Tecnica

Chaud Hiver

Di Glauco Grana pubblicato il 23/02/15

A noi Carpisti non piacciono le situazioni di pesca scontate, nel nostro dna di pescatori c’è anche della sana follia. Sono in tanti quelli che interpretano il carpfishing all time e non si concedono pause nemmeno durante la stagione più fredda. Per risultare vincenti nel periodo invernale occorre essere particolarmente motivati; per restare a lungo sulla sponda quando il clima è veramente “crudo” bisogna avere anche una buona predisposizione psicologica. Qualora si effettui una sessione prolungata è sicuramente più conveniente pescare con un compagno d’avventura fidato; sostenersi a vicenda agevola a superare i momenti difficili e favorisce l’approcciarsi con lo spirito giusto: più efficienti sul campo. Non ci si può permettere di improvvisare quando avremo a che fare con condizioni meteo limite, altrimenti il flop è assicurato. Il carpfishing invernale non è da considerarsi una “mission impossibile”, a patto che si tenga in debita considerazione una delle regole chiave: “ C’est à vous d’aller vers le poisson, pas le contraire”. Calendario alla mano l’inverno comincia il 21 dicembre e termina il 21 marzo…e il carpfishing in questo periodo si contraddistingue per le lunghe e snervanti attese. La pesca alla carpa nel cuore dell’inverno è avara come numero di abboccate. Tuttavia sono le pescate con un alto coefficiente di difficoltà che aiuteranno a forgiare il nostro io di carpista. Non sottostimiamo anche il fattore comfort, è fondamentale non soffrire troppo le dure condizioni climatiche; una cattiva organizzazione di sponda non permetterà di concentrarsi correttamente penalizzando la nostra efficacia in pesca. Sarà di vitale importanza, non farsi sopraffare dagli eventi; all’interno della tenda non ci deve essere troppo calore, perché nel caso di una repentina uscita dal rifugio (per andare a ferrare) potremmo incorrere in uno choc termico. Inoltre, per tenere alto il morale ha una significativa importanza “immagazzinare” abbastanza spesso, sostanze liquide contenenti zucchero e soprattutto che siano calde.
CARPE PESANTI

Nonostante gli ultimi inverni non siano stati particolarmente crudi, il periodo che comprende il mese di Gennaio e Febbraio è, generalmente, quello più difficile; le carpe, salvo rare eccezioni, sembrano cadere in uno stato di semiletargo; i loro movimenti sono pressoché nulli e lenti. Nel periodo preso in considerazione le carpe hanno già accumulato “massa”: oltre ad essere in carne, certi esemplari over possono aumentare di peso anche del 15 o 20%; le troveremo al massimo del loro splendore. La livrea di questi animali a sangue freddo si presenta con sfumature particolarmente fulgide. I pochi gradi in acqua rallentano il metabolismo della carpa, i suoi spostamenti avvengono meno di frequente e le ispezioni sono a “corto raggio”. Da tempo le carpe si sono come ammassate nelle zone di tenuta invernale, rifugiandosi  in quelle aree meno sensibili alle escursioni termiche e privilegiando le buche profonde che si caratterizzano, magari, anche per la presenza di grossi massi o legnaie; ci sono anche quelle che svernano in solitario ma sono alquanto rare. Con tali condizioni climatiche rigide, sono da trascurare le immediate vicinanze del sottoriva, l’acqua nei primi metri dalla sponda diventerà sempre più limpida; specie se i tratti marginali si contraddistinguono per la poca profondità non costituiranno più punti di riferimento per le carpe. In particolare, sono da evitare quelle zone dove ci sono accumuli di detriti vegetali. Laddove fanno da cornice numerosi alberi sul fondale avremo una forte concentrazione di foglie morte, le quali nel decomporsi produrranno gas  e residui molto acidi. Inoltre, qualora andassimo a calare le insidie in questi punti del sotto-sponda saranno elevate le possibilità che l’amo vada ad impigliarsi proprio nel fogliame che da tempo giace sul fondo. Sono da evitare anche gli spot che per un “lungo arco” della giornata restano in ombra; naturalmente offrono maggiori chances di cattura quei settori che per svariate ore sono “esposti” ai raggi dei soli. Come già sottolineato, nel pieno della stagione più fredda, le carpe possono stazionare quasi immobili per lungo tempo, consapevoli anche del fatto che la dispensa è vuota o meglio non è conveniente consumare energie per accaparrarsi poco o quasi nulla di commestibile.
Si rivelano punti strategici laddove più o meno grandi immissari vanno a produrre un rimescolamento nel contesto di pesca; le aree che sono soggette all’azione dei flussi d’acqua generalmente godono di qualche grado in più e costituiscono un mondo sommerso che è in continua evoluzione ed inoltre, si verificherà anche certo apporto di forme di nutrimento. In pieno inverno offrono poche opportunità di successo i piccoli bacini, specie quelli che sono oltretutto poco profondi: si raffreddano molto rapidamente. Occorre fare una scelta ponderata. Sono da preferire i laghi di media grandezza (non troppo vasti perché poi nascerebbe il problema della localizzazione del pesce) i quali, in linea di massima, godono anche di una certa profondità. In linea di massima, il fiume garantisce un rendimento più costante sotto il profilo delle catture; l’azione dell’acqua corrente contribuisce, comunque, a portare alla luce delle risorse alimentari, seppur limitate, considerando la penuria di gradi. Di norma, nei luoghi dove la carpa, anche in condizioni di acqua fredda, riesce a reperire cibo, senza disperdere troppe energie, essa si mantiene sufficientemente attiva. Tuttavia, in relazione il periodo, risulta quanto mai vantaggioso, impostare le pescate in quei luoghi di cui se ne conoscono alla perfezione dinamiche e caratteristiche; come sappiamo, da ambiente ad ambiente il comportamento delle carpe si differenzia. A questo punto, andiamo ad analizzare quale tattica di pesca adottare per essere vincenti nel winter-time inoltrato, che si caratterizza per nottate gelide e per le “forti” brinate che imbiancano le sponde.   

BAITS DOC
Anche nel mese a seguire e durante la prima fase del “risveglio” la carpa si nutrirà, in modo sporadico e poco! Siccome l’azione di disturbo dei pesci indesiderati è pari allo zero (salvo rare eccezioni) rappresentano una valida soluzione d’innesco le mini-boilies. Quando si “registrano” abboccate flebili una mignon dumbell da 7 mm con in testa una sferica pop up da 10 rappresenta un invito appropriato. Le presentazioni alleggerite consentiranno di sviluppare un’azione di pesca più performante, come una mezza dumbell da 15 mm sormontata da una mezza dumbell pop up e andando ad inserire un dischetto di foam fra le due porzioni – boccone; l’innesco così composto, per una migliore funzionalità va bloccato con un chicco di riso, opportunamente infilato sul capello nella parte sottostante. Considerando inoltre, che le acque sono diventate decisamente più chiare l’impiego di esche fluo si rivela, comunque, proficuo. Una boilie pop up bianca da 15 mm opportunamente dippata e che attiva un chod rig, se posizionata al posto giusto non può non essere presa in considerazione; la partenza si può verificare al cambio di luce, nel caso in cui si “operi” in un ambiente di pesca che subisce da tempo una forte pressione l’abboccata si registrerà, il più delle volte, nel cuore delle ore buie.  In rapporto al periodo durante il quale il freddo intenso è una costante, ben si adattano alle esigenze le forme di pasturazione “leggere”. Mai come in questo periodo la pastura deve essere localizzata nelle immediate vicinanze dell’innesco; pertanto si rivelano indispensabili alleati a questo scopo stringers e reticelle in p.va. Fanno ovviamente il caso nostro i pellettati, i method mix, lo sbriciolato di boilies; l’importante è utilizzare esche di qualità soprattutto che siano facilmente digeribili. Le poche boilies che faremo cadere in acqua devono essere rigorosamente, come si suol dire, “buone”.
CON FIDUCIA
Il carpfishing invernale è fatto anche di pescate bliz: aver la possibilità di monitorare il luogo di pesca e le sue progressive evoluzioni (sperando che il meteo sia dalla nostra) è sempre vantaggioso. Durante il mese di Marzo (pre-primavera) in linea di massima le carpe sono ancora intorpidite e faticano riprendere una normale attività alimentare. Solo quando la temperatura ritorna al di sopra dei 10 gradi le carpe cominceranno veramente ad “allargare” i loro spostamenti ed a mangiare molto di più. Il nostro compito sarà meno arduo se l’escursione della temperatura fra il giorno e la notte sarà poco accentuata; gli sbalzi termici contribuiscono a stressare l’oggetto dei nostri desideri. Le esperienze vissute in questa stagione arricchiscono notevolmente il nostro sesto senso di pescatore; faranno acquisire maggiore sicurezza e poi…avremo la possibilità di vivere momenti irripetibili, di fotografare con la nostra mente scenari unici. Avanti Tutta!  


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