Diario di un carpisti

di Thomas Santandrea pubblicato il 29/04/17

“E' tutto pronto macchina carica, gli ultimi accorgimenti, l'ultimo controllo all'attrezzatura per vedere se manca qualcosa, e come immaginavo non ho caricato il borsone con la minuteria, “cavoli” per fortuna ho riguardato bene al garage perché anche il secchio con le granaglie lo stavo per lasciare a casa”. Quanti di noi in testa hanno questa scena dopo aver caricato la macchina, beh..., credo che ogni carpista prima di partire o addirittura arrivato sul posto si sia dimenticato qualcosa. Ahimè capita spesso ed è per questo che, ogni volta che mi appresto a partire per una lunga sessione, dove le cose da portarsi dietro sono molte, controllo e ricontrollo il tutto per essere certo di non essermi dimenticato nulla, ma alla fine c'è sempre qualcosa che rimane a casa nel dimenticatoio. Questa è la vita di noi carpisti, di persone unite da una passione sfrenata per il carpfishing, uniti dallo stesso battito del cuore che ogni volta che si sta per partire per un una nuova avventura batte all'impazzata e quasi si ferma quando di fronte a noi ci appare lo specchio d'acqua tanto desiderato.  Tutto ha inizio mesi prima quando con l'amico fidato, il socio, il compagno di pesca, oppure con la propria ragazza (chi ha la fortuna di avere la compagna carpista è molto fortunato) si incomincia a programmare la sessione di pesca. Il tempo non passa mai e si pensa solo al giorno in cui si partirà per una nuova avventura. Tutto è soggettivo alcuni ci pensano solo qualche giorno prima della partenza altri invece iniziano a fremere settimane prima. Il controllo meticoloso dell'attrezzatura, verificare se tutto è a posto e soprattutto la sera dopo lavoro si iniziano a preparare i terminali e le esche. Ricordo quando ero all'inizio della mia “vita” da carpista, le sere passate a studiare i vari terminali sulle riviste di carpfishing, cercando di mettere in pratica ciò che stavo leggendo, sere e sere passate a cimentarmi con ami e filo, con la mente già alla prossima pescata.  Sono passati anni da quelle sere passate, ma ancora oggi la passione e la voglia sono sempre le stesse di quando ero ragazzino e sognavo di abbracciare una carpa di canale. Il momento della partenza si avvicina e mancano ancora alcune cose essenziali per la sessione: le esche. Ci si trova alla sera in garage a preparare accuratamente i mix e si rolla fino a notte inoltrata per cercare di avere tutto pronto per la sessione. Si mangia una pizza in compagnia del compagno, si beve una birra e poi via a stendere le boiles per metterle in essicazione. La serata si conclude con quattro chiacchiere e poi via a letto a fare il conto alla rovescia.  Sono tutte situazioni che ognuno di noi ha vissuto o vive tutt'ora, fanno parte della nostra passione vera, sana e ricca di valori che aiutano a crescere sia come pescatori ma soprattutto come uomini. Si fanno nuove amicizie, si incontrano nuove persone, si vivono nuove situazioni che  vanno ad arricchire il nostro bagaglio tecnico portandoci ad avere sempre più esperienza, quell'esperienza che un domani sarà nostro dovere trasmettere ai nostri figli. Questa non è una semplice passione, ma un turbinio di emozioni che ci portano a vivere a stretto contatto con la natura e con ciò che amiamo fare. Manca sempre meno alla partenza, gli ultimi messaggi per accordarsi su chi dei due va a fare la spesa e sulle raccomandazioni del caso: “mi raccomando abbonda con le birre e non dimenticarti il caffè”.  Che ci vuoi fare, siamo ragazzi eterni giovani con lo spirito e la voglia di divertirsi in ogni momento e in ogni situazione con davanti il nostro sogno, uno specchio d'acqua. Un ultimo sguardo alla macchina per controllare se tutto il necessario è stato caricato e poi ci si accorda sull'orario della partenza, la voglia è tanta e quindi, come sempre accade, l'orario del ritrovo è molto presto, un'ora prima dell'alba. La notte prima della partenza i pensieri e le emozioni non ci fanno dormire, ci si rotola nel letto, di tanto in tanto si guarda l'orologio sperando che si già l'ora e molto spesso non serve la sveglia, perché è talmente tanta l'adrenalina che ci svegliamo molto prima dell'ora stabilita. Ancora oggi dopo tanti anni che pratico questa magnifica disciplina, le sensazioni sono le stesse dell'inizio, il cuore batte al solo pensiero di trovarmi sulle sponde di un grande lago o un canale, sensazioni forti che solo i veri appassionati sanno cosa vogliano dire. Tutti i pensieri negativi ci scivolano via e la mente è concentrata solo alla sessione che ci apprestiamo ad affrontare. È davvero incredibile come le passioni possano farci vedere sempre positivo e farci sorridere sempre, al di là di come andrà a finire, saremo liberi di vivere il nostro hobby senza pensieri negativi. L'ora è arrivata, finalmente dopo mesi e settimane passate a preparare tutto il necessario per la partenza siamo giunti al momento di ottimizzare e mettere in pratica tutta la nostra voglia di pescare. È ancora buio, mentre seduto nella sedia del mio garage, aspetto il socio che, ahimè, spero non si sia addormentato, controllo il cellulare, gli mando un messaggio e per fortuna mi risponde: “sto arrivando”. L'alba è ancora lontana, il silenzio della notte e il pensiero di essere tra poche ore libero sulle sponde a fare ciò che amo mi fa impazzire di gioia. Questa è la vera essenza della nostra tecnica, vivere di continui pensieri  alla ricerca di una cattura che ci possa fare urlare di gioia.  Il viaggio inizia, al primo autogrill ci si ferma per un caffè caldo e una ricca colazione, ci si rimette in viaggio verso la nostra meta, tanto parlata in queste settimane. Durante il viaggio non si fa altro che parlare della sessione, di come impostarla, di come montare il campo e soprattutto del meteo che si spera sia clemente. Quanti di noi prima di partire controllano il meteo? Credo chiunque, fa parte della nostra passione perché vivendo a stretto contatto con la natura siamo direttamente influenzati dalle condizioni meteorologiche, di conseguenza  controllare la situazione prima della partenza fa sempre bene. L'alba è davanti a noi, il sole piano piano si alza e illumina la nostra giornata, la meta si avvicina e crescono i brividi sulla schiena. Un'ultima rotonda, un paio di curve, le montagne intorno e poi in lontananza... eccolo! maestoso, imponente e semplicemente meraviglioso. Le sensazioni sono forti e i pensieri volano all'interno di quello specchio d'acqua, quando arriviamo sulle rive la prima parola che ci esce dalla bocca è: “fantastico!”. Ci guardiamo negli occhi pieni di gioia e si incomincia il duro, ma bellissimo, lavoro della sistemazione del campo.  In poche ore è tutto sistemato e si può iniziare davvero a fare sul serio, si scandaglia e si posizionano i segnalini pronti a essere pasturati per la notte. Uno dei momenti più belli del carpista è il posizionamento delle esche, fatto in maniera maniacale e precisa perché da essa dipende l'esito della sessione. È quasi sera e il sole si appresta a tramontare davanti a noi, un ultimo sguardo alle canne, qualche scatto con la digitale per immortalare lo spettacolo che abbiamo di fronte e poi via a prepararci un caffè caldo. L'attesa è il momento in cui viaggia la nostra mente, pensieri continui sperando di aver fatto tutto al meglio e che soprattutto le nostre amiche siano in attività. Chiusi al caldo del nostro bivvy si chiacchiera del più e del meno, della nostra passione aspettando una tanto sognata partenza. “Il cuore batte, le gambe tremano, il mio pensiero è solo tuo, lo sguardo rivolto al cielo pensando a te, poi in un attimo, in un momento tutto cambia, il rumore lento della frizione ti aumenta i battiti del cuore….le gambe vanno da sole, la mano veloce ferra e inizia la passione, abbracciarti dopo averti immaginato”.

Questo è ciò che prova il carpista, non un semplice appassionato, ma una persona con dei valori veri e sani che accompagnano la sua vita, tramandando le proprie emozioni alle generazioni future, ai giovani che si stanno avvicinando a questa meravigliosa tecnica. Ho voluto scrivere un semplice articolo, un semplice racconto, in cui credo molti di voi si siano immedesimati. Una serie di situazioni che ognuno di noi ha vissuto e vive tutt'ora prima di partire per una sessione di pesca. Viviamo al meglio il nostro hobby, senza rancori e senza invidie per chi magari è più bravo di noi, impariamo da chi ha più esperienza cercando di mettere in pratica gli insegnamenti dei più “vecchi”, rispettandoli, perché si è prima grandi uomini poi grandi pescatori. Il carpfishing attuale sta vivendo momenti difficile e vedo sempre più appassionati che litigano tra di loro, invece di rimanere uniti e forti per cercare di combattere le dure battaglie che ogni giorno ci capitano davanti ai nostri occhi, si cerca sempre la polemica e si punta il dito contro l'uno piuttosto che l'altro. Le grandi guerre si sono vinte con giuste alleanze e molte volte allearsi con chi non la vede come noi, ma che vive la nostra stessa passione porta a grandi vittorie. Ricordiamoci che questo che stiamo vivendo è un bellissimo, sano e avvincente hobby, niente di più.






Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)