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Dichiarazione dell'Assessore regionale Tiberio Rabboni sull'alloctonia

Di Redazione pubblicato il 06/08/14

"..Dopo le notizie diffuse dagli organi di stampa a proposito dei contenuti della bozza del nuovo regolamento attuativo della Legge regionale, sula pesca in acque interne recentemente discussa in Commissione Consultiva, è utile fare alcune precisazioni.
Intanto NON è stata presa alcuna decisione.
Il parere della Commissione è CONSULTIVO ed il regolamento prenderà forma e sarò attivo solo dopo il via libera e l'approvazione di altri organi come la Giunta e l'Assemblea Legislativa regionale.
Questo non avverrà prima dell'inizio del nuovo anno.
In secondo luogo la disputa dell'alloctonia o autoctonia della carpa NON E' MATERIA di competenza della regione nè tantomeno, della Commissione Consultiva.
Sull'argomento si è espressa la Corte Costituzionale nel 2009 contro una decisione del Veneto che aveva deliberato il carattere para Autoctono della carpa, Pesce Gatto e Trota iridea.
La Corte Costituzionale accolse il ricorso del Governo ANNULLANDO la delibera della Regione Veneto perché questa competenza è ESCLUSIVA dello STATO  che ne sancisce l'alloctonia.
In terzo luogo la bozza del regolamento regionale riconosce l'interesse alieutico, storico e culturale della specie Carpa e la sua secolare presenza sul territorio regionale e 'importanza dell'attività di pesca da parte degli appassionati presenti sul territorio.
Prorpio per questo, distinguendo tra immissione e reimmissione, la medesima bozza contempla la reimmissione della carpa, dopo la cattura. Le Province, attuali e future, ne disciplineranno le modalità sui singoli corpi idrici...."


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Commenti

Carlo Benaglia il 08/08/14
Uno spunto di riflessione. E' evidente che la sentenza delle Corte Costituzionale parla chiaro e non si può certo negare la scienza pretendendo che qualche ittiolgo asserisca che la carpa è una specie autoctona. Tutto ciò premesso mi domando se non sia però auspicabile a livello di Regolamento Attuativo delle Legge Regionale, introdurre il concetto di "non dannosità" o "acclimatamento" di una specie alloctona (esitono pareri autorevoli in merito e precedenti legislativi in altre realtà geografiche italiane)e, sulla base di suddetta logica, prevedere specifiche limitazioni in materia di prelievo. Perchè, diciamolo, il problema vero non è la possibilità o meno di reimmissione ad opera dei pescasporti di suddette specie (per questo, come da italica tradizione, si trova sempre una soluzione o una "gabola") quanto l'autorizzazione ad un prelievo incontrollato ed illimitato che, di fatto, deriva dalla semplice distinzione tra autoctoni ed alloctoni (ergo la legalizzazione della pesca di frodo mediante semplice possesso di licenza di tipo B). Daccordo che resta la possibilità di intervenire in tal senso attraverso regolamenti locali e/o Provinciali, ma , si sà, tra il dire il ed il fare c'è di mezzo il mare. Le Province, del resto, sono ormai da mesi in un limbo che prevede accorpamento e riduzione numerica delle medesime (chi sarà in futuro l'organo competente per legiferare localmente?...con chi ci dovremo rapportare per dar voce alla nostre idee?). Non vorrei mai, che, per stessa ammissione di pescatori più o meno di professione, più o meno stranieri e intervistati in maneira più o meno ufficiale, nel frattempo ci "svuotino il Po" (visto che sostengono di poterlo fare in pochi anni).


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