Tecnica

Estate sì.....ma come?

Di Emiliano Bani pubblicato il 13/06/18

Abbiamo dovuto attendere molti mesi, sopportando intere settimane di piogge insistenti, gelate notturne e venti inclementi che ti tagliano il viso infiltrandosi tra le trame dei giacconi più caldi, ma ora ci siamo, l’estate tanto agognata è finalmente arrivata!

Questo è con molta probabilità ciò che pensano molti di noi, infatti l’estate contraddistingue una visione comune ai più, secondo la quale le acque di laghi e fiumi ormai calde e confortevoli, stimolano i sensi dei ciprinidi portandoli al loro culmine, facilitando così il nostro compito nell’intento di catturarle …..ma è veramente così?

Anch’io amo l’estate, la adoro …..la adoro perché finalmente posso passare delle splendide giornate al mare con la mia famiglia!

Non sto scherzando, è esattamente così che preferisco passare il mio tempo libero in questo periodo dell’anno, tuttavia questo non significa che abbandoni completamente le sponde, ma programmo le mie uscite impostandole in maniera completamente differente dal solito.

Se da un lato è vero che le temperature calde favoriscono l’attività delle carpe, è altrettanto vero che il loro innalzamento su valori molto alti (30/35 gradi) per lunghi periodi di tempo, portano inevitabilmente ad una serie di conseguenze che andranno a danneggiare la qualità generale dell’acqua, e di conseguenza il comportamento e le abitudini delle carpe.

Le alte temperature dell’acqua, unite alla maggior percentuale di nitrati in essa disciolti, ovvero la percentuale di scarti organici dovuta in parte alle secrezioni delle carpe che avendo ripreso a mangiare a pieno regime ne produrranno di più, daranno nutrimento e vigore alle alghe ed a tutta la vegetazione acquatica presente, facendola proliferare moltissimo.

L’aumento della vegetazione, oltre ad ostacolare la nostra azione di pesca, provoca importanti cambiamenti sulla percentuale di ossigeno disciolta in acqua specialmente nelle ore notturne, durante le quali il processo di fotosintesi viene interrotto per mancanza della luce necessaria e le piante andranno a rilasciare molta anidride carbonica rendendo l’acqua molto meno “respirabile” .

Conseguentemente a questo le carpe nelle ore notturne tenderanno a spostarsi dalle zone ricche di vegetazione sfruttate nelle ore diurne come riparo dalla forte irradiazione solare, preferendo altre zone dove invece la vegetazione sarà scarsa e con minor concentrazione di anidride carbonica.

Questi spostamenti si verificheranno più volte anche durante il giorno in quanto, a seconda della conformazione del lago, sia le temperature dell’acqua che la concentrazione di ossigeno varieranno da una zona all’altra per più motivi, come lo spostamento delle zone d’ombra in base alla posizione del sole, o la presenza di venti più o meno freschi che interesseranno la superficie dell’acqua.

Penso sia molto importante fare tutta questa serie di considerazioni in quanto in questo periodo dell’anno così caldo e afoso, le nostre amate carpe saranno fortemente condizionate da questi fattori e perciò è necessario adeguarsi alla situazione.

Come fare? Da qualche anno ormai al riguardo è stata coniata, o meglio dedicata, una parola della lingua anglosassone che riassume efficacemente quello che secondo il mio modo di pensare è l’interpretazione più corretta della pesca nel periodo estivo, ovvero: STALKING.

In estate le carpe cambiano così spesso i loro luoghi di stazionamento che restare a pescare nello stesso punto per tutta la sessione diventa decisamente improduttivo, perciò è buona norma munirsi di un’attrezzatura minima ed essenziale e spostarsi spesso alla ricerca di qualche segnale di attività.

Le zone d’ombra e le sponde battute dal vento saranno da preferirsi durante le ore più calde della giornata, orari durante i quali le carpe si raduneranno per cercare riparo e magari un po’ di cibo, mentre le zone di acqua bassa più sensibili allo scambio termico con l’aria sovrastante, saranno da preferirsi durante le ore notturne quando la temperatura esterna sarà scesa di qualche grado.

Sia di giorno che di notte però, le zone adiacenti alla riva saranno sempre da preferire e servirà obbligatoriamente molta discrezione nell’approcciarle per non vanificare tutti i nostri tentativi spaventando il pesce.

La discrezione nell’approccio al sottosponda non dovrà però essere limitata al mimetismo ed al silenzio, ma servirà estenderla anche alla fase di pasturazione, nelle quantità, nella tipologia, nei tempi e nei modi più consoni.

Riguardo alla quantità di esca da utilizzare per la pasturazione, questa sarà dettata innanzitutto da quanto tempo avete intenzione di soffermarvi sullo spot scelto prima di spostarvi altrove, mentre il numero ipotetico di pesci presenti nella zona non dovrà in alcun modo influenzarvi per due motivi, innanzitutto questa sarà solo una vostra supposizione e non una certezza (quindi pasturazioni consistenti difficilmente saranno la scelta più azzeccata), ed in secondo luogo a seguito di una cattura le altre carpe presenti (1 o 100 non fa differenza) fuggiranno spaventate, quindi avrete tutto il tempo necessario a ripristinare il fondo pasturato in attesa che decidano di tornare a farvi visita.

Cosa utilizzare come pasturazione invece sarà una vostra scelta in quanto ognuno ha le proprie teorie e preferenze in merito, personalmente durante le mie sessioni a stalking preferisco utilizzare micro-particles (farro, orzo, grano saraceno, mais spezzettato, miglio etc) unite a del pellet e, se avete innescato boilies, anche ad alcune boilies spezzettate più o meno finemente.

Per quanto riguarda il modo con cui distribuire la pastura nei pressi dell’ innesco, io uso spesso un cucchiaione da pastura con un lungo manico telescopico dotato di un galleggiante in spugna espansa (come quelli che vengono abitualmente montati sotto la testa del guadino), in questo modo riesco a distribuire il contenuto con molta precisione senza far sbattere le esche sulla superficie dell’acqua, mantenendo il maggior riserbo possibile.

Questa serie di piccoli e semplici accorgimenti uniti ad un’attenta osservazione dei segnali inviati dall’acqua, mi hanno consentito più volte nel corso degli anni di trascorrere delle sessioni diurne soddisfacenti anche nei periodi più torridi dell’estate, senza dover rimpiangere più di tanto un bel bagno in mare…..e se anche voi deciderete di tentare la sorte in una sessione a stalking, spero di cuore che questo articolo possa un giorno tornarvi utile.

Felice Estate a tutti!

 


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