Tecnica

Disturbo biotico

Di Quirino Riccitelli pubblicato il 20/01/13


Ho la fissa di mettermi al pc di notte e ripensare a quei momenti che vivo on the banks, rimembrando a freddo attimi e situazioni. Anche stanotte accendo il computer e noto che diversi video, disponibili su youtube, simili o in DVD, se fatti bene e non fake, mostrano le modalità e la sconcertante naturalezza con cui le carpe rigettano un innesco, oltre al significato di numerosi bip non seguiti dalla sperata sinfonia.  La matematica è una scienza esatta, la pesca ovviamente no, perciò togliamoci dalla testa di rispondere a domande che mai troveranno una risposta credibile, concentrandoci invece sul significato di “canne silenziose e canne movimentate”, in relazione a qualcosa che bazzica nei pressi dei nostri inganni. Biotico è il termine che si riferisce agli esseri viventi (anche vegetali), pertanto il titolo che ho scelto comprende diverse “classi di disturbo”, causa obbligo di sintesi ne valuterò un paio come esempio.  Cosa succede realmente in acqua? Questo è il vero nocciolo della discussione! Dopo il certosino lavoro di individuazione del nostro hot spot, pasturazione, montaggio di accampamento, attrezzatura, annessi e connessi, è proprio dopo aver fatto tutto, ma proprio tutto, che vorremmo avere una telecamera subacquea per vedere dentro la realtà liquida cosa si concretizza, sotto quel velo superficiale che l’occhio umano riesce a percepire con i suoi ovvi limiti. Sforzandomi, ad occhio nudo, il massimo che riesco a fare, non avendo possibilità di utilizzare attrezzature da ripresa costose ed ultramoderne, è riuscire ad osservare i Gerridi che si divertono a pattinare sul pelo dell’acqua, grazie a caratteristiche delle loro zampe e soprattutto al loro peso, inferiore alla resistenza dettata all’acqua dalla tensione superficiale. Ciò offre a questi comuni e curiosi insetti (Rincoti Eterotteri) la possibilità di pattinare qua e là, senza annegare nell’elemento liquido. Diamo per scontato che tutto è andato a buon fine: pasturazione, intercettazione dei pesci, in altri termini “vita” nella porzione d’acqua, bene, cosa può capitare a questo punto? Gli imputati, responsabili di bip vari e movimenti delle vette, sono numerosi. Il primo effetto della pastura in acqua è proprio quello di avvicinare pesci vari e altri animali nella zona calda, invitati al banchetto gratuito grazie alla nostra generosità nella precedente pasturazione. Pensate ad esempio ai gamberi killer o ai nostrani, essi talvolta causano bip (specie se peschiamo a corta distanza), oltre a fastidiose alterazioni agli inneschi, talvolta si impegnano fino al punto di vanificare il nostro lavoro, polverizzando letteralmente gli stessi. Il posizionamento dell’innesco in zone libere oppure in zone trafficate da disturbi di varia natura, farà selezione tra canne ferme e canne ballerine, o, se preferite, tra avvisatori muti e “parlanti” . Ovviamente risulterà estremamente complesso riuscire a distinguere zone con disturbatori e zone senza, una regola non esiste, consoliamoci del fatto che se c’è attività, potrebbero essere attive anche le carpe e andiamo avanti senza dare un senso a ciò che non potrà mai averlo. Per contrastare l’effetto noioso di agenti di disturbo viventi la calza offre la più ovvia soluzione, io rinuncio però ad essa, soprattutto quando i gamberi sono attivi al limite della sopportazione, ripiegando sulle tiger nuts che mi assicurano una tenuta impeccabile in ogni caso. Il periodo dell’anno e la temperatura spingono i gamberi ad essere attivi generalmente nel periodo mite, i cavedani in fiume tutto l’anno, nei laghi meno in inverno, scardole e pesci gatto un po’ tutto l’anno, con picchi massimi in primavera ed estate. Questo è ciò che la didattica impone, la realtà è ben diversa, ognuno vive la propria e la vede evolvere anno dopo anno, spesso distaccandosi dalle regole che rigidamente restano fossilizzate troppe volte, creando falsi miti e leggende surreali. Personalmente ho notato ad esempio che i gamberi restano attivi anche nel periodo invernale (la biologia li vuole invece rifugiati nelle tane a temperature basse), che i pesci di disturbo sono numerosi e diversi dai soliti noti, aggiungo ad esempio le trote. Storia assurda ma vera, ha come protagonista proprio questa specie, infatti in una cava pressata nel beneventano ho tirato su una trota ghiotta di boilies. Questa ed atre esperienze, indicano una realtà decisamente diversa e ben precisa: tutti gli animali si adattano a ciò che l’ambiente mette a disposizione, modificando la loro alimentazione a seconda delle risorse disponibili, magari di facile intercettazione e reperibili con un basso dispendio energetico, preferendo dunque fonti facili ed immediate. Non voglio dire che qualche pallina ingerita da una trota o distrutta dai gamberi crei competizione ai ciprinidi, piuttosto che tutte queste interferenze impongono una variazione nell’approccio delle nostre sessioni. Una guerra persa in partenza è l’illudersi di evitare i “disturbi vivi”, piuttosto dobbiamo limitarci a rendere la vita difficile ai “non bersagli”, impiegando strategie atte a giocare a loro sfavore; Nel periodo corrente siamo un pochino riparati sotto tutti i punti di vista, ma mai al sicuro. Durante la mia ultima sessione i gamberi spazzolavano a 6 metri di profondità i miei inneschi, incuranti della temperatura rigida e sfrontati come non mai, eppure questo non dovrebbe accadere in inverno. Usare il condizionale è per forza di cose un obbligo, perciò cerchiamo di capire come potremo agire in situazioni di alto disturbo.

Consigli: Probabilmente per noi carpisti il pesce più fastidioso è rappresentato dal pesce gatto, che si gioca il primato con scardole e cavedani. In quei bacini dove i pesci gatto abbondano utilizziamo tiger nuts, ma attenzione alle quantità (essendo auto-pasturanti è buona norma non esagerare). Riusciremo ad impiegare anche tigers aromatizzate, utilizzando le boilies solo per la pasturazione. La regola impone di limitare le quantità in inverno, sono d’accordo, ma in quelle giornate di attività elevata del no target fish, riuscire a sfamare scardole e simili, accanto al riuscire comunque ad intercettare baffute è prioritario. Quando dunque notate attività elevata non abbiate paura e cercate di saziare l’ingordigia dei non invitati al banchetto con method a palle e pastura addizionale, le carpe dovranno trovare sempre qualcosa sul fondo;
Utilizziamo inneschi duri e di diametro maggiore, i pesci gatto che spesso al pari dei gamberi riducono le boilies a brandelli inguardabili, prediligono boilies su basi di fishmeal, con aromatizzazioni cremose, speziate e al pesce, mentre non gradiscono allo stesso modo aromi fruttati (parlando sempre di boilies). In genere le boilies rappresentano comunque per i ghiotti gattoni, prelibati manicaretti, indipendentemente dalla loro composizione. Per questi motivi il mio consiglio è quello di preferire sempre e comunque mais cotto a dovere o granaglie dure (tiger nuts su tutto), soprattutto quando notiamo una particolare attività degli stessi e specie quando siamo a diverse decine di metri ed è una noia assurda dover recuperare una canna a lunga distanza con un disturbatore al lato opposto, che spesso nemmeno riesce a far emettere un mezzo bip all’avvisatore. Inneschi affondanti sono presi di mira indipendentemente dalle materie prime che li compongono, mentre inneschi bilanciati o galleggianti avranno mediamente vita più lunga, ma col tempo subiranno comunque deformazioni, a prova che i famelici invasori hanno avuto di che divertirsi. Come dicevo ad inizio articolo trovare una valida risposta a ciò che noi riusciamo ad avvertire fuori dall’acqua è impossibile, a noi non resta altro che goderci quegli attimi e sperare che tutto vada a trovare il meritato lieto fine, rappresentato da una carpa a guadino, anche se con boilies mezze distrutte e talvolta irriconoscibili. Buona fortuna e mi raccomando: non sottovalutate mai i disturbi biotici che troppe volte sono i veri e unici responsabili di cappotti che altrimenti non sarebbero arrivati ;)


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Commenti

Guido B. il 21/01/13
Ciao Quirino,articolo molto interessante....bello davvero. Spesso anche a me è capitato di ritrovare la pallina deformata pur essendo dentro la calza,chiara nota di disturbo "biotico",però quando ho usato la guaina termo con le boilies non ho mai avuto problemi senza dover usar le tiger. Chiaramente tutto cio dove non volevano saperne di abboccare alla granaglie se no anche io prediligo quest'ultime,proprio per non star ad usare la guaina,ma coe ho detto nei casi delle boiles sull'innesco me la son sempre cavata. ciao Quirino,complimenti di nuovo.


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