Tutorial

Elusive Rig

Di Rudy Croce pubblicato il 12/04/13

 

Di nostra consuetudine mentre aspettiamo il fatidico Biip!!, molte sono le domande che ci poniamo, e molte sono le prove che vorremmo fare, ma che però non facciamo per il semplice motivo del non osare…

Nella mia ultima sessione di fine inverno e dopo due pesci persi, mi resi conto che i miei terminali preferiti, i “Combi Link”, in quella situazione non riuscivano a lavorare al meglio.

A quel punto presi la mia cassettina porta minuteria e mi misi a ragionare sul perché avevo perso due pesci, cominciando a ragionare nella costruzione di un nuovo terminale che avesse come doti tecniche, un sistema di aggancio rapido nell’apparato boccale nel momento in cui la nostra preda (CARPA) cominci la fase di espulsione dell’esca.

Vediamo passo per passo la costruzione dell’ Elusive Rig:

 

-Foto 1

Nel mio caso uso un trecciato morbido di 35 lb della K-Karp ELUSIVE camo green ed un amo della serie ANTI-EJECT del n°6 sempre della K-Karp.

 

-Foto 2

Fare un classico nodo senza nodo a filo esterno a quattro spire, e tagliare l’eccedenza.

 

-Foto3

Fornirsi di un buon FLUOROCARBON, nel mio caso uso quello K-Karp dello 0.45 e creare una piccola asola, facendo in modo di far combinare il nodo di chiusura nel centro della nostra bilie che poi ci servirà come punto di blocco della nostra esca.

 

-Foto 4

Inserire il nostro fluorocarbon lasciando l’asola nella parte superiore del nostro amo, e tagliarlo nella misura più a noi congeniale, calcolando la giusta lunghezza per una buona mobilità dell’esca, all’incirca  1,5 cm dopo il nodo dell’asola per esche da 15mm, inserire il nostro fluorocarbon dall’esterno verso l’interno dell’occhiello dell’amo e con un accendino bruciare l’estremità e formare una capocchietta tipo testa di chiodo.

 

-Foto 5

Innescare la nostra Pop Up e fermarla con uno stop bilie

 

-Foto 6

Montare un piombino intercambiale lasciando fuori circa 3 mm di gomma che applicheremo nell’ardiglione del nostro amo, un secondo piombino a circa 3 cm dall’occhiello dell’amo.

 

-Foto 7

Possiamo notare che il nostro terminale in acqua prenderà quasi la  forma di un montaggio ad assetto neutro, con il nostro amo in posizione verticale.

Nel momento in cui la carpa aspira, l’amo tende subito ad abbassarsi verso l’apparato boccale e rendendolo quasi impossibile da espellere.

 

-Foto 8

Per rendere il tutto più appetibile ed in caso di pesca a stalking non sottovaluto l’aggiunta di un sacchettino ricco di pellet.

Quindi armarsi di pellets ,rete in pva e nastro in pva.

 

-Foto 9

Inserire il nostro pellet nell’apposita retina in pva

 

-Foto 10

Prendere il nostro nastro in pva e legare il tutto

 

-Foto 11

Inserire il nostro terminale all’interno della rete con pellets ed il gioco e fatto..

 

A fine sessione dopo queste modifiche nei miei terminali sono riuscito a portare a guadino una splendida specchi, non di taglia mostruosa ma sicuramente ben accetta…..in questi periodi non sottovalutiamo mai il provare cose nuove perché ogni lasciata e persa…..


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Commenti

G.B. il 16/04/13
Sarei curioso di vedere se nel portaterminali dell'autore ce ne siano di fatti cosi,anche se dubito fortemente. Poi nel primo trfiletto dici di trovare un sisistema di aggancio rapido nella bocca del pesce nel momento in cui la carpa comincia a espellere l'esca......ma credo che ormai anche un bambino è al corrente che per rimanere allamata bisogna che si sposti tendendo il terminale e quindi far fare il lavoro di autoferrata al piombo......non credo assolutamente che una carpa rimanga allamata rimanendo ferma risputando solo l'esca......per me queste fiabe,con rispetto parlando ovviamente(non me ne volere)


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