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Chi si occuperà dei reati ambientali??

Di Redazione pubblicato il 04/07/15

Tratto da www.verona.com

Nella giornata di lunedì, il presidente della Provincia Antonio Pastorello ha illustrato, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, le conseguenze pratiche dovute allo smantellamento del Corpo di Polizia Provinciale.
Erano presenti: il comandante della Polizia Provinciale, Anna Maggio; il presidente della sezione provinciale dell'EPS-Ente produttori selvaggina (aziende faunistiche), Giuseppe Ederle; il consigliere provinciale delegato alle Politiche del settore faunistico e Ambiente, Andrea Sardelli; il vicecomandante della Polizia Provinciale, Damiano Cappellari.
Sono intervenuti inoltre i rappresentanti dei sei Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini: Comprensorio Alpino – Ferrara-Monte Baldo, Turcato Tiziano; Comitato permanente della Lessinia, Vassanelli Franco; ATC 2 dei Colli, Framarin Giorgio; ATC 6 Valli Grandi, Faccio Mirco; ATC 4 Adige, Massimo Moranduzzo.

I 7.800 cacciatori veronesi, che svolgono regolare attività venatoria attraverso gli Ambiti, saranno i primi a subire le conseguenze dell'abolizione della Polizia Provinciale, che non farà più attività di vigilanza e contrasto al bracconaggio.

Il 20 giugno è entrato in vigore del D.L. 19.6.2015 n. 78 “Disposizioni urgenti in materia di Enti Locali”, che all’art. 5 sopprime il ruolo ma soprattutto le funzioni dei Corpi di Polizia Provinciale. Una scelta con cui, con decretazione d’urgenza, si sentenzia la soppressione non del Corpo di Polizia Provinciale, ma di tutte le sue funzioni e della sua professionalità. Nei prossimi giorni il presidente Pastorello invierà una lettera ai parlamentari veronesi affinché il decreto sia modificato in sede di conversione, favorendo il mantenimento delle specificità e della professionalità degli operatori di Polizia Provinciale.
L’art. 5 del decreto stabilisce infatti che il personale appartenente ai Corpi Polizia Provinciale transiti nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale (è vietato agli enti locali reclutare personale per lo svolgimento di queste funzioni fino al completo assorbimento delle Polizia Provinciali). Pertanto la Polizia Provinciale viene smembrata e assegnato il personale nei vari Comuni con mansioni diverse.

Chi provvederà ad esercitare la vigilanza per la tutela del territorio e dell’ambiente? Chi tutelerà la fauna dai bracconieri? Chi opererà la vigilanza sulle strade provinciali? Per la specializzazione delle sue funzioni, la Polizia Provinciale ha sempre svolto un ruolo di fondamentale interesse per la collettività, referente primaria e in taluni casi unica per ciò che riguarda il campo ambientale, ecologico, ittico e venatorio (D. Lgs. 112/98 in materia di salvaguardia del suolo, delle acque e del paesaggio sia per il diverso ambito territoriale). La Polizia Provinciale è da sempre l’unica Forza di Polizia che effettua attività di controllo e vigilanza sulla caccia: quando nessuno svolgerà più queste funzioni i bracconieri avranno campo libero per perpetrare i loro abusi, che aumenteranno in maniera esponenziale. Non vi saranno più controlli nelle oasi faunistiche ed aree protette, che saranno sottoposte a continue razzie ed in breve le specie protette saranno a rischio di estinzione.

Oggi i Comuni e le Polizie Municipali sono oberati dagli innumerevoli compiti attributi, identificabili nel più ampio concetto di sicurezza urbana e, disponendo di risorse umane sempre limitate, è ovvio che vengano privilegiate attività più propriamente legate al contesto urbano e meno specialistiche, quali la polizia ambientale. Con la soppressione della Polizia Provinciale e delle sue funzioni tutti i cittadini resteranno senza tutela: non sarà più possibile richiedere un intervento per gli spari vicini ad un’abitazione o ad una strada, quando bracconieri privi di rispetto per il prossimo danneggiano frutteti o coltivazioni, quando in ore notturne e fuori periodo sparano ponendo a repentaglio anche l’incolumità delle persone.
Chi si occuperà di vigilare sui depositi incontrollati di liquami che inquinano le falde acquifere? Chi interverrà in caso di interramento di rifiuti pericolosi? Di scarichi maleodoranti o di cave estrattive abusive? Chi vigilerà sul rispetto delle aree protette ed opererà il sequestro di costruzioni abusive?

“Oggi lanciamo l'allarme - afferma il presidente Pastorello - per il grande rischio che corre il nostro territorio a causa dello smantellamento della Polizia Provinciale. Il lavoro di questo Corpo ci ha assicurato fino ad oggi un'attenta opera di prevenzione dei reati ambientali: bracconaggio, sversamento di liquami inquinanti nelle falde, rifiuti pericolosi, cave abusive. Il decreto legge 78 spazza via queste vigilanze, per questo chiederemo ai parlamentari veronesi di trovare una soluzione in sede di conversione del decreto a tutela del territorio della nostra provincia. Ci rivolgiamo, inoltre, alla Regione affinché si faccia carico dell'emergenza nella maniera opportuna. Stando così le cose, diventa inutile anche l'inasprimento delle pene voluto dal Governo per punire gli ecoreati, dal momento che non ci sarà più nessuno a vigilare e ad assicurare il rispetto della legge. Sappiamo che tutti i nostri agenti saranno assorbiti dai Corpi di Polizia Municipale dei diversi Comuni, i quali tuttavia non hanno le risorse necessarie per assicurare il servizio che sta svolgendo la Polizia Provinciale”.

Il Consigliere Sardelli aggiunge: “È importante sottolineare anche la grandissima professionalità della Polizia Provinciale che, in questi anni, oltre a svolgere un lavoro di controllo ha avuto anche un compito sociale, di protezione dell'ambiente. Senza questo importante contributo non sappiamo a cosa andremo incontro. Vorremo capire chi dovrà svolgere il lavoro di controllo portato avanti sin qui dalla Polizia Provinciale, dal momento che, come già detto, i Corpi della Municipale non ne hanno la forza”.


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