Itinerari

Ciak si gira.... e Che Spettacolo!!!

Di Simone Chicconi pubblicato il 15/09/18

Ciak si gira…… e Che Spettacolo!!!

Gennaio, mentre ero al telefono Michael, il mio compagno di avventure, stavamo parla

ndo delle mete che avremmo voluto visitare durante la nuova stagione di pesca, tra una chiacchiera e l’altra ci venne un’irrefrenabile voglia di partire, per una meta lontana, fuori dai normali circuiti di pesca che pratichiamo normalmente, un paese su tutti desta da sempre la nostra curiosità per il fascino dei suoi laghi così particolari, la Slovenia.

Cercando di valutare quale periodo dell’anno potesse essere il migliore in base alle condizioni meteo e allo stesso tempo anticipare la massiccia presenza dei carpisti che lo frequentano,  abbiamo deciso di pianificare l’uscita per gli inizi di febbraio, ma poi, seguendo l’evoluzione meteo poco promettente e gli impegni famigliari, ci siamo resi conto di dover rimandare il nostro viaggio al primo Week End dopo il Carpitaly, giusto in tempo rinnovare le attrezzature e rimpinguare le scorte .

Giunti sulla riva del lago, dopo un lungo viaggio spensierato tra chiacchiere, tigelle e risate, ci siamo resi conto che,  la stazione meteo più vicina alla nostra destinazione, non era poi così vicina,  per tanto il meteo non rispettava affatto le previsioni…..  un vento molto forte sferzava la superfice dell’acqua e le temperature erano molto al di sotto del previsto.

Senza perderci troppo d’animo, abbiamo iniziato a pensare al “come”  approcciare il lago, visto che la temperatura dell’acqua si attestava sui cinque gradi e quella dell’aria era prossima allo zero.

Dopo qualche minuto la decisione era stata presa…  light…. un approccio light in zone particolarmente profonde per cercare di intercettare gli eventuali movimenti dei pesci.

Per noi l’approccio light consiste nell’utilizzare esigue quantità di pastura, realizzando delle palle con il  bag mix Pacific tuna e Bloodworm , unito alle Tiger in Talin precedentemente macinate ed a boilies Odyssey xxx  sbriciolate,  il tutto miscelato insieme e posizionato nei pressi dell’innesco per mezzo di grossi stick e sacchetti in PVA.

Con non poche difficoltà dovute al vento forte siamo riusciti a scandagliare e farci un idea del fondale di fronte a noi individuando i 4 punti migliori in cui calare i nostri inneschi, segnalandoli poi con dei marker per poterli successivamente ritrovare.

Tornati a riva abbiamo deciso di diversificare il più possibile i nostri inneschi per aver maggiori possibilità di cattura, pur mantenendo di base la linea Odyssey xxx e Pacific Tuna che hanno dimostrato la loro validità in queste acque innumerevoli volte.

L’azione di pesca è stata praticata in coppia per agevolare le operazioni, uno guidava il gommone mantenendo la posizione combattendo contro il vento forte e l’altro calava gli inneschi nelle profondità e pasturando precisamente.

Dal punto di vista catture, la prima notte passa tranquilla, ma non dal punto di vista meteo, le condizioni sono continuate a peggiorare alternando vento, pioggia e neve, condizioni che ci impedivano di farci un’idea su eventuali salti, increspature o presenza del pesce.

Nel corso della tarda mattinata, una delle mie canne ha un sussulto , lo swinger di destra  si alza leggermente e la cima della canna inizia a tremolare… non si tratta di vento,  dall’altra parte c’è qualcosa che si è interessato al mio innesco... ferro e prese le precauzioni del caso (indossati i giubbotti salvagente)  siamo saltati sul gommone dirigendoci a tutta forza verso il pesce.

Giunti a metà strada una parziale delusione,… ci siamo resi conto che non aveva abboccato una piccola carpa ma una grossa Breme,  che non aveva resistito ad un piccolo innesco snowman composto da una Pacific Tuna da 15 mm ed una pop up White Odyssey.

Anche se non era il pesce desiderato, la piccola cattura ci ha dato una bella iniezione di fiducia sul fatto che, qualcosa si stava muovendo nei punti selezionati.

Nel frattempo il vento continuava ad aumentare, come aumentavano le difficoltà a riposizionare correttamente  l’innesco,  per tanto, ho utilizzato un rig tube in PVA di Castaway più un piccolo Stick  per evitare i garbugli nella fase di discesa dell’innesco sul fondale, successivamente all’innesco ho gettato in acqua due palle di pastura grandi come una boccia e una manciata di Odyssey xxx da 15mm e via belli carichi in tenda al caldo ad aspettare il nostro “sound” preferito…. Biiiiiiiiiip!!!

La seconda notte è stata una notte molto, molto movimentata, scandita dallo sradicamento della tenda dovuto alla forza del vento, alla perdita del gommone che nonostante i fissaggi sicurezza, ha pensato bene di rompere gli ormeggi e andarsi a fare un giro e “fortunatamente” arenarsi in mezzo a dei ceppi ad una quarantina di metri più avanti e dal motore elettrico  fuori uso per il ghiaccio che lo ricopriva completamente,  era impossibile andare a remi o rischiare la pelle entrando in acqua al buio indossando gli waders , sarebbe bastata una folata di vento o un onda alta a farci cadere in acqua.

Alle prime luci dell’alba siamo riusciti a recuperare il gommone e ha togliere parzialmente il ghiaccio che lo ricopriva… ad un certo punto, una partenza fulminea sulla canna posizionata vicino ad un ostacolo ci ha fatto sobbalzare, con un affiatato gioco di squadra siamo saliti velocemente sul gommone e mentre io tenevo  in trazione la lenza, Michael,  coltello alla mano,  cercava di rimuovere il ghiaccio che bloccava lo sgancio del motore,  lavoro più arduo del previsto e che gli riuscirà solo un attimo prima di avere a tiro di guadino una bella regina.

Vi lascio immaginare l’euforia, in quelle condizioni era come aver catturato il record del mondo  … Adrenalina a mille, anche se sotto zero, via la giacca, qualche foto e via torna libera….. che spettacolo….   


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