Tecnica

Dal tramonto all'alba.

Di Gregorio Apuzzo / Team KKarp pubblicato il 26/04/15

Dal tramonto all'alba, oltre ad essere il titolo di un noto film di metà anni novanta è anche il lasso di tempo che coincide con la maggior parte delle sessioni di pesca di molti carpisti.A causa dei molteplici impegni familiari e lavorativi durante l'anno la maggior parte delle pescate non durano quasi mai più di una notte secca e per farsì che queste vadano a buon fine, bisogna organizzarle nei minimi dettagli, senza lasciare niente al caso o di intentato.
In questo articolo, vedremo insieme come impostare nel migliore dei modi una sessione „ mordi e fuggi“.

A tempo pieno
Molti pescatori pensano che per poter catturare grosse carpe sia categoricamente necessario passare molti giorni lungo le sponde di laghi e fiumi, magari non preoccupandosi precedentemente di fattori ben più importanti . E‘ vero che se il tempo „è denaro“ in questi casi è certamente una grande possibilità in più di catturare, ma solamente una possibilità….
Per le brevi sessioni, ci sono dei fattori fondamentali che se capiti ed interpretati nella giusta maniera,  ci permetteranno di ottimizzare i tempi e raccogliendo il massimo dei frutti nel più breve tempo possibile.
Certamente i pescatori di maggior esperienza saranno facilitati nel compiere queste operazioni, poichè, è passando molto tempo sull’acqua che si riusciranno ad ottenere notizie importanti nel più breve tempo.
Per prima cosa sarà importante fare un‘ attenta e costante valutazione del meteo, con l'intento di scegliere il giorno con le condizioni climatiche migliori per la pesca che spesso però non coincidono con le condizioni migliori per il nostro fisico; questo vuol dire, ad esempio, che in estate sarà necessario ricercare un cambiamento climatico marcato, come ad esempio una grande perturbazione che porta temporali e piogge, immediatamente successiva ad un periodo caldo di  alta pressione. Ciò che ne conseguirà sarà un‘ aumento importante dell‘ ossigenazione delle acque, sino a quel momento molto calde, che invoglierà le carpe sino a quel momento apatiche, a rimetersi in moto e a mangiare con maggior voglia.
Un altro esempio può essere quello da seguire nel periodo invernale, quando le acque sono più fredde ed i caldi raggi di sole che compaiono solamente in alcune giornate di fine inverno per poche ore possono invogliare le carpe a mangiare, specialmente  nei sottoriva meno profondi o nei pressi di qualche tronco o  struttura rocciosa. In inverno la maggior parte delle acque sono più limpide e quindi ci sarà possibile vedere chiaramente i pesci che si muovono con cautela e indosseremo occhiali polarizzati. Grande importanza e influenza sulle abitudini dei pesci ce l'ha anche il vento, che può far spostare interi branchi di carpe oltre che bloccarne la loro attività.
I venti più influenti sono sicuramente quello di Tramontana proveniente da nord, che nel novanta per cento dei casi, blocca quasi totalmente l’attività del pesce; che invece viene risvegliata dai caldi venti di Mezzogiorno e Scirocco provenienti da sud, portatori di temporali.


Nutrirle con costanza
Dopo aver imparato a capire quali sono le condizioni climatiche  più promettenti per mettere in tensione le nostre lenze per una sola notte,  dobbiamo pensare a come effettuare la nostra pasturazione preventiva, elemento  indispensabile per catturare carpe di poco tempo.
E‘ importante prima di tutto fare una distinzione tra  acque correnti e  acque ferme.
In fiume o canale la pasturazione risulta essere più importante e fa veramente la differenza, mentre in acque ferme potrebbe bastare la  nostra  esperienza nel ricercare le zone di alimentazione naturale e non.
Ciò non toglie che se si può, fare una pasturazione preventiva in acque ferme di certo non fa male, anzi.
La pasturazione non dovrà mai essere eccessiva, ma sempre mirata ad invogliare il pesce senza sfamarlo, che sia essa fatta in estate o in inverno. Nella stagione invernale più che in quella estiva, facciamo attenzione ad utilizzare elementi di dimensioni più piccole, tipo mais dolce in scatola e canapa, oltre ovviamente alle boilies, questo per agevolare le operazioni della carpa in questi momenti eccessivamente pigra.

In fondo in fondo.

La conoscienza del fondale è una componente fondamentale della pasca a carpfishing, ma lo è ancora di più in queste brevi sessioni, in quanto ci eviterà di perdere tempo il giorno della pescata, nel quale sarà necessario anche evitare di compiere operazioni eccessivamente rumorose e ripetitive, e per questo motivo le operazioni di scandaglio andranno fatte durante altri ritagli di tempo.
Troppe volte sarà capitato di avere un terminale troppo vicino ad un ostacolo che non sapevamo che ci fosse e che ci ha portato alla perdita di un pesce o  di avere lanciato un terminale su un banco di alghe facendoci stare fuori pesca per ore,queste sono cose che non devono accadere in special modo nelle brevi sessioni in cui non vi è il tempo materiale per cambiare l'esito della pescata. Per questo motivo durante le pescate, se qualcosa non convince, sarà opportuno correggerla in modo da non avere alcun dubbio sul nostro posizionamento in pesca, se no tutto andrà a discapito del buon esito della pescata.


L'importanza dell'esca
Dato per scontato che chiunque affronti una sessione del genere riporrà le sue speranze nell’esca che sempre gli ha dato fiducia e risultati, credo sia importante comunque sapere che esistono esche specifiche per ogni caso, che riescono comunque a dare il meglio nel breve tempo, perchè composte da sostanze e farine più rapide e osmotiche. Anche la loro composizione sarà importante, poichè a seconda di ciò che contengono potrebbero rivelarsi per quel che non sono.
Prima di scegliere l'esca è buona norma sapere se vi sono pesci o animali di disturbo che vivono quelle acque, e in base a questo sceglieremo.
Pescare con boiles a base di farine di pesce nel periodo caldo, in acque piene di pesci gatto o  gamberi della luisiania è quasi un suicidio,cosi come pescare con le stesse boiles in acque popolate da tartarughe. Ove sono presenti pesci gatto e gamberi in abbondanza l‘ unica soluzione potrebbe essere quella di pescare con tiger nuts o con esche finte, avendo l'accortezza di tenere pasturata costantemente , la zona dove poggia il nostro rig. Nelle acque dove spopolano le tartarughe invece,  può non bastare neanche utilizzare solo tiger nuts o esche finte. Per questo motivo è consigliabile poggiare i nostri rig in acqua al giungere del  buio, in modo tale che questi animali abituati a muoversi e nutrirsi sfruttanto la luce e la vista, abbiano molte più difficoltà a trovare  i nostri inneschi.
Considerati i problemi ai quali si può andare in contro con questi indesirati ospiti e prese le dovute precauzioni, è consigliabile comunque di differenziarci sempre almeno con l’innesco di una canna, ad esempio usando le granaglie se con le altre peschiamo a boiles o viceversa.
Se i posti sono vergini o poco pescati (esistono ancora??) l‘ utilizzo di granaglie o di boiles semplici a base di birdfood , possibilmente non di diametri generosi, saranno sicuramente accettate prima dal pesce.

Pasturare in pesca
Un'altra componente importantissima quando si svolgono sessioni veloci è la pasturazione  durante l'azione di  pesca. In queste situazioni la parola d’ordine è limitare, poichè la pasturazione dovrà essere poca e precisa. Esagerare o abbondare potrebbe compromettere l'esito della sessione senza darci possibilità di rimedio, molto meglio partire cauti per poi aumentare in base alla risposta del pesce.
Un‘ altro errore consueto, è quello di utilizzare impropriamente sfarinati nei momenti dell’anno meno opportuni. Questi sono eccezionali attrattori per minutaglia o comunque pesce di disturbo, che ceratmente renderebbe la nostra nottata terribile. D‘ altro canto nei periodi invernali, prepararsi a casa degli stick o dei sacchettini di PVA potrebbe essere molto utile sia per il potere attrattivo e la velocità che riescono ad imprimere alla pescata, sia per la precisione che danno alla pastura.
Qualcuno ha l‘ abitudine di partire da casa già con sacchetti in pva o stick  pronti, così da ottimizzare i tempi, ma questo discorso va valutato come già detto a seconda della presenza di pesce più piccolo.
Spesso nei mesi freddi in cava come in fiume, l' utilizzo di qualche manciata di mais dolce in scatola può essere veramente devastante cosi come l'utilizzo dei bigattini.


Materiali ad uso rapido

La premessa è quella di preparare già a casa  terminali, montature e tutto ciò che sarà possibile preparare, questo per non perdere tempo prezioso in pesca e dover di conseguenza  far le cose di fretta. Per il resto sarà necessario essere più essenziali escludendo dalla nostra attrezzatura, tutto ciò che risulterebbe superfluo. Come riparo sarà preferibile usare un comodo ombrello tenda tipo Excellence Brolly di K-karp, comodo e velocissimo da montare anche kin condizioni di poca luce, in grado di garantire un ottimo riparo  sia al carpista che alla sua attrezzatura; montabile facilmente anche in spazi limitati.
Per poggiare  le canne, ove sarà possibile, meglio utilizzare i picchetti, facilmente trasportabili e  più facili da posizionare anche singolarmente. Anche la cassetta  della minuteria  dovrà essere ridotta così come i contenitori delle esche evitando così di portare grossi zaini o borsoni.
Nel caso sia necessario utilizzare la barca, quasi sempre più redditizia in questi casi, a parte il  motore Aquapower Trolling  Motor 34lbs dovremo portare una batteria più contenuta nei pesi e in grado di durare una sola notte. Per questo motivo potrà bastare una leggerissima agm da 40 ap. Una bombolina con fornello ottima per il freddo e per la caffettiera sarà l’equipaggiamento per affrontare la notte, visto che il mangiare nella maggior parte dei casi sarà „al sacco“.
Un’attenzione particolare anche alla macchina fotografica, oggetto per noi indispensabile.
Nel caso in cui affronterete la pescata in solitario, portate con voi anche un buon treppiede, da calibrare nei momenti di stallo, cosicché nel momento in cui la carpa ci verrà a trovare, saremo in grado di fotografarla rapidamente senza creare il panico sulle sponde.



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