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Come si muovono i bracco

Di Redazione pubblicato il 06/03/18

Abbiamo voluto saperne di più in merito a questa forma di pesca di frodo, andando a scomodare ed intervistare in esclusiva Alexandru Mares dell’Associazione dei Pescatori e Cacciatori di Sibiu che si è a lungo occupato del fenomeno.

Prima di tutto vediamo chi è un bracconiere e quali sono le sue caratteristiche principali. Come e dove agiscono?

"Dalla nostra esperienza abbiamo identificato due tipologie di bracconieri: i primi sono quelli che fanno pesca di frodo per la propria sopravvivenza mentre gli altri sono quelli che considerano il bracconaggio come una forma di entrata economica. Nell’area circostante Sibiu agiscono dal tramonto all’alba e i loro metodi sono davvero differenti: dal muoversi in bicicletta con la rete nel loro zaino all’andare con altri 2-3 veicoli per osservare l’area così da non essere colti in flagrante dalla polizia o dall’Associazione di Pescatori Rumena. Per la maggior parte dei casi loro fanno bracconaggio con delle imbarcazioni, entrano in acqua, dispongono le reti, controllano l’area e giusto prima dell’alba rientrano in acqua di nuovo per rimuovere le reti. Per la loro protezione ci sono stati dei casi dove hanno rimosso il pesce dalla barca e sono usciti dall’acqua con le reti in un posto differente".

Lo stile di vita dei bracconieri è davvero rischioso perciò perché scelgono questo comportamento? Quanto lauti sono i compensi?

"Prendendo in considerazione le sanzioni che vengono applicate al bracconaggio in Romania, questo stile di vita non è pericoloso. Lo scelgono come una via di guadagno facile. In una sola notte possono guadagnare dai 100 ai 1000 Euro".

Proviamo a tracciare un ipotetico bracconiere. Come si muove e quali sono le azioni principali che fa?

"Possiamo dividerli in due categorie: persone locali e quelli che vengono da altri Paesi. Per un bracconiere locale è più facile perché possono arrivare in bicicletta, con un carretto o in macchina. Loro conoscono meglio l’area e la geografia del posto rispetto ai bracconieri dalle altre nazioni. Proprio perché conoscono il posto hanno persone che restano nascoste prima e dopo la rimozione delle reti dall’acqua per vedere se noi arriviamo. Nel caso questo dovesse succedere loro lo farebbero sapere agli altri chiamandoli o usando dei segnali prestabiliti così da fuggire. Uno del posto conoscerà meglio la geografia sottomarina e ovviamente dove ci sia la maggior parte del pesce concentrata a seconda del metero. Un bracconiere proveniente da un paese diverso ha bisogno di venire in macchina, quindi fin dall’inizio è molto più visibile e molto più esposto. Agiscono anche in gruppi e hanno molte più persone per controllare il nostro arrivo. In quanto vengono da altri paesi, da distanze di oltre 100 km, l’investimento richiede di essere ripagato. Hanno delle reti di grandezza considerevole (da 500 metri fino ad 1.5 km). Dalle informazioni che abbiamo i bracconieri che avete preso in Italia avevano con sé 13 reti da 100 metri l’una. Ma entrambe le categorie agiscono dopo il tramonto (dalle 22.30 alle 4 del mattino). Loro entrano in acqua con le imbarcazioni, buttano le reti che sono state già preparate a casa dentro delle borse rendendo così più facili le cose sull’acqua. In trenta minuti sono in grado di gettare tra gli 800 e i 1000 metri di reti. Ci sono due persone sulla barca, una che rema e uno che getta la rete. Non appena questo processo è finito, escono dall’acqua e aspettano. Poi ritirano le reti dall’acqua anche dalla barca direttamente dentro alle borse. Ritornano a riva, portano i propri attrezzi e lasciano il posto. Tirano fuori il pesce dalle borse solo quando arrivano a casa. L’intera azione avviede durante la notte e non accendono nemmeno un fiammifero o un accendino. Inoltre posizionano le reti sott’acqua ad un livello minimo di 30 centimetri così che non possano essere notati dalla costa".

Molti bracconieri hanno deciso di lasciare la Romania a causa delle leggi severe in tema di bracconaggio. Perché hanno scelto l’Italia e come cambia per loro il rischio una volta che vengono presi qui e non in Romania?

"Sfortunatamente non hanno lasciato la Romania a causa delle leggi severe ma a causa della densità di pesce che è stata portata via in maniera assidua negli scorsi anni e per i cambiamenti di guadagno a notte, sono diminuiti in maniera sensibile. L’Italia è solo uno dei tanti paesi dove il bracconaggio è emerso recentemente ma vi è bracconaggio in tutti i paesi dell’intera Europa dove le leggi sono più permissive. Per esempio non ho sentito di bracconaggio in Germania perché le condanne conducono in galera ma ho sentito di bracconaggio in Spagna e Francia. Nei paesi che ho menzionato qui sopra, eccezion fatta per la Germania, penso che sia più facile per i bracconieri pescare di frodo perché le persone che vivono lì non possono nemmeno immaginare che qualcuno possa andare a rubare il loro pesce durante la notte. Questo può spiegare anche il fatto che i bracconieri che avete catturato provenienti dalla Romania hanno pescato di frodo per quattro volte di seguito senza essere presi. Se dovessimo fare una comparazione tra i rischi, gli scorsi vent’anni hanno dimostrato che in Romania le sanzioni non sono state applicate. Le multe applicate in casi come queste sono state davvero minime, sono state intorno ad alcune centinaia di Euro basate sul fatto che questi bracconieri non rappresentano un pericolo per la società. Sembra che le leggi siano più severe in Italia".

Tutto il pesce pescato necessita di un mercato dove essere venduto. Dove sono i principali mercati neri e come sono fatti?

"Possiamo dividere i bracconieri in due categorie: grandi e piccoli. I piccoli bracconieri vendono il pesce che hanno pescato nelle comunità locali che si trovano nelle vicinanze. Quelli grandi hanno degli accordi con dei negozi, ristoranti e persone locali. Entrambe le categorie vendono il pesce nel mercato nero perché il pesce arriva da operazioni illegali. C’è un’altra categoria diversa di bracconieri che ha licenze di pesca commerciali in certe acque e aree ma loro pescano di frodo in aree proibite e usano queste licenze per trasportare e vendere la merce".

Per quale motivo il bracconaggio è così pericoloso per il nostro ambiente?

"Dipende da quale tipologia di bracconaggio ci stiamo riferendo. Se ci stiamo riferendo a quella con le reti, questa tipologia crea uno squilibrio nell’ecosistema. Se ci stiamo riferendo a quello con la corrente elettrica questo inficia in maniera ancora maggiore l’ecosistema perché uccide altre creature acquatiche assieme ai pesci (pesce o cibo per uccelli) e sterilizza un gran numero di quelli che sopravvivono a questo".

Quali sono le leggi e le sanzioni principali per il bracconaggio in Romania?

"In Romania c’è solo una legge che sanziona la pesca di frodo. La punizione è una multa stabilita dal Tribunale e un periodo di detenzione che va da 1 a 3 anni dalla pesca".

Tu lavori per l’Associazione di Pesca di Sibiu in Transylvania. Raccontaci una delle tue azioni assieme alla polizia locale. Come avete lavorato per catturare i bracconieri e cosa è successo dopo l’arresto?

"Se ti devo dire di una azione che abbiamo effettuato ti racconterei dell’ultima che riguarda la stessa persona che avete preso a Mantova in quanto è stata presa anche qui. È stato di Domenica quando ho ricevuto l’informazione che durante la notte i bracconieri dalle città limitrofi sarebbero arrivati. Ho chiamato il Dipartimento di Polizia di Sibiu così da organizzare l’azione. Devo dire che in Romania i bracconieri hanno bisogno di essere presi contanto di reti e anche che il pesce che ha pescato rimane come prova nel processo in tribunale. Ho lasciato Sibiu alle 22.00 in direzione di un posto a 30 kilometri di distanza che controlliamo. Durante il percorso un’altra pattuglia ci ha raggiunto. Sono rimasto nascosto dalle 23.00 alle 4.00 e ho visto i bracconieri in azione mentre l’altra auto stava aspettandoli dall’altra parte nel caso avessero cercato di scappare qualora mi avessero visto. Intorno alle 4 sono entrati in acqua e hanno iniziato a raccogliere le reti. Abbiamo chiamato la Polizia Locale e abbiamo chiesto loro di restare nascosti nell’area così da poterli inseguire. I bracconieri hanno raggiunto la costa, ritirato le loro reti nella macchina, così come le loro barche e poi hanno iniziato a guidare. A questo punto sono stati bloccati da 4 macchine, due dei nostri e due della Polizia Locale. Un fascicolo è stato aperto per loro ma non sono stati condannati affatto (Novembre 2017 – Febbraio 2018). Questo è il motivo per il quale la nostra Associazione ha intrapreso un’azione per non perdere ulteriore tempo per catturarli e abbiamo stabilito che sia più importante proteggere le risorse acquatiche viventi. Le azioni fatte dal Tribunale non sono niente rispetto al crimine che hanno commesso, motivo per il quale quando riceviamo un’informazione sui bracconieri andiamo in acqua, cerchiamo le reti, liberiamo il pesce e distruggiamo le reti dopo aver informato la Polizia".


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