Tecnica

Ci vuole carattere!

Di Andrea Zanchin pubblicato il 30/04/14

Sin da bambino ho sempre coltivato il sogno di possedere un piccolo laghetto in giardino dove poter ammirare i pesci e poterne studiare i comportamenti, tuttavia, causa il divieto assoluto dei miei genitori nel distruggere il prato, col tempo ho dovuto accontertarmi di un semplice acquario.
Recentemente ho avuto la fortuna di completare la costruzione della mia nuova abitazione e, da buon carpista ed appassionato, non ho saputo farmi mancare una “piccola” vasca esterna per le mie tanto adorate carpe koi e, visto che c’ero, sono riuscito a far predisporre degli oblò nel piano interrato in stile acquario, da dove poter ammirare le baffute giapponesi anche “underwater”.
Ovviamente, avendole sott’occhio tutti i giorni ventiquattr’ore su ventiquattro, ho potuto effettuare una serie di osservazioni che prima d’ora non avevo mai avuto occasione di fare, se non sporadicamente e per un periodo limitatissimo di tempo. Conseguentemente ne ho tratto importanti conclusioni che si possono ricondurre anche nel settore della pesca e più nello specifico legate al carpfishing.
Stiamo ovviamente parlando non solo di abitudini legate alla stanzialità o meno di questi ciprinidi a seconda delle stagioni o delle temperature, ma soprattutto di comportamenti legati all’alimentazione, sia per quanto riguarda le tempistiche, le quantità ma soprattutto alle modalità.
Devo ammettere che alcune delle conclusioni che ho tratto, hanno letteralmente ribaltato alcune credenze che avevo sul comportamento delle carpe e, conseguentemente, sul mio modo di pescare…


PREMESSA
Nella mia vasca posseggo attualmente 25 pesci di età, grandezza e varietà diverse. Alcune di queste sono state acquistate circa 2 anni fa, tutte della stessa età e della medesima misura, tuttavia ad oggi alcune di queste hanno avuto una crescita ragguardevole, altre invece si sono arrestate ad una taglia intermedia e, ahimé qualcuna è rimasta di piccola dimensione.
Partendo dal presupposto che il fattore “crescita” dipende molto dalla genetica e dalla linea di sangue del pesce, ho notato che comunque i pesci che non hanno avuto uno sviluppo importante sono tutte carpe che hanno abitudini alimentari molto differenti dalle altre, che in genere si isolano e non partecipano all’alimentazione di gruppo.
Dalle mie osservazioni ho notato inoltre che questi comportamenti alimentari non dipendono per nulla dalla varietà della carpa, sia questa specchi o regina, e nemmeno dalle dimensioni del pesce stesso anche se, tuttavia, le carpe di grossa taglia si dimostrano sempre più partecipi ed intraprendenti nel procacciarsi il cibo.

TIPOLOGIE DI CARATTERE

  • Le socievoli: come ormai quasi tutti sappiamo, le carpe sono pesci che amano stare in gruppo sia per quanto riguarda gli spostamenti, sia per quanto concerne l’alimentazione. Il branco generalmente è composto da elementi abbastanza omogenei, ovvero pesci che anche se differiscono per età e varietà (specchi o regine), generalmente sono tutti della stessa dimensione, per esempio nella mia vasca si tratta di tutti i pesci di taglia media. Dalle mie osservazioni tuttavia, all’interno di uno stesso gruppo, generalmente si registra la presenza anche di qualche pesce di taglia maggiore che in genere funge da capobranco guidando le altre negli spostamenti e richiamando il gruppo nel punto dove c’è presenza di cibo.
  • Le indifferenti: fanno parte di questa categoria tutti i pesci che, in genere, sono sempre alla ricerca di cibo e che si alimentano in qualsiasi ora del giorno dando la sensazione di non essere mai sazi. Generalmente, dalle mie osservazioni, si tratta quasi sempre di pesci di grossa taglia, mediamente più grandi degli altri che, anche se abituati ad alimentarsi in determinate zone anche a tratti all’interno del branco, spaziano talvolta solitarie a 360 gradi alla ricerca di cibo, sia sul fondo che in superficie o a mezz’acqua. Al contrario delle credenze che avevo in merito di alimentazione delle carpe, sono sempre tra le prime a “captare” il segnale della presenza di cibo e, in genere, sono tra le prime ad arrivare per assaggiare il cibo presente. Hanno inoltre la tendenza a scansare i pesci di taglia inferiore dal banchetto alimentare nel tentativo di accapparrarsi più cibo possibile.
  • Le solitarie: al contrario del precedente, fanno parte di questo gruppo i pesci di medio-piccola taglia che tuttavia numericamente sono molto pochi rispetto ai precedenti. Queste carpe (che dalle mie osservazioni sono più regine rispetto alle specchi) anche se abituate a trovare il cibo in una determinata zona, hanno la tendenza ad isolarsi ed aspettare il cibo che viene avanzato dalle carpe che le precedono nell’alimentazione. Se non trovano nulla, nel maggior parte dei casi, non si cibano anche per alcuni giorni finché sono costrette a partecipare all’alimentazione di gruppo.

CONCLUSIONI
Prima di osservare attentamente le mie carpe, ero convinto, come credo lo sia la maggior parte dei carpisti, che pasturare in una determinata area pescando poi con qualche canna “fuori pastura” potesse aumentare le chance di ottenere catture di taglia importante. Tuttavia sono convinto che ciò sia vero solo in parte, mi spiego meglio. E’ vero che pescando in pastura se centri il branco di carpe medio-piccole hai poche possibilità di ottenere la cattura importante (che magari è anche presente all’interno del gruppo ma, se consideriamo la quantità di pesci presenti, ci sono poche probabilità che proprio quella carpa mangi il tuo innesco!) ma è altresì vero che pescando fuori pastura hai ancora più probabilità di attirare carpe solitarie che (come descritto in precedenza) in genere sono pesci di piccola taglia che attendono i resti lasciati dal branco prima di alimentarsi.
Altro discorso è inevece pescare in determinate zone dove si è a conoscenza della presenza di carpe stanziali, che quindi si alimentano sempre nella stessa zona, e che in genere sono carpe di grossa taglia. A quel punto sì che  conviene creare un’ampia zona di pastura dove attirare il branco e le piccole solitarie, ma in un punto molto distante e in direziaone diametralmente opposto a dove tenteremo di ingannare le possibili big. In questo modo sgombereremo il campo da una grande quantità di pesci, permettendo alle tanto diffidenti carpe di taglia di avvicinarsi al nostro innesco senza timore!


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