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Fine di una brutta storia

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 27/06/19

In data 9 Marzo un post delirante a firma di Sergio C. coinvolgeva il sottoscritto, Gionata Paolicchi, Matteo De Falco, Alberto Salvini, Riccardo Tamburini in un post intitolato  “TRUFFA” per i filmati che vengono trasmessi dalle televisioni. 

 In particolare era il sottoscritto l’oggetto di queste accuse che poi, come i fatti hanno dimostrato, si sono sciolte come neve al sole sia perché in un solo filmato su circa 600 girati siamo ricorsi ad una carpa tenuta in un carp sack (cosa del tutto lecita) ed oggetto di un montaggio dedicato per onorare il catturatore (Simone Amici), sia perché nel corso di questi anni circa 200 angler sono stati ospiti dei miei e di Gionata Paolicchi video e nei giorni in cui giriamo abbiamo sempre auspicato che gli appassionati ci venissero a trovare per vedere “live” come nasce un video di pesca.

Va anche aggiunto che si definiva “truffa” una serie di cui lo stesso autore del post era regista….quindi responsabile in primis..

 Da questo post abbiamo prodotto individualmente denunce per diffamazione e ho personalmente valutato con il mio legale la richiesta di danni morali e materiali che non avrebbe lasciato scampo a Sergio C. perché l’evidenza del reato era tale da non richiedere praticamente processo. 

Ho poi desistito per far fede alla scelta di non colpire così violentemente un uomo in evidente difficoltà da circa 3 anni. 

Altri forse ne avrebbero approfittato.

 L’accusa mi ha personalmente molto colpito perché immotivata, falsa e vedere gettare fango su 30 anni di filmati, divulgazione, sacrifici, libri è stato devastante. 

Vorrei infatti rammentare che a differenza della maggioranza dei cosiddetti “personaggi” della pesca italiana che spesso fanno questo di professione, il sottoscritto fa altro ed alla pesca dedica il poco tempo libero a disposizione da impegni professionali che da 25 anni mi portano fuori casa circa 15-18 gg al mese.

Non nego di aver avuto il rigetto completo anche per la scia di commenti da parte di un un minuscolo gruppuscolo di piccoli uomini che vivono sulla tastiera cercando visibilità dal basso di una loro condizione umana, sociale, culturale e professionale che li dovrebbe spingere a impegnarsi a diventare cittadini piuttosto che giudici.

L’incredibile massa di attestati di solidarietà ricevuto in questi mesi mi ha poi fatto capire che un uomo di piena crisi personale autore di un post delirante e un gruppetto di ominicchi che godeva di questa situazione aberrante, non poteva minimamente valere come tutto ciò che ho ricevuto in termini di stima , affetto, simpatia e quant’altro da parte di migliaia di appassionati di tutte le età

 

Ho deciso pertanto di continuare per la strada che con Gionata Paolicchi abbiamo tracciato 25 anni fa aumentando semmai le produzioni televisive e dirigendoci verso tecniche che vanno per la maggiore; flyfishing, surfcasting, spinning. 

 

Per il cf la stagione era chiusa e lo è ancor di più adesso che questa tecnica non è nemmeno l’ombra di quando scrivevo e divulgavo negli anni ’90 -2000 per cui non mi interessa più farne parte.

 

Sergio C. ieri ha prodotto una lettera di scuse che accetto sebbene, sia un bicchiere d’acqua zuccherata, poiché non sono interessato a perdere più tempo con questo genere di cose che sono riuscite a farmi passare la voglia di pesca.

Ribadisco però una serie di concetti poco espressi nella lettera di scuse del Ciarrocca; nessuno ha tramato,  per non farlo lavorare nel mondo delle televisioni di pesca anzi; ci siamo prodigati per farlo rientrare dopo che lui stesso con i suoi atteggiamenti ne era uscito sbattendo la porta. E’ quindi vero semmai il contrario!

 

E’  stato presentato ad aziende che desideravano la sua indubbia qualità per campagne di promozione e serie televisive salvo poi fare passi indietro davanti a comportamenti non chiari soprattutto sulle richieste economiche.

Ho personalmente fatto da garante (commettendo una leggerezza) con le aziende sulla affidabilità del soggetto proprio nello spirito di ritrovare quella grinta che lui stesso aveva perduto. 

Alla luce della lettera di scuse pubblicata e dopo essermi consultato con Gionata Paolicchi, considero chiaramente chiusa questa patetica incredibile vicenda sebbene la lettera di scuse allegata e la rimozione del post incriminato siano solo un piccolo atto davanti al delirio di accuse mai provate, alle offese ricevute ed all’amarezza ancora viva nel vedere una persona che consideravo amica e bisognosa certamente di aiuto disinteressato, rivoltarsi contro senza ragione alcuna e stravolgendo completamente il senso delle cose.

 

 


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