Digeribilità; ma ne parliamo mai?

di Eugenio Amore pubblicato il 28/11/11

 

Il carpfishing nacque dallo studio della meccanica con cui le nostre grufolatrici si alimentano e dalla sperimentazione pratica; in seguito si abbinò al capello l’utilizzo di esche molto dure e più grandi per selezionare la taglia delle nostre prede. L’estrema efficacia di questa tecnica ha portato gli angler più curiosi ed innovativi a studiare la composizione delle esche ed il condizionamento alimentare che  potevano avere sui ciprinidi in primis la carpa.

Per diretta conseguenza si è arrivati allo studio dell’ apparato digerente e quindi delle sostanze più indicati a favorire la digestione.

Come ormai ben sappiamo le carpe hanno la capacità, in particolar modo gli esemplari più grandi, di selezionare il cibo in base alle caratteristiche energetiche che i segnali olfattivi e gustativi le danno, creandosi una propria dieta direttamente dipendente dal microclima abitato; questo è molto importante per non interpretare male quello che io vi stò proponendo; la digeribiltà è sicuramente uno degli elementi fondamentali per produrre un esca di sicura efficacia, ma questa variabile da sola non da certamente rendimento nel tempo.

Facendo un semplice esempio di efficacia e digeribilità potremmo usare un mix 50/50 con una buona dose di dolcificante ed un pò d’aroma, otterremo ottimi risultati nell’immediato, ma con il passare dei giorni gli strike scemeranno progressivamente.

Per ottimizzare un esca bisogna utilizzare farine rinfrescanti con alta digeribiltà e proprietà energetiche e biologiche eccelse, in questo modo saremo certi che il pesce  a lungo andare continuerà ad alimentarsi con esse.

 

In queste prossime righe vorrei indirizzare la vostra attenzione su un argomento che ci sta molto a cuore, cioè il self made, in particolar modo vorrei approfondire il fattore DIGERIBILITA’.

Questo argomento l’ho affrontato anteponendo in primis la salute del pesce alla faciltà di cattura, sì facendo ho testato che il numero di partenze è direttamente proporzionale al benessere.

Naturalmente l’argomento si espande e prende corpo quando si andranno ad effettuare pasturazioni lunghe, da ¾ settimane a + mesi.

Le boilies di scarsissima qualità sono ormai quasi introvabili, le grandi e storiche ditte sono sempre più concentrate su esche naturali e ancor più importante ad attrazione naturale, limitando aggiunte chimiche, che dimostrato sul campo, limitano nel tempo l’efficacia dell’”alimento”.

L’utilizzo della parola ALIMENTO, avrà fatto storcere la bocca a tanti, ma che lo vogliate o no la boilies è di fatto      (se ben assemblata) il cibo più bilanciato che le nostre amiche possano trovare in un unico boccone.

A dimostrazione di ciò nei laghi francesi e tedeschi dove vengono catturati gli esemplari + grandi, le boilies sono diventate parte integrante della dieta delle grandi pinnute, proprio per la costante e continua pasturazione; questo ha fatto sì che raggiungessero pesi e dimensioni non auspicabili in condizioni normali.

L’analisi appena fatta dello sviluppo avvenuto alla boilie, mi ha portato ad isolare una precisa caratteristica, la digeribilità. Ritengo che sia il fattore più importante per rendere una boilie un integratore alimentare a lungo termine. Le variabili che possono influenzare questo fattore sono principalmente 3: qualità della materia prima, tipologia delle stesse e, molto importante, la cottura.

 

  Per quello che riguarda la qualità degli sfarinati possiamo soltanto rivolgerci a consorzi agricoli di fiducia ed inoltre quando è possibile cerchiamo di utilizzare confezioni sigillate da Kg. o frazione.

Si facendo limitiamo al massimo l’impiego di farine vecchie e con presenza di muffe.

Approdiamo subito all’analisi della tipologia delle farine digestive. Grazie alle scienza erboristica possiamo determinare, con una piccola ricerca, piante, spezie e cereali che possono fare al caso nostro.

Di seguito vi elenco i singoli componenti di quello che io ho definito il “cocktail perfetto” per ottenere una boilies super, sia dal punto di vista digestivo/nutrizionale che da quello  olfattivo/gustativo.

 

Coriandolo:

Il coriandolo è una pianta erbacea annuale rustica alta poco più di mezzo metro, le cui singole parti emettono un aroma particolarmente pungente. L'aroma di questa pianta, e dei suoi semi freschi, non è gradevole, anzi è repellente: foglie e semi freschi emanano un puzzo che ricorda quello delle cimici, ma i frutti maturando mutano e diffondono un profumo molto caldo e piacevole

Le proprietà del coriandolo sono affini a quelle dell'anice: l'infuso dei semi è digestivo e antidiarroico.

Dosi consigliate 50 gr./Kg.

 

Carruba:

La carruba è un legume atipico poiché contiene in prevalenza carboidrati.
Ha un sapore dolciastro che ricorda un po' quello del cioccolato, per cui può soddisfare la voglia di dolce, senza esagerare con le calorie e i grassi..La carruba è diventata popolare nel settore dell'industria alimentare negli anni 80, la polpa è priva di caffeina e viene utilizzata per ricavare il "carcao", che è un succedaneo del cacao a basso contenuto di grassi, mentre il "semolato" è la farina di carrube ottenuta facendo essiccare la polpa e poi tritandola.La farina di seme di carruba e’ un prodotto ad altissima viscosità. Ha la proprietà di assorbire acqua fino al 40%, e ciò ne fa un ottimo addensante, stabilizzante ed emulsionante.

Dosi consigliate 100 gr./Kg.

 

Finocchio:

Il finocchio selvatico è un'erbacea perenne rustica, di buon valore ornamentale, e di considerevoli dimensioni, supera infatti il metro d'altezza, che ha un profumo molto più intenso di quello del finocchio coltivato. Ogni sua parte è commestibile: seme, radice, stelo, foglia.

Il finocchio favorisce la digestione e riduce le flatulenze.

Dosi consigliate 100 gr./Kg.

 

Fieno Greco:

Nel panorama dei prodotti erboristici il fieno greco si distingue da tutti gli altri per la virtù di favorire il ricambio delle cellule, contrastando la diminuita capacità di rinnovare i tessuti che è la causa principale dell'invecchiamento.

Dosi consigliate 150 gr./Kg.

 

Erba medica:

 

Famiglia delle Leguminose
Ha i fiori violetti, Il nome arabo "alfa-alfa" significa padre di tutti i cibi. L’erba medica e’ stata impiegata per anni come alimento per gli animali erbivori, solo da poco viene impiegata anche come alimento umano, e’ un legume come i fagioli e i piselli, di questa pianta si consumano sia i semi che le foglie che lo stelo. E’ una delle piante piu’ antiche della famiglia dei legumi, la sua storia e’ antica di millenni, sembra accertato che la ricchezza dei suoi valori nutritivi risieda nel fatto che le sue radici scavano profondamente il terreno, alla ricerca dei MINERALI sepolti sotto la radice del suolo. Le sue radici sono lunghe in media dai 3 ai 6 metri, e si ha anche notizia di radici eccezionalmente lunghe fino a 39 metri. E’ una pianta perenne, cresce facilmente in ogni tipo di terreno, e quasi sotto ogni clima., Bower, un americano ha dedicato anni di studio intorno all’erba medica come alimento per il consumo umano.

La pianta è ricca di clorofilla, insieme ad orzo,  frumento, e  spirulina, aiuta nell'anemia, nelle emorragie, nella gastrite.

Agisce sul sistema immunitario grazie alla sua abilità di contrastare le infiammazioni, utile nelle infiammazioni. E' diuretica. E' anti radicali liberi, per la presenza di Manganese, Rame e Zinco.

Dosi consigliate 200 gr./Kg.

 

Curcuma:

Pianta erbacea perenne dal caratteristico rizoma di colore giallo, originaria dell'Asia meridionale, dell'India e dell'Indonesia, coltivata anche in Africa, Antille e Brasile,Haiti, Giamaica, i fiori, infiorescenze a spiga,   o sono bianchi o sono gialli . Il nome deriva dal Sanscrito "Kum-kuma", è l'ingrediente principale del curry indiano  e si usa anche nella mostarda. Si impiega nella Medicina Ayurvedica come depurativo generale, come rimedio digestivo, in presenza di febbre, infezioni, dissenteria, artrite, itterizia e vari disturbi epatici. E’ utile anche del cancro perchè sembra che  inibisca la crescita delle cellule tumorali dei linfomi e come preventivo, è di aiuto  anche per i PARASSITI INTESTINALI in quanto combatte i protozoi ed è utile in presenza di dissenteria. La Medicina Cinese, impiega la curcuma per problemi epatici e alla cistifellea, per le emorragie, per le congestioni al petto ed i disturbi mestruali, nelle flatulenze, nel sangue delle urine, nel mal di denti,nelle contusioni e ulcerazioni  ( per uso esterno).
La polvere delle radici giallo-arancio della curcuma diventano rosso-marrone in presenza di costituenti chimici alcalini (si impiegava per il test di alcalinità, oggi si impiega la cartina tornasole) Il rizoma è di aiuto  nei processi digestivi,  per le proprietà coleretiche e colagoghe, ed anche come  stimolante anche l'appetito.

Dosi consigliate 40 gr./Kg., è estremamente importate non eccedere perchè rischiamo di invertire le spettacolari caratteristiche di questa spezia da positive a estremamente negative.

Naturalmente tutte le caratteristiche indicate sopra derivano da studi condotti sull’uomo, ma grazie al supporto di un ittiologo, ho estrapolato le informazioni e caratteristiche che più si conciliano

Le caratteristiche sopra elencate sono abbastanza esaudienti non credete? Fate una miscela con queste farine (DigestivMix) poi tagliate un Vostro Mix bilanciato in questo modo:

65 % Vostro Mix

35 %  DigestivMix             oppure

60 % VostroMix

30 %  DigestivMix

10% Farina di pesce bianco.

Non aggiunge aromi, vi accorgere da soli che non serviranno, solo dolcificante!!

Il benessere che un simile mix porta alla salute del  pesce è immenso, questo lo indurrà ad abboccare con frenesia, il riscontro lo otterrete soprattutto nel tempo, quindi pasturiamo con pazienza, le nostre amiche ci saranno veramente grate ed avremo sicuramente l’opportunità di rincontrarle più volte e magari più grosse!!






Commenti

Icona utente filippo alberghini il 30/01/14
ciao Eugenio....apprezzo molto l'articolo nel suo contenuto... meno le digressioni mediche molto generiche e che non apportano niente di significativo all'argomento... scusa, deformazione professionale..ciao Filippo
Icona utente daniele il 31/12/11
Caro Eugenio mi hai dato delle buone dritte!!!Non mancherò di mettere in pratica i tuoi consigli,l'aglio e il peperoncino sono già pronti...Grazie e tanti auguri!
Icona utente Eugenio Amore il 30/12/11
Ciao Daniele, scusa il ritardo nel risponderti, ma ero in giappone nella citta' di Sampei Yokote ... è stato proprio emozionante. Vabbè veniamo a noi, allora ottima idea quella dell'olio e spezie, un consiglio, mixa le due cose e poi porta l'olio ad una buona temperatura per un pò ad occhi aumenterai la capacità dell'olio di assorbire le essenze delle spezie; ti consiglio un olio vegetale di cerali e frutta che produce carapelli. Poi l'olio è un ottimo ingrediente con ottime proprieta nutritive, occhio per. che fa si che gli aromi dell'esca si disperdano quasi esclusivamente in verticale a causa della leggerezza di quest'ultimo, questo per dirti che in inverno è meglio utilizzare un pò di aroma in alcool o glicole per agevolare la catturabilità dell'esca, basta poco. In estate gli olii sono perfetti anche perchè la temperatura ne aiuta l'uscita dall'esca. Per quello che mi riguarda particolarmente in inverno tendo a confezionare esche con un mix secco molto leggero e digeribile, ma con la parte liquida molto nutriente (olii di pesce, CLS, extratto d'alga, etc.) per una quantità massima però di soli 15/20 ml. a litro, questo per agevolare la digestione che in inverno è molto lenta e faticosa. Sicuramente alcuni olii non aiutano il mix a legare, ci vuole un pò più di pazienza ma ne vale la pena! spero di esserti stato di aiuto. ciao
Icona utente Marcucci Paolo il 16/12/11
Scusami pensavo che fosse un mio amico é questo il problema di non mettere il cognome, e per la marcia in piú sono d´accordo con te l´ho fatto sempre.
Icona utente daniele il 15/12/11
Caro Paolo,io abito a cavallo tra le province di treviso e venezia,quindi Zero,Dese,Sile e non contiamo le cave!Purtroppo la fase delle mega pasturazioni con catture facili è passata.Forse sono cambiato anche io,sono passato senza accorgermene a pescare sempre più diverso dagli altri.Però in queste mie acque sempre più battute serve una marcia in più rispetto agli altri,quindi dopo aver provato diverse mie basi aromatiche volevo sentire l'opinione di un esperto
Icona utente Marcucci Paolo il 14/12/11
Danie´ ma quando mai ci siamo preocuppati con il dosaggio o le quantitá, era ed é tutto a chili, cumino, coriandolo, peperoncino, etc etc tutti a buste intere, dentro a chili e chili di base, tante, tantissime boiles e anche una quantitá assurda di carpe, sempre boiles differenti sempre un´idea nuova e sempre grandi successi. gli ml i cucchiaini e che siamo farmacisti? io e te abbiamo cucinato la vita intera in grandi quantitá ed adesso i dosaggi?
Icona utente daniele il 13/12/11
Signor Eugenio le volevo fare una domanda: ho provato a mettere 250 gr di spezie miste in un vasetto con 250 ml di olio alimentare e lasciato riposare per un paio di mesi.Inserito nel mix in dose di 20 ml x kg ho notato che il mix aveva la tendenza a slegare,però buon profumo e solita resa.Lei ha mai provato ad aggiungere oli o altri liquidi alle spezie?Sono ormai 5 anni che non compero più aromi e sicuramente i risultati sono aumentati,però molte volte non si riesce a capire il dosaggio ottimale delle spezie,quindi ottimo articolo!!!

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