Pronto

Dario Codarin; sede n.ro 137 Master Carp. Carlino. Friuli Venezia Giulia.

Di CFI / Agostino Zurma pubblicato il 29/05/17

AZ.Pronto Dario, come ti avevo anticipato questa volta è il tuo turno.
DC.Siam carpisti, siamo sempre pronti quando si tratta di pesca! Dimmi pure!



AZ.Parliamo della tua sede e di CFI, sei pronto?
Ti vuoi presentare ?
DC.Mi chiamo Dario Codarin, sono il presidente del Master Carp Club, e sono uno dei soci fondatori. Sebbene io sia stato un pescatore a 360°, e lo sia tutt'ora, devo confessare che il mio cuore ha sempre battuto più forte per il Carpfishing, tecnica che ho avvicinato nel 1995.


AZ.In parole tue illustra la tua sede e i tuoi ragazzi ?
DC.La prima cosa che mi viene in mente pensando al nostro Club è l'amicizia ed i valori umani che ci accomunano. Non è un club che si fa grande per i numeri degli iscritti o perché tra i soci annoveri personalità conosciute, rappresentanti di aziende del settore o altro, ma per lo spessore dei sentimenti umani che ci uniscono. Non abbiamo nessun field tester, che possa frequentare l'associazione per fini personali. La nostra sede nasce nel 2006 e quest'anno festeggiamo il 10° anniversario di attività.
Che dire dei ragazzi? I ragazzi sono il club stesso; alcuni come me son soci fondatori e     pescatori di grande talento, altri sono più giovani sia di età che di esperienza; proprio questi     ultimi sono per noi i più importanti perché nonostante l'età vediamo in loro entusiasmo e la     condivisione di valori a garanzia che il rispetto di determinate regole comportamentali sia     portato come un messaggio nel futuro.


AZ.E’ recente il bel risultato che, in collaborazione con un’altra sede di CFI, con i tuoi ragazzi avete ottenuto a favore della difesa della carpa. Vuoi parlarmene ?
DC.Nella nostra regione, Il Friuli Venezia Giulia, regione tradizionalmente salmonicola, grazie all'azione congiunta con un altro club storico del CFI, siamo riusciti ad ottenere regolamentazioni specifiche a tutela della carpa, anche alla luce delle preoccupanti minacce costituite dal crescente bracconaggio e dalla pesca di professione; entrambe per motivi che qui non voglio affrontare, hanno ritrovato interesse per la pesca di specie un tempo giudicate poco pregiate come la carpa.

AZ. Quindi la Regione ha preso autonomamente posizione a difesa della specie. Possibilità che da tempo attribuisco alle regioni stesse.
DC.Vedi Agostino in barba alle dispute sull'autoctonia o meno della carpa, che non fanno altro     che alimentare un ristagno legislativo in materia a livello nazionale, oggi in Friuli Venezia     Giulia abbiamo ottenuto che la carpa assieme al luccio ed alla tinca siano specie protette  per     le quali vige l'obbligo di rilascio immediato; per questo motivo anche a costo di qualche     rinuncia, abbiamo avvallato il divieto d'uso del carp sac.


AZ.La forza di CFI sta racchiusa nel volontariato, come vivi questa condizione?
DC.Purtroppo di fatto il nostro volontariato si è limitato alle giornate ecologiche che pianifichiamo ogni anno per la pulizia delle sponde dei nostri laghi e fiumi. E' nostra ambizione poter organizzare anche attività più strutturate come le guardie volontarie, le giornate di formazione ed informazione sulla pesca moderna e quindi del catch and release; l'ostacolo maggiore a parte il sempre poco tempo a disposizione è la difficoltà di comunicare a livello politico per  ottenere un riconoscimento e quindi maggior autorevolezza per portare sul territorio regionale un servizio efficace. Finalmente al momento attuale, per una riorganizzazione delle competenze in materia di gestione delle acque interne e della pesca, sembra che la Regione Friuli Venezia Giulia favorirà la collaborazione con le associazioni come la nostra per usufruire di servizi di volontariato coordinato e di consultazione.


AZ.Come tieni uniti i tuoi ragazzi, dai qualche consiglio a chi sta intraprendendo la guida di una nuova sede ?
Agostino questa è una domanda difficile anche perché io stesso vengo da una realtà associativa di un altro club. Da una parte sento l'esigenza di lasciare ciascuno libero di staccarsi dal nostro club per fondare nuove sedi CFI sopratutto se basate su logiche territoriali (distanze importanti per venire alle riunioni ecc.) dall'altra credo che l'eccessivo frazionamento a livello locale porti ad uno spreco di energie ed alla perdita di massa critica nelle iniziative da organizzare.


AZ.Cosa diresti ai carpisti che guardano all’associazione con diffidenza ?
DC.Ci siamo già confrontati con questa problematica in occasione di ragazzi (pochi casi per fortuna) che pur volendo far parte del nostro club, non si sono iscritti per personali motivi di dissenso nei confronti del CFI accusato a sentir loro di non fare abbastanza, concretamente per i praticanti del Carpfishing.

AZ. Vorrei dire due parole a queste persone ;puntare il dito verso chi, solo per puro volontariato viene accusato di non fare abbastanza, rimanendo alla finestra senza mettersi in gioco è uno degli atteggiamenti che maggiormente condanno. Se poi una persona non trova di come identificarsi in una associazione che affronta problematiche che vanno dal sociale alla vigilanza, dai giovani all’ambiente, dai rapporti con le istituzioni sia locali che nazionali al proporre norme e a partecipare a commissioni, organizzare incontri tecnici e non solo, allora resta poco da dire.  
DC. Credo sia fondamentale che il CFI divulghi a tutti i livelli e dia enfasi a tutte le iniziative intraprese sfruttando al massimo i mezzi di comunicazione multimediali disponibili oggi. Il servizio di guardie volontarie ed il contrasto al bracconaggio sono uno degli aspetti che consiglio di sottolineare maggiormente per dare un messaggio a tutti gli appassionati di pesca alla carpa.

AZ. Approfitto per ricordare che esiste un sito di Carpfishing Italia dove si possono trovare tutte le iniziative che le sedi intraprendono e di cui danno notizia.

AZ.CFI e amministrazioni la tua ricetta
DC.Credo il momento storico in cui stiamo vivendo sia rivoluzionario in quanto le associazioni di pescatori sportivi hanno la possibilità di partecipare attivamente alla gestione del territorio; infatti la riduzione dei finanziamenti destinati alle pubbliche amministrazioni costringe queste ultime ad una significativa razionalizzazione delle risorse ricorrendo all'aiuto delle associazioni dando la possibilità di delegare loro specifiche attività.

AZ.Ogni tanto mi viene voglia di conoscere il  perché una persona decida di entrare in CFI. Quali le tue motivazioni?
Le mie motivazioni legate all'iscrizione al CFI, che risale al 1996, sono talmente permeate di significati personali ed intrecciate alla storia della mia vita che risultano di ben poca attualità  se cerco di esporle ad un giovane d'oggi. Mi spiace dirlo ma credo che molti si iscrivano adesso sopratutto per partecipare alla vita sociale del club di sezione prescelto, luogo in cui scambiare informazioni tecniche di vario genere, più che per manifestare tramite l'associazione conseguente al CFI la condivisione di determinati valori ideologici. Per questo come presidente di sezione mi sento in dovere di sensibilizzare i nostri nuovi soci su di una visione di maggior respiro, di valenza nazionale e ideologica che vada oltre la realtà locale della nostra associazione, pienamente rappresentata al di la di tutte le possibili polemiche, dal CFI. Purtroppo molti si soffermano a giudicare gli uomini che sono o sono stati attivi nell'associazione, i loro errori e le loro debolezze, dimenticando chi ha operato bene e perdendo di vista i valori e gli ideali che CFI rappresenta, al di la della componente umana.


AZ.Anche con te voglio affrontare il problema del bracconaggio, avresti qualche indicazione da dare in merito a come contrastarlo ?
DC.Il modo migliore per contrastarlo è quello di parlarne e di portarlo sui media; è stato fatto un buon lavoro ma siamo solo all'inizio e non bisogna mollare; facciamo più servizi TV possibili, facciamo girare video sui social cerchiamo di incrementare l'attività delle guardie volontarie. In molte regioni come la mia ancora non esistono.  Trovo molto utile l’avere cretao i corpi di guardie volontarie di CFI per le quali vengono continuamente organizzati corsi sia di formazione che di aggiornamento.
AZ. Verissimo come ricorderai in veneto abbiamo ottenuto fondi regionali per fare tali corsi in tutte le provincie.


AZ.Grazie Dario,è stata una bella chiacchierata, ci si vede presto alla riunione che farò con tutte l sedi del nord est.
DC.Ti aspettiamo, grazie a te per l'impegno che quotidianamente dimostri a favore del CFI e di tutto il CF nazionale


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