardia, terra ricchissima di laghi  importanti  dove svolgere la nostra tecnica e di fiumi altrettanto ricchi di carpe, ma nei mesi di gennaio e febbraio amo dedicarmi  alle grandi cave d'estrazione della mia zona, e ciò per diverse ragioni .

Innanzitutto  la temperatura dell'acqua in questi bacini resta sempre intorno ai 7/8 gradi anche in inverno, mantenendo così l'attività alimentare delle carpe ad un livello accettabile. Altro motivo, non meno importante, è la massiccia quantità di carpe di mole, spesso rilasciate negli anni ’90, quando veniva alla luce la falda acquifera e i grandi bacini si riempivano di acqua di ottima qualità.

Durante le mie sessioni amo prendere appunti e da qui nascono i miei articoli, scritti proprio mentre sono sul posto e posso assaporare e trasmettere tutte le sensazioni che vivo.

La cava in cui mi trovo adesso è davvero imponente e in lontananza vedo ancora la draga che scava portando la terra sui camion che attendono sulla riva. La porzione di lago a mia disposizione mi dà molte possibilità di calata delle mie lenze. Dopo un attento utilizzo dell’ecoscandaglio, scelgo di posizionare due canne su due secche a circa 200 mt dai miei picchetti: qui  il fondale passa  da 11 mt a 8 mt ed è proprio qui che la luce solare che filtra nell’acqua cristallina ha permesso la crescita di erbai ricchi di piccole cozze, fonte inesauribile d proteine e grassi per il sostentamento invernale delle carpe.

Non a caso su  queste secche ho catturato 5 carpe grazie alle mie CCmoore Live System boilies da 15 mm, scelta fatta perché, essendo boilies composte da carboidrati, lieviti e proteine del latte, risultano molto più digeribili in una stagione dove il metabolismo dei ciprinidi va rallentando.

Per le altre due  canne ho scelto invece fondali più elevati ,ma  riscontrando solo due partenze delle 7 avute. La scelta degli inneschi è caduta  su doppi Live System da 15 mm affondanti per tre canne, mentre per la quarta ho optato per un omino di neve composto da una  Pacific  tuna da 20mm e una  Pacific tuna white pop up.

Ho voluto scegliere il bianco e il giallo delle Live System perché la cava in cui pesco possiede acque davvero cristalline e anche questo particolare può, a mio parere, fare la differenza  in certi ambienti.

Per quanto riguarda la pasturazione, come sempre non ho lesinato, ho scelto di riempire un bidone da pesca al colpo con oltre 10 kg di fioccato,5 kg di pellet di casa CCMoore al liquore di grano, 1kg di semolino e 1 kg di boilies Live System da 15 mm. In un altro secchio più piccolo ho miscelato una parte di acqua del lago con una parte di CCMoore response cream, bagnando poi  il composto secco e creando delle palle di pastura che una volta lanciate dalla barca arrivassero velocemente a 8/9 mt di profondità disgregandosi rapidamente, attirando carpe senza tuttavia saziarle.

La mia sessione di due notti si concluderà tra poche ore, ma grazie alle  7 carpe complessivamente catturate  in uno dei mesi più freddi dell’anno,  posso davvero ritenermi più che soddisfatto, e mentre bevo il mio solito caldo caffè americano in tenda sto già pensando alla prossima meta invernale in merito alla  quale vi aggiornerò sicuramente.

 


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