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CFI; Continuano le immissioni

Di Agostino Zurma pubblicato il 30/05/17

"Saranno circa 1300 le carpe che a breve ripopoleranno alcune acque polesane non oggetto di concessione". Ne dà notizia, con legittimo orgoglio, Agostino Zurma, presidente nazionale Carpfishing Italia, componente del Tavolo blu della Regione del Veneto, componente della Commissione ittica della Provincia di Rovigo.

"Questa è parte - prosegue - dei quasi tremila esemplari che troveranno dimora in diversi fiumi del Veneto e seguono alle settemila carpette, da noi seminate lo scorso anno in diverse zone della Regione. Si tratta di un programma  che per il 2017 ho presentato, quale componente il Tavolo Blu della Regione Veneto in rappresentanza di Carpfishing Italia, e interamente finanziato dalla Regione stessa, per la realizzazione di un ripopolamento ittico della specie carpa".

"Il progetto affronta il problema della rilevante diminuzione o addirittura della quasi scomparsa della specie in oggetto nei nostri corsi d’acqua. Queste zone, fino a diversi anni orsono  erano ben abitate da carpe e davano la possibiltà di svolgere in modo soddisfacente la pratica della pesca sportiva ormai vocata, nella fattispecie, al rilascio della cattura. Ora causa la massiccia attività di pesca illegale dovuta al bracconaggio, l’azione attuata dall’importante presenza di uccelli ittiofagi, il prelevamento in netto aumento da parte della pesca professionale  e la mancanza di interventi di ripopolamenti da parte delle Province, la presenza del ciprinide è drasticamente diminuita".

"Così come la presenza dei pescatori, che sostando lungo le rive, anche nel periodo notturno, attua una basilare forma di vigilanza sempre più necessaria. Le Province coinvolte nel progetto sono Venezia, Padova e Rovigo e i ripopolamenti effettuati con esemplari di carpe adulte del peso tra 1,5-3,5 kg per un totale di circa cinquantasei quintali. La scelta di questa taglia ha numerosi obiettivi. Tra questi, quello di recuperare la presenza della specie in alcuni ambienti dove storicamente era considerata abbondante e di verificare in tempi brevi il successo delle immissioni".

Il fatto di inserire nei corsi d'acqua tra l'altro esemplari di dimensioni già medio grandi, sarà molto più difficile che vengano predati da uccelli o da altri pesci, aumentando quindi la possibilità di sopravvivenza. "Per questo motivo - prosegue - una frazione dei pesci immessi sarà preventivamente marcata con microchip (T-Tag) oltre che resi riconoscibili tramite marcatura esterna (elastomero colorato). Questa modalità operativa permetterà ai pescatori di riconoscere le carpe immesse e stilare appositi questionari. Naturalmente tutte le operazioni di marcatura, ripopolamento, pubblicità del progetto, vigilanza nelle zone oggetto d’immissione  saranno effettuate dai volontari iscritti alle sedi provinciali della nostra associazione".


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