Tecnica

Fiume: settori di pesca e pasturazione

Di Alessandro Amarante pubblicato il 14/10/12

Croce e delizia di ogni appassionato il fiume, rappresenta forse più di tutti l’ambiente di èlite per svolgere la nostra disciplina, visto che ci troveremo ad affrontare una massa d’acqua in continua mutazione a causa delle piene e delle forti correnti, che erodono e sedimentano materiali di diverso genere lungo le sponde, cambiando e in alcuni casi stravolgendo il fondale e l’ ambiente circostante.Sembra inutile nascondere, come in molti abbiano trovato difficoltà nell' affrontarlo, rispetto ad un lago o a una cava, ma va anche detto che se da un lato il fiume può regalarci grandi emozioni, dall’altro necessita di impegno costante, preparazione del settore e una buona dose di pazienza, visto che, non sempre i risultati che avevamo prefissato arriveranno alla nostra prima sessione, ma questo fa parte delle bellezze e delle stranezze del fiume, che sicuramente è lontano da tutti gli altri ambienti della nostra disciplina. Ma se vogliamo ottenere risultati positivi e costanti dobbiamo rimboccarci le maniche e accettarlo così com'è.                                                                                       

Riguardo all'azione di pesca,  si svolgerà prevalentemente in acque con corrente costante, in un ambiente che vede la scelta del settore, l' arma vincente per ingannare e portare all'abboccata le selvagge e diffidenti baffute che lo abitano, e che una volta allamate sfrutteranno tutta la loro forza, mettendo in alcuni casi a rischio l' esito del combattimento, visto che non dobbiamo mai sottovalutare che ci troviamo ad affrontare pesci, che fin dalla loro nascita sono stati sempre abituati a vivere in acque correnti, tanto da sviluppare una  potenza, che difficilmente troveremo in  altri ambienti. Pescando in fiume forse non avremo costantemente taglie importanti, ma di sicuro, saremo soddisfatti e appagati di ogni pesce portato a riva, e mentre allungheremo il nostro guadino in acqua, potremmo davvero scoprire la felicità di essere riusciti a dominare l' essenza selvaggia del nostro carpfishing.

 

 La scelta del settore

Sembra chiaro fin da subito, che la scelta del settore e della sua relativa preparazione  è vitale ai fini del risultato, ed è proprio questo che andremo a vedere nel corso di questo articolo, dato che solo l'individuazione delle zone calde e della loro pasturazione mirata, può portarci a sfruttare al massimo le potenzialità del nostro settore, cercando di commettere meno errori possibili, dal momento  che,  un errata valutazione potrebbe compromettere l’ esito delle nostre sessioni nonostante siano state precedute da pasturazioni preventive anche di lungo termine. Forse inizialmente, non riusciremo subito a mettere in evidenza i segnali, che l' ambiente, ma soprattutto l'acqua ci mostra, tramite salti, bollate, improvvise increspature e altri segnali primari, come ad esempio, la conformazione delle sponde, la forza della corrente,  e soprattutto la presenza di ostacoli e vegetazione. Questi sono alcuni degli indizi primari che ci danno la possibilità di individuare senza ombra di dubbio le postazioni migliori o almeno quelle che sembrano tali, scartando a priori tutte quelle zone che non hanno le caratteristiche vincenti per essere ritenuti hot spot per la nostra tecnica. Sicuramente i settori con folta vegetazione, e alta presenza di ostacoli, sono da ritenersi ottimi, dato che, la possibilità di incontrare grosse carpe solitarie e piccoli branchi è molto alta, questo perché  queste zone,  contrastano  e in alcuni casi sbarrano la corrente, riuscendo quindi a trattenere tutto quello che ne viene trasportata come ad esempio molluschi, gamberi,vermi e cozze che sono tutti alimenti primari delle nostre baffute. Oltre all' aspetto nutritivo va ricordato che in queste zone le carpe riescono a trovare riparo dalla corrente e protezione dai predatori, sembra chiaro quindi che riuscire a posizionare correttamente le nostre esche in questi punti, aumenta di molto le nostre aspettative di successo. A grandi linee queste sono le caratteristiche che possono aiutarci, nella scelta del nostro settore,  ovviamente soprattutto in fiume, esistono tante variabili che possiamo incontrare, e sfruttarle al massimo non è facile, ed è per questo che alla base del successo, esiste una sorta di classificazione del settore,  che vede appunto dividere e alternare il fiume in due grandi zone, ovvero quella di transito e quella di stazionamento.

 

Zone di transito

Sappiamo che la carpa è un pesce abitudinario che memorizza come un fedele GPS, tutte le zone del fiume dove riesce a trovare del cibo, fino ad arrivare a compiere lo stesso percorso. Questi corridoi o zone di transito,  verranno modificate gradualmente in base alle correnti, alla siccità e alle stagioni dell' anno. In inverno, quando le piogge ingrosseranno il fiume, e aumenteranno vertiginosamente la corrente, le carpe sposteranno il loro passaggio dal centro del fiume al sotto riva, che grazie alla corrente moderata, riesce comunque ad assicurare una presenza di cibo sufficiente. In estate invece vige il discorso inverso, giacchè le baffute cercheranno le zone con corrente costante, zone che risultano maggiormente ossigenate, e si sposteranno nuovamente sul flusso centrale del fiume, seguendo il corridoio che le assicura un quantitativo maggiore di cibo. In entrambe le situazioni il nostro compito sarà quello di far trovare le nostre boilies e granaglie sul normale percorso di transito delle carpe, che nel tempo andranno ad assaggiare le nostre esche, memorizzando il punto di alimentazione, e perdendo gradualmente diffidenza verso il cibo che riversiamo in acqua, aumentando notevolmente le possibilità di cattura, anche multiple. In alcuni casi, pescando su delle buone  zone di transito può capitare che in pochi minuti si registrino diverse partenze, dovute appunto al passaggio di qualche branco di carpe su quel corridoio. Cerchiamo di sfruttare al massimo questo momento, e di non perdere la calma, impegnandoci per quanto possibile a mantenere costantemente pasturato il settore, aumentando appunto la sosta delle carpe sul nostro settore di pesca.

 

Zone di stazionamento

Stazionare con frequenza alcuni punti, è un qualcosa che accomuna la maggior parte dei pesci, e i caprinidi non fanno eccezione a questa regola. Le carpe prediligono posti riparati che gli assicurino sicurezza dai predatori e una discreta quantità di cibo, queste zone, spesso possono essere individuate senza tanti problemi, perché visibili facilmente. Sono maggiormente determinate da folta vegetazione e presenza di ostacoli come alberi sommersi, pietre, rive franate, o qualsiasi altra cosa sia caduta in acqua che assicuri alle baffute un riparo sicuro, come ad esempio, carcasse di automobili, pontili e ruderi sommersi. Se in queste zone le carpe trovano delle condizioni ottimali, si stazionano per gran parte dell' anno lasciandole solo per alimentarsi, e riprodursi senza mai allontanarsi troppo dal loro sicuro riparo, diventando appunto delle carpe stazionarie, che vivono gran parte della loro vita, sullo stesso settore. Anche l' azione di pasturazione deve essere mirata, generalmente due  o tre chili di boilies e granaglie ci assicureranno la produttività delle carpe che stazionano in quei punti, ovviamente questa variabile cambia in base alla corrente e alla presenza massiccia o meno di pesci considerati di disturbo per la nostra tecnica.

 

Pasturare il settore

Riuscire a parlare in modo conciso di come pasturare correttamente un settore, di certo non è facile, visto che le variabili che possono subentrare sono molte, per questo andremo a ad approfondire  in un prossimo articolo, il discorso concerne alla  pasturazione. Iniziamo col dire che le carpe che popolano i fiumi, in maggior modo  i  branchi, sono abituati a spostarsi con frequenza da un settore all' altro, alla ricerca di cibo, memorizzando  e ritornando nuovamente su  tutti i punti dove hanno trovato alimento in abbondanza, visto che la carpa come quasi la totalità dei pesci, è opportunista dal punto di vista alimentare, e preferirà in maggior modo tutte quelle zone in cui riesce ad alimentarsi in abbondanza facendo il minimo spreco di energie. Il nostro compito  sarà, quello di pasturare preventivamente il  settore, abituando così  le carpe ad assaggiare e successivamente alimentarsi con frequenza sulle nostre esche, portandole inesorabilmente a memorizzare il punto preciso dove gli facciamo trovare del cibo. Sembra scontato dire che, la buona riuscita di una sessione, è dettata maggiormente dalla pasturazione preventiva che abbiamo effettuato prima di andare a pesca. Spesso la domanda che si pongono  molti appassionati è: Per quanti giorni e soprattutto con quanti chili si deve pasturare preventivamente?

Sicuramente penso che, le pasturazioni di lungo termine, o generalmente di  8 - 10 giorni sono senza ombra di dubbio quelle che assicurano risultati maggiori, ma per chi non avesse la possibilità di recarsi ripetutamente sul fiume, può senza tanti problemi diminuire i giorni di pasturazione, senza scendere al di sotto, di almeno tre giorni prima della sessione, ricordando di far riposare almeno un giorno il settore prima di andarci a pesca. Riguardo ai quantitativi che possiamo immettere in acqua vi dirò, che facendo  le rispettive valutazioni, le nostre acque sono totalmente o quasi, popolate da pesci di disturbo come carassi, cavedani, scardole, breme, gardon e soprattutto pesci gatto che in tanti corsi d' acqua, compreso quello che frequento, sono diventati davvero infestanti. Per questo dobbiamo tener conto che malauguratamente parte della nostra pasturazione finirà a pesci che se pur non interessano alla nostra azione di pesca, passano comunque sul nostro settore e saranno immancabilmente attratti dalle nostre esche. Riguardo al quantitativo vi dirò che ogni corso d' acqua ha ovviamente una popolazione di pesci differente, e quindi generalizzare sul quantitativo di esche da usare, creerebbe solo una confusione totale. Visto che, se pasturiamo poco può succedere che il quantitativo di esche che realmente arriverà  alle carpe sia poco,  a causa dei pesci di disturbo o di altri fattori, come ad esempio la corrente che potrebbe, trascinare parte delle nostre esche lontano dalla nostra azione di pesca. Nel caso contrario, invece, in cui pasturiamo pesantemente, non diamo la possibilità ai pesci di riuscire a terminare totalmente i quantitativi che ciclicamente gettiamo in acqua, portando al risultato, che il pesce risponderà con ritardo alla nostra pasturazione, e un giorno di riposo prima della sessione non potrebbe bastare a garantirci la produttività necessaria. Siccome devo darvi almeno delle indicazioni di partenza, vi dirò che personalmente quando affronto un nuovo spot, divido la pastrurazione almeno in sei giorni preventivi, alternando un giorno di pasturazione e l' altro di pausa, ricordandomi di far riposare il settore almeno  24 ore prima della sessione di pesca.

I quantitativi generici che più o meno lancio in acqua li potete vedere nella tabella, anche se penso vivamente che si possano applicare nella maggior parte dei corsi d'acqua, almeno fino a quando non abbiamo ben chiara la situazione.

Ovviamente come si vede dai quantitativi, preferisco mantenermi su una soglia più o meno normale di pasturazione, soprattutto quando non conosco bene lo spot che sto affrontando, perchè ho imparato che sbagliare il primo approccio col settore, potrebbe compromettere l' intero esito della sessione.Per concludere, vi dico che il mio parere personale è quello di iniziare a pasturare evitando di gettare in acqua quantitativi importanti di esche, visto che, preparare un settore a fiume senza avere l' appoggio di altre persone, ci porta ad andare incontro ad un esborso economico che ovviamente non è mai cosa gradita, quindi prima di spendere magari un fortuna, cerchiamo di capire la quantità di pesce che realmente è presente, e poi magari dopo la prima sessione, riuscire con dati alla mano a stabilire una giusta e corretta pasturazione preventiva. Infine, vi invito ad avere fiducia nelle vostre potenzialità, ma soprattutto in quelle del vostro settore, evitando di cambiarlo solo dopo alcune sessioni, ricordatevi che in fiume i risultati non sempre sono immediati. In italia, per fortuna, abbiamo tantissimi corsi d'acqua dove poter sviluppare la nostra disciplina, anche se, spesso vengono boicottati perché la taglia media delle carpe presenti è abbastanza piccola, rispetto a un lago o a una cava. Vi dirò che, non c'è niente di meglio e divertente che avere dei combattimenti con vere carpe selvagge,  vi assicuro che vi daranno davvero filo da torcere, mostrando una forza che difficilmente troveremo in altri ambienti. Ricordatevi che siamo carpisti, e che il nostro è uno sport magnifico, e sarebbe triste vedere tutto il nostro mondo dietro l' ago della bilancia, la ricerca forsennata della carpa record è una corsa che non finirà mai, e di certo ci allontanerà dai veri intenti della nostra disciplina, fatta di etica, dedizione e rispetto per l'ambiente. Ora non mi resta che concludere, evitando di prolungarmi troppo, anche se forse non ci sono riuscito, ma quando si parla e si raccontano emozioni è difficile mettere a freno le parole, anche se scritte tramite una tastiera di un pc. Un caro saluto a tutti voi, sperando e augurandoci che la prossima cattura, quella che appaga di tutti i sacrifici, la farete proprio in un fiume, per continuare a raccontarci storie ed emozioni vissute in acque correnti.


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Commenti

Carlo il 17/01/17
Sono un pescatore anziano qualche anno fa era il mio lavoro che sogno ancora di notte ma la vechiaia avanza. Vi ricordo che la carpa ha una memoria ferrea , e che una volta trovato la pastura in un certo periodo dellanno in una posizione non solo si ricorda ma porta altre carpe. Ricordatevi che è un pecse inteligentissimo . Difatti se cè sotto un branco dopo 3 o 4 catture la posizione è bruciata per un periodo Mi piacerebbe racontarvi altre cose sulle carpe ma mi bruciano gli ochi e scusate la mia ortografia


benetti David il 29/10/12
ciao alessandro per quanto ho letto sei uno che di fiume ne capisce.però dove pesco io specialmente a centro fiume non si hanno molte partenze anzi,ben poche, io trovo che gli ostacoli come dicevi tu piante sommerse vegetazione grosse pietre ecc siano molto più produttive.sarei curioso di sapere che sistemi di pesca usi:terminali,inneschi,piombi o pietre treccia o nylon grazie ciao


Marcucci Paolo il 19/10/12
Per favore pubblicate le mie scuse a Alessandro só che si é offeso, penso che purtroppo ancora una volta non mi sono spiegato o non mi hanno capito, avevo fatto solo degli aprezzamenti positivi a quanto lui aveva scritto, per me dei veri e propri elogi, e quando o detto "come scrivi!" volevo dire "come srivi bene", ma qualcuno ha voluto leggere solo una frase nel contesto del mio commento, ripeto mi asterró di farne in futuro.


Marcucci Paolo il 18/10/12
Se peschi come scrivi, povere carpe, grazie per la risposta, complimenti un bell´italiano chiaro e leggibile, non é da tutti io per lo meno non ci riesco. Grazie per favore scrivi ancora sui fiumi, paral un pó delle catture e delle partenze delle carpe se prendono contro corrente e se la usano per difendersi.


Alessandro Amarante il 17/10/12
Diciamo che ogni spot presenta delle caratteristiche diverse e questo ovviamente, va a modificare anche la mia azione di pesca. Al momento frequento quattro spot diversi, uno dei quali l' ho scoperto da poco, e prima che possa farci una sessione, seguirà una pasturazione di almeno due settimane, sperando di riuscire ad avere una panoramica sufficiente del settore. Riguardo alle zone, posso dirti che pesco principalmente al centro, cercando di individuare il letto principale del fiume, anche se ottimi risultati li ottengo anche posando le lenze sulla sponda opposta ricca di vegetazione e ostacoli, punti in cui c'è una discreta popolazione di baffute che occupa il settore regolarmente, sembra scontato dire che, in questa fase mi aiuto con un imbarcazione, sia per la fase di posa dei terminali che in quella di combattimento con il pesce. Riguardo al sotto riva, posso dirti che lo reputo altamente produttivo ove c'è ne sono le caratteristiche, e ho pochi spot dove applicare regolarmente una pesca prettamente marginale. Sicuramente in inverno, quando la corrente inizierà ad aumentare, e spesso non ti permette di stare in pesca come vorresti, sposterò il mio raggio d' azione marginalmente, visto che in quei periodi dell' anno, rappresentati da forti piogge e corrente proibitoria, anche le carpe preferiscono spostare il loro transito sui settori marginali, che risultano essere con corrente sicuramente inferiore, rispetto ad altre zone del fiume, riuscendo ad offrirgli riparo dalla forte corrente e una percentuale di cibo superiore, ed è per questo che in talune situazioni, ma soprattutto in inverno sposto la mia azione di pesca, portandomi nell' immediato sotto riva, facendo trovare ai ciprinidi, le mie esche dove sò per certo che passeranno,( o almeno spero). Per quanto riguarda il peso dei piombi ovviamente la scelta cade sui modelli, che grazie alla loro forma riescono a mantenere la corrente, evitando di essere trascinati, il peso non scendo mai al di sotto dei 170 gr. arrivando a un massimo di 200 gr. e passa. Le boilies e gli inneschi che uso maggiormente? Ti dirò che personalmente in fiume abolisco totalmente le presentazioni popup e snowman, scegliendo soluzioni affondanti, associandovi boilies doppie da 18 mm. o singole da 24 mm. anche se ultimamente sto iniziando a provare inneschi che vedono una presentazione con ben 3 boilies da 18 mm. Ti ringazio per i complimenti diciamo che il fiume e le sue ortiche (eheh) è uno degli ambienti che frequento regolarmente avendo la fortuna di avere alcuni spot vicino casa, ma nonostante questo riservo le mie attenzioni anche a laghi e cave che sono presenti nella mia regione. Ciao Paolo e grazie per il tuo commento


Marcucci Paolo il 17/10/12
Alessandro, in che zona del fiume prediligi pescare, sotto riva, al centro del fiume o sull´altra sponda del tuo posto di pesca,oppure scandagli il fondo e vai a posizionare le tue boilies dove pensi che si siano i requisti per pescare? Parlaci dell´azione di pesca dei piombi dei teminali e che tipo di innesco usi, pop-up, singola, doppia, omino, mais o quant´altro. Scrivi ancora qualcosa sulle tue esperienze che visto sei uno dei pochi che pesca in fiume, sai com´é un bel lago comodo con un rod pod a ogni 20 mt per poter esibire é piú facile e fá molto moda, a te chi ti trova in mezzo alle ortiche. Bravo un bell´articolo. Aspetto molto di piú.


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