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Emilia Romagna- Cambia qualche cosa nelle regole

Di Redazione pubblicato il 08/11/12

Via libera dall'Assemblea legislativa alla nuove legge che regola l'attività nei fiumi e nei laghi

In sintesi

L'Assemblea legislativa ha approvato la legge per la “tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, del’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne”. Tra i punti più qualificanti della legge la salvaguardia delle specie ittiche locali.
Tra le novità  c'è una forte semplificazione burocratica per incentivare la pratica della pesca sportiva e ricreativa: per i minorenni, chi ha più di 65 anni e per i disabili è abolito il tesserino e c'è l'esenzione dal pagamento della licenza.
Inoltre i Comuni possono decidere di istituire “Zone speciali di pesca” per valorizzare anche turisticamente particolari aree del territorio regionale, come quelle di montagna.

Salvaguardia delle specie ittiche locali; abolizione del tesserino ed esenzione dal pagamento della licenza per i minorenni, per chi ha più di 65 anni e per i disabili; un ruolo più forte anche di tipo gestionale per le associazioni volontarie di pescatori.

Sono alcuni dei punti qualificanti della legge per la “tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, del’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne” approvata in Assemblea legislativa.


Le novità della legge
Una tutela più forte delle specie ittiche autoctone. Va in questo senso il divieto di immissione nei fiumi e nei laghi di specie non locali che possono turbare l’habitat naturale e la creazione di speciali bacini di stoccaggio per quelle specie particolarmente invasive come il pesce siluro e il gambero della Lousiana. Per le specie autoctone a rischio di estinzione, come nel caso delle rane, scatta il divieto di pesca.

Non solo: tra le novità della legge anche una forte semplificazione burocratica per incentivare la pratica della pesca sportiva e ricreativa. Non sarà dunque più richiesto il tesserino, ma basterà la ricevuta del versamento annuale, che potrà essere fatto anche on-line. Per chi ha meno di 18 anni, più di 65 anni e per le persone disabili inoltre l’esercizio della pesca sarà gratuito.

I Comuni inoltre potranno decidere di istituire “Zone speciali di pesca” su non più del 40% delle acque pescabili dei singoli fiumi per valorizzare anche turisticamente particolari aree del territorio regionale, come quelle di montagna.
Viene inoltre istituito un elenco regionale per i pescatori professionali e chi esercita l’acquacoltura, mentre le associazioni volontarie dei pescatori entreranno a far parte dei diversi organi consultivi e ad esse gli enti locali potranno affidare anche compiti di tipo gestionale.


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Commenti

Carlo Benaglia il 21/11/12
No pesca con il vivo...ci può stare. No pesca con il morto...non ci può stare, ma comprendo, serve ad evitare i furbetti che possono tentare di aggirare la legge (il morto, dopotutto, prima di un eventuale controllo, poteva essere vivo) Vorrei però che mi si spiegasse come mai, se voglio innescare uno sgombro, un un'occhiata o una sarda, regolarmente acquistate al banco del pesce assolutamtne morte da almeno 24 ore, non devo poterlo fare? Non venitemi a dire che è questione di ancorette, o che la pesca a deathbaitng è pericolosa per i pesci o che così si tutelano i lucci. I lucci sono evaporati da anni nei forni dei nonni che li pescano con l'aborella e che nn sanno nemmeno dell'esistenza della legge regionale, le ancorette le usano anche nella pesca spinning e i predatori che potrebbero abboccare al mio sgombro(siluri, perca?!?!) sono papabili di epurazione o pulizia etinca qualora qualcuno si svegli alla mattina stabilendo che sono dannosi per l'ecosistema (qualora vi sfugga è la stessa suddetta legge a sancirlo in un apposito articolo). E il morto manovrato? Le aziende di settore che buttarono al vento i loro denari per inserzioni mortuarie sulla stampa quando la roubasienne venne "tagliata" a 13 mt ora se ne fregano? Evidentemente le canne da mort maniè non costituiscono un introito degno di attenzione. O forse si sono già rese conto che in Po, ad esempio, basta cambiare sponda per continuare a fare ciò che si vuole in barba alla legge emiliano-romagnola. Siamo alle solite, chi decide e legifera non è in grado di guardare oltre la siepe del proprio giardino e chi fornisce le consulenze non ha abbastanza cultura per rendersi conto di quanto la materia pesca sportiva sia vasta. siamo un paese di ignorati. E quelli più ignoranti di tutti, comandano, decidono, legiferano o si fanno chiamare esperti. Buona legge nuova a tutti (siamo solo all'inizio, presto ci si renderà conto di quante altre pseudo conquiste si rivelaranno armi a doppio taglio).


salvo il 16/11/12
bene ! ottimo ! a quando invece la possibilità di usare piu di 1 canna in laghi profondi da 30 a 70 metri e di 20 km di estensione? :)


sandro destro il 11/11/12
Il vero grande punto di svolta di questa legge è l'abolizione della pesca con il vivo e con il morto. Una scelta giusta e coraggiosa, che speriamo venga seguita a ruota da tutte le altre Regioni.


Agostino Zirma il 08/11/12
Felice di constatare che le osservazioni inviate da CFI e inserite da alcuni giorni in questa sezione hanno contribuito ad indirizzare le scelte normative in ambiti su cui poter avviare delle progettualitá. Importante la decisione di coinvolgere le associazioni volontarie ,sia per la partecipazione attiva alle decisioni di consulta che per l'opportunitá della gestione delle acque


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