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Credere nelle Associazioni

Di Stefano Pegoraro pubblicato il 24/02/17

L’edizione del Carpitaly 2017 si è appena conclusa, e dopo le riunioni organizzate che hanno trattato ampiamente il tema del Bracconaggio in generale e la situazione delle nostre acque interne, dopo le proposte fatte sui temi attuali rivolte alla Politica dalle Associazioni di tutto il paese, è giunto il tempo di fare alcune riflessioni.

Dell’argomento Bracconaggio si è detto e proposto di tutto da parte di più attori, qualcosa si è mosso sia a livello di opinione pubblica che a livello Politico, ma il problema resta ed è ben lontano dall’essere risolto. Vedo migliaia di persone che criticano tutto e tutti, che si lamentano continuamente della situazione contingente che vede le nostre acque svuotarsi di ogni specie ittica, che si lamentano di controlli insufficienti e talvolta inesistenti, di leggi non più adeguate ai tempi correnti e di una politica ancora assente, vedo anche tante persone che stanno dedicando il loro tempo, con sacrificio, per controllare il territorio e denunciare alle autorità competenti ogni tipo di irregolarità, vedo l’impegno di molte GGV che sono attive e impegnate sul territorio, vedo l’impegno di molte associazioni che cercano di ottenere il possibile attraverso i Tavoli Regionali e le istituzioni.

Secondo me ora bisognerebbe avere il coraggio di andare oltre e di fare dei passi più importanti ed incisivi, occorre avere il Coraggio di scendere nelle piazze e di rendere più visibili queste Voci, bisognerebbe avere il coraggio di fermarsi, di non rinnovare le Licenze di pesca, bisognerebbe avere il coraggio di fare uno sciopero ad oltranza per fare vedere che siamo tutti uniti e compatti e che Vogliamo Risposte.

La Lobby attuale che gestisce la pesca sul territorio ci considera delle zanzare o degli insetti fastidiosi e sicuramente non abbiamo ancora un peso tale da destare preoccupazione per queste persone, bisogna fare capire alla gente che è finito il tempo di criticare e lamentarsi e aspettarsi che gli altri risolvano le cose.

Ritengo che per dare forza a tutte quelle persone o associazioni come CFI che si impegnano per cambiare le cose occorrono anche i Numeri altrimenti saremo sempre come il Don Chisciotte che combatte contro i mulini a Vento immaginari. Ma mi domando siamo pronti a tutto questo o ci dissolviamo fino alla prossima conferenza nascondendoci solo dietro ai Social? Io penso che ci voglia più Rispetto verso tutte quelle persone che hanno scelto di essere qualcosa in più di un semplice pescatore o carpista, sicuramene nessuno è stato obbligato a rappresentare un associazione o a diventare una Guardia Giurata Volontaria Ittica, ma trovo ingiusto criticare queste persone perché non riescono ad ottenere ciò che uno Stato di Diritto dovrebbe garantire.

Ritengo che una strada percorribile sia quella della gestione delle acque alle associazioni vicine al territorio, bisogna riappropriarsi di ogni metro di canale o fiume tutelarlo in ogni modo, un esempio lo abbiamo nelle Marche dove la sede locale di CFI ha ottenuto dalla commissione Regionale il NO KILL per la Carpa e l’Amur creando un precedente da perseguire come obbiettivo da ottenere in altre Regioni, penso che bisognerebbe con intelligenza insinuarsi nei cavilli delle leggi in modo da ottenere tutele restrittive per il prelievo delle specie ittiche, personalmente istituirei tratti NO KILL su tutto il territorio per almeno 5/10 anni, vieterei la pesca professionale in acque interne riconvertendo il Pescatore di Professione a Guardia e custode del patrimonio ittico, sicuramente le mie sono solo considerazioni personali e non sono la Soluzione a tutti i Problemi e non ho la presunzione che lo siano, ma possono essere un inizio di qualcosa.

Concludendo vorrei sottolineare che L’Italia non è una Repubblica fondata solo sul Volontariato, e sui volontari non può essere messo sulle spalle il Peso di ogni cosa che non funziona e addossare colpe che sono di competenza anche delle Autorità Competenti, queste persone vanno sostenute e non criticate, perché mentre i Bracconieri non hanno nulla da perdere, vivendo al di fuori delle leggi, i Volontari al contrario hanno tutto da perdere, non lo dimentichiamo.

Vorrei ringraziare tutte le associazioni impegnate in qualsiasi tavolo Regionale o Provinciale che si battono continuamente per ottenere giustizia e tutele per tutta la pesca, che cercano di garantire un futuro anche per le generazioni più giovani, ma il mio appello va a tutte le persone interessate, Sosteniamo questi Gruppi perché i Numeri pesano e su certi Tavoli dove si decide il futuro Contano eccome.

Al Carpitaly 2017 si parla di circa 12000 Presenze di appassionati ne basterebbe solo la metà per essere più VISIBILI. A buon intenditor poche parole RIFLETTETE.

Stefano Pegoraro

Responsabile sede CFI di Rovigo



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