Itinerari

Drive and Survive Lac de Moisson

Di Maurizio Cavallotti pubblicato il 14/10/16

Drive and Survive Lac de Moisson

Una sfida apertamente dichiarata alla partenza, vinta grazie alla dedizione, caparbietà e un pizzico di fortuna che mi hanno portato a superare il mio record personale catturando una specchio dal fantastico peso di 31,500 kg, il secondo pesce più grande pescato e registrato a Moisson negli ultimi 20 anni ….

Banzaiiiiiii

Il lago di Moisson è un “piccolo grande” lago artificiale situato 70 km a nord-ovest di Parigi.

Il bacino nasce negli anni 60 da una ex cava per l’estrazione della sabbia e ghiaia in prossimità della Senna e che nel 1999, al termine delle operazioni di scavo è stato riconvertito a parco cittadino poi divenuto sede di numerose attività all’aperto.

Il lago ha una forma molto simile ad una banana o ad una mezza luna rovesciata, ha delle dimensioni di tutto rispetto, infatti con una lunghezza di circa 3 km ed una larghezza massima superiore ai 600 m, otteniamo un bacino con una superfice media di 1,2 km quadrati.

Il lago di Moisson non ha profondità molto elevate e risente delle variazioni di livello della Senna che corre lungo gran parte del suo perimetro. La sua profondità media varia dai 4,5 ai 6 m nella parte nord-est e dai 3,5 ai 4,5 m nella parte sud-ovest. Il suo fondale è molto ondulato, prevalentemente compatto, quasi totalmente privo di ostacoli ed è composto da un’alternanza di pietre, terra, limo e sabbia sul quale, vista la scarsa profondità e l’eccezionale limpidezza delle acque, nei mesi estivi e non solo, crescono rigogliosi gli estesi erbai che caratterizzano il lago offrendo rifugio ai numerosi siluri, ai predatori in generale e a brem dalle dimensioni a dir poco mostruose … infatti a detta dei frequentatori del lago, non è raro catturare con le boilies esemplari di brem dal peso superiore ai 5kg.

Dopo la riqualificazione dell’area, l’amministrazione ha deciso di affidare la gestione della pesca alla locale associazione che gestisce l’intero complesso polifunzionale, comprendente campeggi, ristoranti, campi da golf, beach volley, spiagge sorvegliate, etc.,   la quale pagando un ticket giornaliero, offre la possibilità di prenotare una postazione, pescare con 4 canne utilizzando la propria imbarcazione munita di motore elettrico (e di dotazioni di sicurezza) o di affittarne una a remi in loco.

In un lontano passato, l’associazione ha effettuato un piccolo ripopolamento e successivamente per un breve periodo ha effettuato il monitoraggio dei pesci presenti dal quale si ricavano i seguenti dati.

Ufficialmente le carpe più grosse catturate a Moisson sono:

una specchio da 31,800 kg

una regina da 21 kg

una cuoio da 22 kg

un amur da 19 kg

Inoltre ce’ da segnalare che, alla data del monitoraggio ( anno 2006 ), più di 30 carpe, avevano raggiunto i 20 kg con taglie in continua crescita ….

Ma ricordiamoci che non è tutto oro quello che luccica …..

Vista l’intensa attività nautica, la scarsa densità di carpe presenti nel lago rispetto alle sue dimensioni, l’abbondanza di cibo naturale come cozze, gamberi, dressene e ver de vase, la forte presenza di siluri e di enormi brem in grado di spazzolare via qualsiasi tipo di pasturazione,  la pesca a Moisson  viene classificata come “difficile” o “estremamente difficile” … per cui, pescando in queste acque, bisogna prepararsi psicologicamente ad una possibile sconfitta.

Ad ulteriore conferma della difficoltà di questo bacino  con la conseguente scarsa frequentazione da parte dei carpisti europei che a seguito dei numerosi cappotti si rivolgono ad altre realtà più semplici, mi duole segnalare che, dal primo Gennaio 2016, è stato ridotto il numero di postazioni disponibili, passando dalle 23 di partenza alle 16 attuali ottenute sopprimendone alcune intermedie.

Le 16 postazione rimanenti, sono distribuite lungo tutto il perimetro del lago (circa 5,5 km), sapientemente posizionate a non meno di 100 m l’una dall’altra per non intralciarsi nelle operazioni di pesca, altra nota dolente è che solo presso la reception e la zona di balneazione sorvegliata sono disponibili i bagni e le docce, per cui il loro utilizzo risulta “scomodo” alle postazioni più lontane, in compenso ogni postazione è fornita di contenitori per la raccolta della “pubelle” (immondizia).

Da regolamento, la distanza di pesca è limitata al massimo a 150 m dalla riva e i controlli da parte dei guardia pesca sono abbastanza frequenti, per cui non conviene sgarrare, inoltre ricordiamoci che è un lago molto frequentato,  infatti di giorno, viene vivamente raccomandato l’utilizzo dei piombi tendifilo per far affondare velocemente le nostre lenze e non intralciare le altre attività che vengono svolte, come ad esempio la pesca a spinning con il ciambellone o dalla barca, la pesca a traina dei predatori, il nuoto, una intensa attività nautica, etc.….  insomma,  massimo rispetto anche per gli altri fruitori del lago.

A tal proposito vi voglio brevemente raccontare un’ aneddoto che mi è capitato durante la permanenza a Moisson ….

Ho posizionato molto faticosamente e con estrema precisione i 3 marker che indicavano le corrispondenti zone pasturate, il giorno seguente un organizzatore, in uno stentato inglese, mi avvisava che l’indomani, dalle 7,30 alle 16,30 si sarebbe svolta una manifestazione sportiva che avrebbe impegnato tutto il bacino, una gara di pesca a spinning con il ciambellone con la probabile presenza di numerosi partecipanti.

Personalmente ho chiesto la possibilità di pescare tutta la notte fino all’indomani, garantendo che per le 7,30, orario di inizio della manifestazione, l’area sarebbe stata completamente sgombra dai miei fili …

All’indomani mattina puntuali come un orologio gli organizzatori, dopo aver velocemente attraversato il lago a bordo di  una imbarcazione a motore, mi hanno chiesto info sulla situazione … ricevuto conferma che l’area era sgombra, hanno dato inizio alla competizione via radio.

Bene !!! … con almeno una cinquantina di agguerriti spinnofili affamati di catture che sfidando il vento e il cattivo tempo hanno tenuto per una intera giornata il cu...o a mollo passando sistematicamente in rassegna più e più volte tutta la superfice del lago, nessuno si è permesso di “prelevare” o minimamente spostare uno dei miei marker (H-Block) così faticosamente posizionati.

Ricordiamo … Rispettate e sarete Rispettati

Di solito praticando le acque francesi ho l’abitudine di utilizzare un approccio piuttosto aggressivo, che consiste nel trovare una buona zona di transito o stazionamento con un fondale pulito e consistente, pasturarla pesantemente con esche di ottima qualità e attendere i risultati che di norma non tardano ad arrivare, ma in questa occasione, dopo due giorni intensi di ricerca e di pesca con una sola canna armata di chod rig a circa 3 metri da un piccolo piombo, ho dovuto amaramente constatare che, vista l’eccezionale limpidezza delle acque, il loro basso livello e le alte temperature, TUTTO il fondale del lago di fronte a me era ricoperto da un tappeto uniforme di alghe molto fitte che arrivavano fino a circa 1,5 m dalla superficie, pertanto, ho dovuto modificare drasticamente i miei piani ed optare per un approccio molto più tecnico e preciso, infatti, una pasturazione pesante, basata su boilies, pellets e granaglie, anche se di eccezionale qualità ma effettuata nel punto sbagliato,  ad esempio su una distesa di erbe alte, non avrebbe sicuramente dato i risultati sperati.

In questi due giorni di intensa ricerca utilizzando la barca munita di ecoscandaglio e batiscopio, sono riuscito ad individuare le uniche due possibili zone di alimentazione pulite di fronte a me, zone non più grandi di un tavolo da pic-nic e posizionate, una nell’immediato sotto riva, ad una sessantina di metri alla mia sinistra e l’altra a centro lago di fronte a me a lunga distanza da riva.

A questo punto, molto faticosamente due spot promettenti li avevo trovati, ma erano talmente piccoli da poter ospitare solo un innesco alla volta e a Moisson di acqua da esplorare ce né veramente tanta, per cui, avendo notato la presenza della draga taglia erbe ormeggiata nella zona nautica, ho pensato che non si sarebbe scandalizzato nessuno se mi creavo uno spot pulito artificialmente.

Idealmente pensavo di riuscire a creare un’area libera dalle alghe dalle dimensioni utili per calarci due canne e per farlo pensavo di trascinare sul fondo più e più volte l’àncora della barca per strappare le alghe … mai più !!!  …  ve lo posso garantire … un inferno … ho avuto grosse difficoltà a recuperare l’àncora insieme a qualche tonnellata d’erba.

Ormai il dado era tratto, avevo creato il terzo spot pulito, molto più piccolo delle previsioni, ma da ora avevo a disposizione tre punti molto distanti tra loro e posizionati a diverse distanze da riva, in modo da poter esplorare un’area il più grande possibile nella speranza d’intercettare il transito delle carpe in alimentazione e contemporaneamente, non disturbare le altre zone pasturate in caso di cattura di un pesce indesiderato.

Per la quarta canna, vista la difficoltà di “creare” uno spot artificialmente ho dovuto adattarmi  pescando “ in deriva ”, ossia,  posizionando una piccola boa di fronte a me per poi sfruttarla per pescare “ ad angolo”  lungo la sponda destra del lago, fermamente deciso a proseguire nella ricerca utilizzando un chod rig posizionato a circa 3 m dal piombo tramite uno spezzone di nylon sottile per riuscire a contrastare efficacemente l’altezza delle alghe.

Le carpe del lago di Moisson conoscono alla perfezione le boilies in quanto, in passato, sono state sottoposte a forte pressione di pesca da parte di numerosi e bravi carpisti stranieri, prevalentemente olandesi e tedeschi  che giravano nel circuito dell’ Holiday  France, una compagnia olandese che organizza viaggi vacanza di pesca in Francia per cui,  pasturazioni pesanti basate su boilies di bassa qualità e granaglie possono risultare molto controproducenti.

A Moisson conviene affidarsi ad una pasturazione mirata, effettuata con quantità limitate di boillies da 24 mm prodotte con una miscela di elevata qualità contenente alti dosaggi di Green Lippel Mussel ( un estratto di cozza altamente ricercato dalle grosse carpe) ed utilizzare come innesco delle boillies molto dure ( hard hook baits) per contrastare l’azione distruttiva dei gamberi e delle brem, il tutto in associazione con una manciata o due di pellets misti lanciati a mano sugli inneschi per attivare la pasturazione, riponendo la fiducia nel fatto che, i gamberi e le brem in alimentazione sul pellets , “ rovistando” nel fondale  avrebbero trascurato gli inneschi, incuriosendo una carpa in cerca di alimentazione.

A parte una notte di tempesta con relativo catamarano che rompendo gli ormeggi, è piombato sulla riva a pochissima distanza dalle mie canne, le giornate in solitaria a Moisson  trascorrono lente e tranquille, scandite dalle rare visite di altri carpisti (due) che non hanno fatto altro che confermare la difficoltà di queste acque, dalla monotonia delle fasi di osservazione della superficie dell’acqua ad ogni sua minima increspatura, alla ricerca di segnali che manifestino la presenza delle carpe nella zona e dalle fasi di pasturazione quotidiana, ogni sera, poco prima dell’imbrunire, anche con la pioggia o forte vento, la consueta uscita in barca remando fino agli spot, la metodica sostituzione degli inneschi e la pasturazione precisa composta da 500 gr di palline intere da 24 mm, 500 gr tagliate in due ed alla fine, come attivatore, un paio di manciate di pellets misti ben sparpagliati sopra alla pasturazione.

Dopo 6 giorni e 6 notti consecutive senza il benché minimo segnale che manifesti la presenza di pesce nella zona, la preoccupazione cominciava a farsi largo nella mente ... ok lo sapevo, lo sapevo che il posto era difficile, lo avevo apertamente sfidato alla partenza dichiarando “Go Big or Go Home”,  ma il sapore della sconfitta ha un gusto amaro che non volevo proprio assaporare … deciso a vendere cara la pelle ho insistito con caparbietà nelle mie scelte fino al limite della cocciutaggine, avevo scelto con tanta cura i tre spot e li avrei utilizzati fino alla fine.

La svolta della sessione è arrivata nella tarda serata del settimo giorno, quando una serie di violenti scossoni strattonano la canna posizionata nel sotto riva, dopo un lento tira e molla nel folto delle erbe il pesce si slama … la maledizione di Moisson  aveva colpito … l’unico pesce della sessione si era slamato …

Recuperando la lenza ho notato la presenza di muco sul terminale … meno male, ero di nuovo in gioco …  avevo slamato un siluro e non una carpa.

Poco dopo aver sostituito il terminale,  attentamente riposizionato l’innesco e pasturato con la barca, mi sono reso conto che il vento era calato, con il cielo stellato la luna piena illuminava a giorno la scena … il tempo di contemplarla un attimo e via … una breve partenza sulla canna più lontana … ferro ….niente da fare nonostante il piombo a perdere non viene … il pesce è incastrato nelle alghe, lentamente tenendo il filo in leggera ma costante trazione, raggiungo la posizione … c’è talmente tanta erba che sono costretto a toglierla dal filo con le mani … il pesce si libera e riparte, un lento combattimento dalla barca eeee vai….  la prima grande specchio di Moisson era a guadino e la maledizione scongiurata.

Dopo aver ricalato, la notte è proseguita tranquilla fino al mattino seguente, quando un terzo pesce si è deciso ad abboccare sullo spot da me creato, un siluro di piccole dimensioni indicava l’inizio dell’attività alimentare in tutte le tre zone pasturate.

Da quella notte in poi, è stata frenesia alimentare, con un susseguirsi di catture sugli spot a lunga distanza, ed in particolare …. sullo spot naturale, una serie di carpe di ottima taglia e piccoli siluri, nello spot artificiale, un’ interminabile sequenza di siluri.

Ad ogni cattura, corrispondeva una metodica sostituzione del terminale, una lunga remata per il raggiungimento dello spot, il riposizionamento degli inneschi e la pasturazione, praticamente due notti passate in barca a remare su e giù per il lago pasturando e riposizionando cocciutamente gli inneschi nelle stesse posizioni fino a quando, sullo spot artificiale, quello monopolizzato dai siluri, una strana partenza …, molto breve seguita da un continuo tremolio della punta della canna, pensando di aver agganciato un piccolo siluro, ho deciso di dare una leggera ferrata salendo in barca e una volta raggiunto lo spot, ho notato che il pesce era bloccato per metri e metri nelle alghe, tanto che per poterlo liberare ho dovuto prendere il filo con le mani.

Lentamente ho raggiunto lo shock leader facendo quasi aggallare il pesce avvolto in una palla di alghe prima che, con una potente codata riguadagnasse il fondo lavandomi completamente e trascinando la barca per un lungo tragitto semicircolare.

Ancora convinto di aver allamato un siluro, ma di generose dimensioni, infatti su quello spot avevo catturato solo gattoni, mi sono limitato ad assecondare le sue fughe poderose fino a quando stremato è entrato nel guadino avvolto in un ammasso di alghe…. Accendendo la lampada frontale ho intravisto parte della schiena … era una specchio di grosse dimensioni, ma a causa della massa di erbe che la ricoprivano non riuscivo a stimarne il peso.

Giunto a riva ho posizionato il materassino vicinissimo alla sponda e delicatamente ho cercato di alzare la rete per estrarre la carpa dall’acqua, non riuscendoci, ho intuito le reali dimensioni della cattura che con erba e tutto superava il peso da me sollevabile…dopo aver fatto un lungo respiro, con le mani tremanti ho iniziato a rimuovere l’erba dal guadino scoprendo poco a poco che, quello che avevo catturato era uno dei mostri sacri del lago, il secondo pesce più grande catturato a Moisson negli ultimi 20 anni …

BANZAIII !!!


Yes it was the second biggest fish catch on the lac but probably not the biggest because i have seen more when there are spawding

Cordialement,

 

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By Maurizio Cavallotti Team CCMoore Italia


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