Boilies E Mix

Dentro le spezie

Di Gigi Biagiola pubblicato il 11/10/11

Estratte dai frutti, corteccia e semi di piante quasi esclusivamente di origine tropicale, un tempo le spezie erano molto utilizzate non solo per insaporire cibi, ma anche per ottenere tisane, decotti, infusi o impacchi lenitivi. Infatti, le spezie hanno una lunga lista di effetti benefici, ma c’è da dire che molti di questi effetti, sono possibili grazie a sostanze che possono venire inibite o deteriorate dalla macinatura, dall’essiccazione e dalla cottura. Per mantenerne il più possibile proprietà ed aroma andrebbero quindi utilizzati prodotti freschi o appena macinati, magari procurandoceli in erboristeria, per poi procedere con una cottura delle esche esclusivamente al vapore, senza superare i tempi strettamente necessari all’impasto che stiamo preparando.

L’utilizzo delle spezie è molto apprezzato sia nella produzione casalinga, sia nelle produzioni aziendali di mix e boilies ready made, particolarmente su esche addizionate di farine animali, fondamentalmente per tre loro caratteristiche: effetti, gusto e attrazione.

La prima caratteristica fa riferimento alla capacità di stimolare la peristalsi intestinale, e la secrezione di enzimi e succhi che partecipano alla digestione delle sostanze nutritive. Il metabolismo è un processo molto complicato, ma possiamo semplificarlo dicendo che la carpa assimila con più facilità gli zuccheri semplici e le proteine, in particolare di origine animale (da qui la scarsa digeribilità del glutine), mentre trova difficoltà con grassi e carboidrati complessi (amidi e cellulosa), nasce così l’indiscutibile esigenza di utilizzare farine vegetali esclusivamente precotte o tostate, abbondare con i pastoncini e combinare farine animali predigerite con i fish meal più classici. Questo per dire che la ricerca di una boilies digeribile nasce comunque dall’utilizzo equilibrato di ingredienti che le carpe riescano ad assimilare senza eccessivo sforzo, e che l’aggiunta di spezie va intesa come un ulteriore aiuto, e non come la cura contro le esche di difficile assimilazione.

Altra caratteristica interessante delle spezie, sta nel loro potere attrattivo, giustificato sia dall’impronta gustativa molto gradita alle carpe, sia dal loro contenuto di alcaloidi, sostanze organiche che la carpa trova molto allettanti. Questa classe di principi attivi è tra gli artefici delle proprietà delle spezie, ed è quella che induce maggiori effetti negli organismi animali già a bassissime concentrazioni. Di non minore importanza è comunque la loro capacità di aromatizzare ed esaltare le fragranze degli altri componenti del mix, effetto che riusciamo ad ottenere anche con dosaggi molto bassi. Per capire questo basta impastare del semolino e un pizzico di spezie, in modo da renderci conto quanto riescano a marcare un impasto.

Per avvalorare l’evidenza che, bassi dosaggi sono sufficienti per servirsi delle caratteristiche utili di questi ingredienti, non potremmo non aggiungere le controindicazioni di alcune spezie, riferendoci a test per lo più effettuati su ratti o persone, ma che possono comunque farci riflettere sull’uso che ne andremo a fare. Alcune erbe e spezie vanno infatti usate con cautela, perchè dosaggi eccessivi possono procurare problemi al pesce, come pure un retrogusto amaro al prodotto finito. Lo stadio tossico di alcuni principi attivi, può comunque essere scongiurato grazie ad una precedente fase di repulsione verso queste sostanze, ed ecco che calcare la mano diviene doppiamente sconsigliato, e non soltanto per esche destinate a pasturazione preventiva. Vorrei sottolineare questo punto, perché non è raro che si utilizzino le spezie anche in dosi superiori al 10% del mix finale, mentre reputo ragionevole non superare il 2 o 3%, dosaggio oltre il quale andremo oltretutto a togliere spazio ad ingredienti più utili per la meccanica o la nutritività del mix.

Di seguito una piccola lista delle più comuni, reperibili e maggiormente valide per i nostri scopi, con una sintetica selezione delle caratteristiche che più ci possono interessare, in modo da poter individuare combinazioni adatte a migliorare il gusto, prerogativa degli oli essenziali che, contenendo soltanto le sostanze aromatiche e volatili delle piante, spesso sono privi dei principi attivi, e utili ad aiutare l’assimilazione delle sostanze nutritive delle nostre esche, che viceversa è una caratteristica riscontrabile spesso soltanto nelle esotiche polveri.

Aglio - É una pianta erbacea, il cui bulbo e i suoi preparati hanno una lunga serie di proprietà benefiche, e sono praticamente sprovvisti di tossicità. Il più importante principio attivo di questa erba è l’Allicina, che è responsabile del tipico odore dell'aglio, ed è considerata il più potente battericida naturale che si conosca, purtroppo però si degrada molto rapidamente e viene distrutta durante la cottura assieme alle sue proprietà. Ne rimane in pratica un ingrediente quasi esclusivamente di gusto, molto gradito alle carpe, che lega particolarmente con mix che hanno una forte nota di pesce o fegato. Si dice che sia particolarmente apprezzato dalle carpe a specchi, ma la cosa certa è che gli amur lo adorano. Le dosi consigliate vanno dai 5 ai 15 gr per kg di mix, ma facciamo attenzione, perché può procurare problemi meccanici in fase di lavorazione dell’impasto. Infatti, in dosi elevate tende a far spezzettare l’estruso. Alla luce di tutto ciò sembra preferibile utilizzare qualche goccia di olio essenziale.

Cannella - Oltre ad essere molto aromatica, il suo principio attivo mima l'attività dell'insulina, interagendovi ed aumentandone notevolmente la capacità di scomporre zuccheri, migliorando il metabolismo dei carboidrati e grazie alla stimolazione dell’enzima tripsina, anche delle proteine. Nelle terapie naturali, la dose ideale di assunzione sembra essere da 1 a 3 g al giorno per un uomo adulto. Assunzioni eccessive possono provocare effetti collaterali come nausea e vomito, fino ad una moderata tossicità per fegato e reni. Questo a causa della Cumarina, che è un aroma naturale contenuto in più alta concentrazione nell’economica cannella Cassia, al contrario la più pregiata cannella di Ceylon ne contiene quantità trascurabili ed è considerata una pianta medicinale, dalla quale si estrae l’olio essenziale. La Cannella è senza dubbio molto apprezzata, sia da tutti noi che dalle carpe, per la forte impronta gustativa ed aromatica che riesce ad imprimere alle esche, a grandi linee con 20 gr per kg di mix. Ma ipotizzando che un pesce assuma 150gr al giorno di queste boilies assorbirebbe 9 mg di sostanza attiva, innocua per un uomo di 90 kg! Corriamo così il rischio di procurare disturbi al pesce, magari durante una campagna di pasturazione, ed il buon senso dettato anche dall’etica, dovrebbe suggerire l’utilizzo di qualche goccia di olio essenziale, che non contiene cumarina, e se non siamo sicuri di procurarci la Ceylon, appena un paio di grammi per giovare delle proprietà.

Cumino - Se possibile è bene utilizzarne i semi macinati al momento, poiché tendono facilmente a perdere il proprio aroma, che ricorda la scorza del limone. Le proprietà e l’aroma del Cumino derivano dal suo contenuto di Carvone e di Limonene, che compongono l’olio volatile dei semi, la cui solubilità suggerisce un’attenta cottura al vapore per mantenerne inalterate le proprietà. Vista la sua scarsa tossicità viene impiegato anche in pediatria, ma è meglio non abusarne per le sue incredibili doti odorose, che potrebbero compromettere l’equilibrio aromatico dell’esca finita, imprimendogli tra l’altro un retrogusto molto amaro. Da questa pianta nasce un ingrediente da considerare, ed introdurre nel mix in dosi tra i 5 e i 15 gr per kg.

Curry - La formulazione classica del Curry, anche detto Masala, comprende Pepe nero, Cumino, Coriandolo, Cannella, Curcuma, ma anche Chiodi di garofano, Zenzero, Noce moscata, Fieno greco, Peperoncino e le foglie di Curry dalle quali deriva il nome alla miscela, che viene poi tostata e macinata. Molto interessante l’alta presenza di Curcuma, una spezia della famiglia dello Zenzero, e la presenza del Pepe nero, che aumenta l’assorbimento della Curcumina, l’alcaloide che conferisce alla spezia qualità terapeutiche eccezionali. Peccato sia poco stabile, quindi sarebbe preferibile utilizzarla cruda. A seconda della miscela di queste spezie, il Curry assume una sua qualità particolare dal gusto più o meno forte, si avrà così un Curry "mild" mediamente piccante, o "sweet" che contrariamente a quanto il termine potrebbe far pensare, indica quello molto piccante. Non conferisce alle nostre esche un’impronta aromatica e gustativa particolarmente marcata, ma se siamo alla ricerca di una miscela di spezie pronto uso, inserirne dai 10 ai 30 gr in un kg di mix, può essere una soluzione da tenere in considerazione.

Noce moscata – Visto che una volta macinata perde rapidamente i suoi oli volatili, responsabili degli effetti terapeutici che possiede, andrebbe utilizzata macinando le noci al momento. Assumendola però in dosi elevate, superiori ai 2-5 grammi (in relazione alla sensibilità individuale, alla taglia corporea, all'età e alla freschezza del prodotto), la noce moscata può dare effetti collaterali già con una singola assunzione. Superando la dose limite di 20 gr diviene tossica, provocando febbre, nausea e vomito, convulsioni e forti dolori, fino a gravi disturbi psichici ed effetti allucinogeni con assunzioni sconsiderate di 70-150gr. A causa dei numerosi effetti collaterali che si manifestano ad alti dosaggi, la noce moscata non trova spazio nella moderna fitoterapia e credo che non sia molto adatta neanche a migliorare esche da carpa, persino se si abusa dell’olio essenziale, in quanto contiene i principi attivi che causano i disturbi citati. In questa forma, viene comunque commercializzato da molte aziende, che ne suggeriscono dosaggi testati dall’alba dei tempi e quindi sicuri.

Pepe nero - Dipendentemente dello stadio di maturazione, di raccolta e del tipo di lavorazione, abbiamo le diverse varietà di pepe: pepe nero, pepe bianco, pepe verde e pepe rosso, quello nero è il meno aromatico ma più piccante. La piccantezza del pepe e le sue proprietà sono date fondamentalmente dalla piperina, un alcaloide contenuto in quasi tutte le specie di pepe. Al pepe si attribuiscono capacità stimolanti per gli enzimi, proprietà antisettiche ed appetenti, e la capacità di aumentare l’assorbimento dei principi nutritivi. Il pepe non è tossico ma non si deve esagerare nel suo utilizzo, perché in dosi elevate può causare irritazione della mucosa gastrica, forse è per questo che una volta un carpista mi raccontò di boilies addizionate con 50 gr di pepe nero, e di carpe che le rifacevano miste a sangue, ma quanto gli piacevano disse! Il pepe nero macinato fresco è quindi un ottimo ingrediente per le nostre esche, ma solo se inserito in dosi tra i 5 e i 10 grammi per kg di mix. Se ricerchiamo un’impronta gustativa maggiore utilizzeremo anche qualche goccia di olio essenziale, più aromatico e dolce del frutto, ma privo di piperina e delle sue proprietà.

Peperoncino - Il peperoncino appartiene alla famiglia delle solanacee genere capsicum, particolarmente ricca di alcaloidi. All'interno di questo genere, ritroviamo tutte le varietà di peperoncino che conosciamo, quali ad esempio la paprika, il tabasco e il pepe di cayenna, quest’ultimo è il più ricco di capsacina, l’alcaloide responsabile del gusto piccante del peperoncino. I capsaicinoidi sono alcaloidi incredibilmente stabili che restano inalterati per lungo tempo, anche dopo disidratazione cottura e congelamento, e questo li rende ancora più interessanti. Teniamo presente che non bisogna abusarne in quanto in dosi eccessive può causare infiammazione gastrointestinale e renale, ma sarà la capsacina stessa ad impedirne un abuso, in quanto un’eccessiva piccantezza rende repellente un alimento sia per noi che per le carpe, soprattutto dopo assaggi ripetuti. É consigliabile utilizzarne appena 5 o 10 gr per kg di mix, sufficienti per giovare delle sue proprietà, e donare alle esche quella nota piccante che piace anche alle carpe.

Robin red - Il robin red è un pastoncino arricchito da una miscela di spezie ben ragionata, oli ed un carotenoide, ossia un pigmento organico che gli conferisce il tipico colore bordò, che può essere identificato nella carophilla o nell’astaxantina. I carotenoidi, assieme agli alcaloidi contenuti nelle spezie, donano a questo pastoncino le ben note doti attrattive e miglioratrici della digestione, che si attribuiscono a questo ingrediente dal gusto molto marcato e dall’aroma che ricorda la paprika. Cito questa miscela perché, quando siamo alla ricerca di un’esca speziata, è senza dubbio il re degli ingredienti, che ci può evitare di creare miscele fai da te, sicuramente meno efficaci. Nei mix che includono molto robin red, difficilmente trovano ragionevole spazio altre spezie, se non estratte in olio essenziale. La dose consigliabile varia tra i 50 e i 100 gr per kg di mix.

Zenzero - Viene coltivato come pianta medicinale fin da tempi remotissimi, ed è utilizzato essenzialmente come rimedio per le problematiche a livello gastro intestinale, infatti, è considerata la migliore spezia utile alla digestione. Lo zenzero non ha particolari controindicazioni né effetti spiacevoli. Il suo composto attivo è il gingerolo, un parente della capsacina che con l’essiccazione o la cottura si trasforma in zingerone, più aromatico e meno piccante del gingerolo ma che ne conserva le proprietà. È senza dubbio una tra le spezie più allettanti a nostra disposizione, che conferisce alle esche un leggero tocco aromatico, fresco e piacevole, è consigliabile includerlo in dose tra i 5 e i 20gr per kg di mix.

 

Di seguito una ricetta alla quale sono molto legato, da cui nascono delle boilies molto nutritive, di facile assimilazione e contemporaneamente molto attrattive. In pratica un all round.

20% Soja tostata - 20% Semolino precotto - 10% Predigested fishmeal - 10% Farina di salmone - 20% Muss special di Chemivit - 15% Biancofiore di Chemivit - 5% Robin red Con aggiunta di 5gr Pepe nero - 8gr Peperoncino - 2gr Cannella e 5 gr. di sale per ogni kg di mix. Basterà aggiungere bassi dosaggi di aroma, dolcificante e due gocce di mexican onion.

Come disse uno che la sa lunga, non manca che una cosa...... Lenze tese!


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Commenti

stefano il 31/07/13
ho capito....ok, grazie per la risposta e disponibilità! ;-) ciaoo


Gigi il 31/07/13
Ciao Stefano, quello è un mix abbastanza nutritivo da essere impiegato con successo su lunghe pasturazioni in acque temperate (inverno escluso), anche se con piccole modifiche si potrebbe fare di meglio. Nel brevissimo termine rende comunque sempre molto bene, per via dell'attrazione dovuta sia dal predigerito sia dal robin red e spezie aggiunte, nonché dal gusto gradito ai pesci grazie anche al salmone. Nel breve termine l'aggiunta di un aroma performante darà sicuramente un aiuto ulteriore. Diciamo che è un mix per tutte le occasioni, che si presta a modifiche dettate dalle esigenze o dai risultati ottenuti in pesca ... ciao


stefano il 30/07/13
ciao gigi, innanzitutto complimenti per l'articolo...che mi era sfuggito dalle mie letture serali....:-) volevo chiederti: la ricetta che descrivi può essere efficacie anche in assenza di pasturazione preventiva? o sarebbe più indicata conpasturazione preventiva?? grazie ciao! stefano


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