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Due pesi e due misure

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 01/03/18

MI soffermo su una immagine che proviene da una bacheca di un tizio legato al Trasimeno e che rivendica l’importanza della tradizione, della pesca bla, bla, bla.

Tutto bene, non c’è nulla di male a difendere il lavoro sebbene esistano vie più moderne e efficaci di valorizzare un lago altrimenti legato a memorie del passato.

Mi soffermo sulla foto che ai più dirà pochissimo e che invece mostra un pesce vivo preso per una branchia e mostrato ad un potenziale pubblico.

Non me la prendo con chi appare in foto, probabilmente non sanno esattamente cosa stanno facendo ma voglio lanciare una provocazione, se al posto della carpa viva e praticamente condannata a morte con quel gesto ci fosse un agnellino tenuto per il collo?

Oppure un piccolo maialino?

O un semplice fagiano un attimo prima di tirarglielo, il collo?

Sarebbe scoppiato il finimondo, molto sarebbero saltati sulla cattedra e forse la Brambilla, sempre pronta a affrontare crociate pro nutrie, non avrebbe perso l’occasione di dire la sua. Invece , NON ACCADE NULLA esattamente come il video che postai girato al mercato Esquilino a Roma dove sul bancone c’era una carpa VIVA.

Questo è uno dei salti culturali che dobbiamo compiere, non noi che amiamo la pesca e proteggiamo le nostre acque ma, tutti quelli che pensano che un pesce non sia un animale ma, un qualche cosa che da morto vale più che da vivo..


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