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Esiste il bracconaggio! La Repubblica se ne accorge!!

Di roberto pubblicato il 15/09/16

Ecco un articolo che è stato pubblicarto su la sezione locale de La Repubblica.it

Andiamo per ordone, il GSI e il Basco denunciano il rischio del bracconaggio dal 2005. Vengono quasi denunciati loro che diventano nemici pubblici semplicemente perché raccontano la vertità.

Dal 2012 si costruiscono conferenze, incontri, meeting, bicchierate, pic nic e quant'altro per denunciare che i nostri laghi sono stati presi d'assalto da cittadini dell'Est. Nel frattempo un tizio annuncia di aver trovato la soluzione del problema degli alloctoni che gli impediscono di ripopolare con esocidi. Parte l'accordo tra Consolato rumeno e Regione Lombardia e parte la guerra dei bracconieri contro le nostre acque.

Avanti con le conferenze, coinvolgiamo politici locali, nazionali e scomodiamo canali televisivi. Parte una legge nazionale che contrasta questo scempio e continuiamo a leggere articolli con toni sorpresi che annunciano che "esiste un problema".

Bene così anche se sarebbe meglio che la gente che tratta di amministrazione di informasse per evitare di racconatarci la solita "Biancaneve e i sette nani" che tutti abbiamo raccontato miolle volte.

Buona lettura.

"Il problema del bracconaggio ittico, un tempo marginale, sta diventando sempre di più una delle nuove emergenze che caratterizzano il nostro contesto rurale, soprattutto all’ambito fluviale del Po. Solo pochi anni fa le violazioni in materia di pesca risultavano essere il frutto delle bravate di qualche pescatore sprovvisto di autorizzazione Oggi assistiamo invece ad una vera e propria 'invasione' da parte di gruppi organizzati di cittadini provenienti principalmente dall'Est Europa, che effettuano autentiche razzie di pesce d'acqua dolce in modo massiccio e indiscriminato".

Lo dice il presidente della Provincia Filippo Fritelli dopo che nei giorni scorsi la polizia provinciale, in collaborazione con il corpo Forestale dello Stato, ha messo a segno un primo importante risultato sul fronte del contrasto al bracconaggio ittico nel Po.

Sabato scorso un pescatore sportivo ha effettuato una segnalazione alla stazione della Forestale di Colorno e gli agenti della polizia provinciale i quali, dopo un appostamento notturno nella zona rivierasca del Po, hanno sorpreso un gruppo di pescatori di frodo in attività.

Sono stati elevati cinque verbali amministrativi per pesca senza licenza ed uso di attrezzi vietati e sequestrati una rete professionale (un "tramaglio") e altre attrezzature da  pesca.

Gli strumenti utilizzati sono del tutto illegali e vanno dagli elettro - storditori a reti di grandi dimensioni che sono in grado di sconvolgere l'intero ecosistema del fiume.

"Abbiamo chiesto alla Regione Emilia-Romagna di

 avviare un progetto di collaborazione con la Provincia di Parma per sostenere le attività di contrasto al fenomeno. Il progetto, che è stato positivamente valutato dal presidente della Giunta regionale e che coinvolge anche la Provincia di Piacenza, prevede di sostenere, con mezzi ed attrezzature adeguate, l’incremento delle attività della polizia provinciale,  rafforzando anche i rapporti con le associazioni dei pescatori e ambientaliste" aggiunge Fritell


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