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Finanziati ripolamenti proposti da CFI in Veneto.

Di Agostino Zurma /CFI pubblicato il 22/05/17

Finanziati ripolamenti proposti da CFI in Veneto.

Per il 2017 ho presentato, in qualità di componente il Tavolo Blu della Regione Veneto, in rappresentanza di CFI una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un progetto di ripopolamento ittico della specie carpa.  Il progetto affronta il problema della drastica diminuzione o addirittura della quasi scomparsa della specie in oggetto nei corsi d’acqua della Regione Veneto. Queste zone, fino a diversi anni orsono  erano ben abitate da carpe e davano la possibiltà di svolgere in modo soddisfacente la pratica della pesca sportiva ormai vocata, nella fattispecie, al rilascio della cattura. Ora causa la massiccia attività di pesca illegale dovuta al bracconaggio, l’azione attuata dall’importante presenza di uccelli ittiofagi, il prelevamento in netto aumento da parte della pesca professionale  e la mancanza di interventi di ripopolamenti da parte delle Provincie, la presenza del ciprinide è drasticamente diminuita. Così come la presenza dei pescatori, che stazionando lungo le rive, anche nel periodo notturno, attuano una basilare forma di vigilanza sempre più necessaria. Le Provincie coinvolte nel progetto  saranno Venezia, Padova e Rovigo e i ripopolamenti effettuati in corsi d’acqua ritenuti interessanti per la pesca della suddetta specie  con esemplari di carpe regina e specchi adulte del peso tra 1,5-3,5 kg per un totale di circa 56 qli. Il progetto approvato si pone perciò l’obiettivo di recuperare la presenza della specie in alcuni ambienti dove storicamente era considerata abbondante e dove, negli ultimi anni, le sue popolazioni sono certamente regredite.Nelle carte ittiche provinciali la carpa è già prevista tra le specie oggetto di immissione, ma effettuabile solo con esemplari giovanili. I tempi di accrescimento necessari per portare gli stadi giovanili alle dimensioni “pescabili” purtroppo interferiscono con la possibilità di verificare in tempi brevi il successo delle immissioni; ciò è reso anche più complicato dalle tipologie acquatiche preferite dalla carpa, ovvero corsi d’acqua di grandi dimensioni dove sono difficoltose le operazioni di campionamento e studio delle locali comunità di pesci. 

Con il presente progetto si intende perciò effettuare delle azioni di ripopolamento con esemplari di carpa con il duplice scopo/obiettivo:

1) Pesci di medie dimensioni sono difficilmente predabili; operando con carpe di grossa taglia (1,5-3,0 kg/cad) si riduce questa possibilità.

2) Essendo già di taglia “catturabile” dai carpisti, sarà possibile utilizzare la passione che tipicamente caratterizza i pescatori dediti alla disciplina del carp-fishing, per verificare direttamente l’effetto delle immissioni. Per questo motivo una frazione dei pesci che saranno immessi saranno preventivamente marcati con microchip (T-Tag) oltre che resi riconoscibili tramite marcatura esterna (elastomero colorato); questa modalità operativa permetterà ai pescatori di riconoscere le carpe immesse (visualizzazione della marcatura con elastomero) ed eventualmente di risalire al sito di immissione per valutarne sia l’origine che l’età (tramite lettura del microchip); infatti entrambi i tipi di marcatura sono piuttosto stabili nel tempo. 

Obiettivi del progetto: 

per quanto sopra detto, gli obiettivi del presente progetto sono essenzialmente:

  1. Incrementare la presenza della carpa in ambienti dove storicamente la specie era abbondante e dove le sue popolazioni si sono nel tempo fortemente ridotte;
  2. Acquisire delle conoscenze sulla dispersione degli animali immessi nei vari tratti dei fiumi;
  3. Coinvolgere il mondo dei pescatori dediti al carp-fishing nei temi relativi alla conservazione del patrimonio ittico.

Naturalmente tutte le operazioni di marcatura, ripopolamento, pubblicità del progetto, vigilanza nelle zone oggetto di immissione  saranno effettuate dai volontari iscritti alle sedi provinciali della nostra Associazione. 

Il Presidente Nazionale CFI

Agostino Zurma


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