Cercatori d'oro a Bolsena

di Max Nollert / Julian Jurkewitz pubblicato il 13/03/16

 

Onde  come quelle del Mare del Nord: questo è stato il primo pensiero che abbiamo avuto mentre stavamo sulla spiaggia di sabbia nera di Lago di Bolsena nel centro Italia. Il vento ci soffiava sul viso  mentre un’ onda dopo l'altra si infrangeva sulla riva. Come potremo uscire col nostro gommone al largo per cercare spot e portare fuori le nostre esche? Non avevamo davvero una buone sensazioni ma… cosa potevamo fare? Era settembre, l'acqua era ancora oltre 20°C e il sole splendeva. Noi eravamo armati dai nostri  larghi e stabili iBoats. Così, indossammo i nostri costumi da bagno, il salvagente era imbarcato e uscimmo per una nuova avventura.

Julian: "Tutto cominciò con una stretta di mano tra Ross Honey e Max Nollert. Ross è l’organizzatore del World Carp Classic e con lui Max accettò di sponsorizzare l’evento. Con quest’accordo avevamo la possibilità di partecipare al più conosciuto tra gli eventi che riguardano il carpfishing con partecipanti da tutto il mondo. Il luogo scelto era il  Lago di Bolsena dove Max ed io non avevamo mai pescato. Restavano solo due settimane prima dell’evento ed era arrivato per noi il momento di visitare questo gigante da 11000 ettari."

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un carpista italiano del luogo, che ci raccontò molto dell’atmosfera italiana mentre sorseggiavamo un caffè consumando un buon pasto a base di frutti di mare. Così ci fu per noi l’occasione di conoscere il suo amico Tullio e la sua famiglia che ha una bellissima proprietà che si affaccia direttamente sull’acqua da molte generazioni. Fu così che iniziammo la nostra avventura di pesca.

Tullio è il tipico italiano del sud: nel suo giardino ci sono innumerevoli ulivi da cui produce un olio tra i migliori. Spesso Tullio arrivava rilassato con un bicchiere di vino rosso ad invitarci a bere un caffè, celebrando la vita ed un sole senza fine. Lui è il ritratto della pace.  La sua proprietà era separata dal lago da un canneto. Un break tra i canneti ci permise di restare un po’ sulla spiaggia. Non c’era situazione migliore: il vento soffiava sui nostri volti e le onde si infrangevano sulla spiaggia, ma dietro al canneto il vento non soffiava. Il nostro accampamento era privo di raffiche e rumore. Dopo molti preparativi al silenzio era arrivato il momento di affrontare quelle acque e portare fuori le nostre esche.

Un buon lavoro di squadra per avere una possibilità!

Julian: "L’ iBoat 320 attendeva sulla spiaggia mentre aspettavamo la prossima onda per andare! La barca ritornò sulla sabbia mentre la spingevamo verso il largo e si schiantò. Saltai dentro, afferrai le pagaie con Max che spingeva con tutta la sua forza da dietro. Ma era troppo tardi. L’ondata che arrivò sollevòil gommone in aria. Mi tenni fortissimo per non essere sbalzato fuori. Dopo poco mi ritrovai sulla spiaggia. Max spinse ancora una volta e saltai velocemente sopra. Ci sono voluti un paio di tentativi prima che io fossi finalmente al sicuro a pochi metri al di là dell’infrangersi delle onde. In mezzo al lago aperto le condizioni erano migliori. Abbiamo voluto essere sicuri che la barca non fosse stata posizionata male tra le onde. A bordo ho avevo due marker e l‘ecoscandaglio, che ho usato per trovare i punti che sembravano più promettenti. Fuori da 8 metri nella nostra postazione era pieno di piante acquatiche e c'era la giungla subacquea con il risultato che non potevamo vedere il fondo sabbioso. Pensai che era proprio qui  dove si trovavano le carpe e impostai i marker in vari punti dietro la giungla erbacea. Tra i due marker, ad una distanza di 30 metri, pasturai con 5kg di IB Carptrack Fish da 20 e 24 millimetri. Per rendere l'esca ancora più attraente le bagnammo con Carptrack inL, Liquid Amino e Carptrack Liquid. Poi usammo il Carptrack inP e GLM Full Fat. Nel corso degli anni questa combinazione ci aveva accompagnato in molte acque difficili e portato innumerevoli pesci. Quindi, anche qui in Italia la facemmo un „pimp“ sulle nostre esche con piena fiducia sui risultati.  Se la carpa era simile a  Tullio con il suo grande amore per la vita, allora stare qui sarebbe stato fantastico!“

La prima serata scorse senza vedere pesci, niente abboccate e nulla ci faceva pensare il contrario. Nel giorno che seguì le cose migliorarono e il vento si calmò. Così decidemmo di dedicarci al nostro nuovo hobby: le immersioni. E facemmo un tour alla scoperta del misterioso mondo che si trovava la sotto.  

Ci divertimmo molto!

Max: "A causa del fatto che era la prima volta che facevamo diving eravamo molto nervosi ed eccitati. In acqua abbiamo dovuto affrontare gruppi numerosi di black bass! Molti bass sembravano disorientati dalla nostra presenza sott’acqua. Alcuni lasciarono il gruppo, nuotarono verso di noi, ci esaminarono, ci guardarono in faccia e poi ritornarono al loro gruppo. Eravamo ad 8 metri di profondità. Scendemmo ad 11 metri, l’acqua era più fredda e c’era poca luce. Una brevissima immersione fino a 17-18 metri permise al freddo di penetrare le nostre tute in neoprene e avevamo le mani gelate. Così, dolcemente risalimmo lasciando che le acque ci cullassero e poi ci siamo diretti verso i rig di Julian. Stava diventando buio, non vedemmo nessuna carpa nell’area. I ring stavano lavorando bene e solo 3 su 8 necessitarono di qualche piccolo aggiustamento, specie a quelli che si trovavano tra le alghe. Dopo solo un’ora dal ritorno dalla nostra sessione di diving il vento ritornò a crescere, le onde si infrangevano…improvvisamente la canna con le Fish di Julian partì! Lo sentimmo molto bene il suono nonostante il forte vento e non credevamo l’abboccata sarebbe arrivata tanto presto…Era una bella giornata, eravamo appena tornati senza vedere carpe….ma stave sicuramente suonando e anche velocemente!  I nostri terminali avevano lavorato bene. Per vedere il primo pesce la lotta fu durissima e per la prima volta Julian sentì il potere delle carpe di Bolsena".

Julian: "La lotta nel lago agitato fu un’indimenticabile scarica di adrenalina. Dopo che Max mi indirizzò a fare la scelta giusta con una pacca sulla spalla mi fece capire che potevo portare il pesce a riva solo usando il potere del e-motor dell’iBoat.   Usavo il peso del mio corpo per correggere la giusta direzione e finalmente mi trovai sopra al pesce. Prima il pesce restava giù sul fondale ma dopo la pressione create dalla Temptation alla fine cedette. Specialmente in situazioni come queste, dove ci sono vento ed onde e devi stare sulla barca, avere un’asso nella manica come la Temptation fa la differenza.  Anche sotto alta pressione, la canna alleggerisce i colpi. La Temptation è veramente una categoria a parte. Il pesce fu improvvisamente sulla superficie, velocemente con il potere dell’ e-motor fu presto nel mio guadino, la mia prima carpa di Bolsena -  yeahhh! Tornato sulla spiaggia, diedi un cinque a Max ed eravamo pronti per la nostra sessione di foto. 

Max: Ero occupato a guardare i pesci di Julian e alzando lo sguardo vidi una delle mie canne che iniziava a piegarsi in avanti. A causa del fortissimo vento non sentii l’avvisatore e vidi la bobina svuotata dal filo e che stava per volare via. Questa fu la mia prima volta fuori nella tempesta! Frenetico come se non l’avessi mai fatto prima, adrenalina pura e quello che più mi piace e mi appassiona! Non riuscivo ad avvicinarmi al pesce! Dopo 5 minuti di combattimento gli ero solo un po’ più vicino solo per perderla di nuovo e sentirla potentemente fuggire sul fondale un’altra volta. Qualche volta in direzione del vento e l’altra volta controvento. La barca voleva continuamente cambiare direzione e io dovevo continuamente riportarla in quella giusta. In queste situazioni è fondamentale spegnere il motore e semplicemente seguire il pesce. Arrivai vicino al pesce e guadagnai un po’ di filo, il pesce sembrava arrivare. Era a circa 10 metri di profondità ero in grado quasi di vederla e lei affondò di nuovo. Sì, deve essere una big one e un grande lottatore.  Improvvisamente vidi delle bolle emergere, chiaro segnale che non poteva lottare ancora a lungo, presto sarebbe stata mia! Sperai che l’amo tenesse. Con le mie ultime energie sono riuscito a guadinarle questo lungo pesce. Una bomba di 22kg: e questo è stato solo il primo giorno di pesca a Bolsena, (che fortuna????)!"

La notte ed il mattino seguenti Julian perse due pesci a causa di leader rotti tra le alghe. Max catturò un’altra carpa da 16,5kg a metà giornata – Bolsena oro sicuro!

Il vento si fermò completamente e per la prima volta quest’anno vedemmo una compagnia di piccole carpe. Nuotavano in acque piatte tra i piccoli detriti portati dalla tempesta a riva. Era un gruppo da un centinaio di carpe a specchio e comuni.  

Nel tardo pomeriggio Tullio si fermò per invitarci come sempre per un caffè espresso e ci parlò di quello che aveva in mente. Era molto sorpreso delle nostre catture. I suoi amici italiani pescavano spesso lì ma non avevano molta fortuna fino a quel momento. Guardò il lago, respirò profondamente e si lasciò cadere sulla sedia. Tullio ha vissuto una vita senza stress, frenesia o stati del genere. Sempre in pace, come se vivesse in un altro mondo. Il mondo non è come sembra. Un filosofo disse una volta che il mondo è come lo vediamo noi. Nel mondo ora ci sono 8 miliardi diversi ed indivuali punta di vista su come è il mondo. E la nostra visione cambia di volta in volta, in base alle nostre esperienze. Noi possiamo in qualunque momento, se ne abbiamo bisogno, correggere il nostro punto di vista. Tullio forse ha avuto una vita turbolenta e frenetica prima della pensione. Sua moglie parla diverse lingue perché ha vissuto molti anni a Parigi. Una donna di mondo, una persona che ha da dire molto di più che Ciao Ciao. 

Max: "La sera seguente arrivò e Julian cucinò come sempre ua gran cena. Insalata, spezie, salame, pollo grigliato e….c’era un profumino. Adesso che tutto era pronto, presi il vino fresco avvolto in un asciugamani. La sera era magnifica e godemmo di questo buon vino fresco…Dopo aver mangiato parlammo del nostro modo di vedere la vita. Era quasi mezzanotte quando ci coricammo nel nostro sacco a pelo."

„MANGIA, MANGIA!"

Max: "Alle 00:00 l’avvisatore di Julian “urlava”. C’era una leggera brezza e Julian non ebbe problemi a guadinare il pesce. Io guardavo lo show dalla riva. Julian sparì nell’oscurità. La vista delle acque di Bolsena era incantevole! Spettacolare esperienza, non la dimenticheremo mai! Poco dopo vidi la luce di Julian. Rapidamente guardava a destra e poi a sinistra. Poi si fermò: immaginavo stesse guadinando la carpa. Presto la luce si avvicinò, sempre di più e così guardai dentro alla barca:  una lama dorata di 18,5kg! La serata cominciò bene  e andava ora anche meglio. Le ore successive guadinammo carpe intorno ai 12Kg, una a testa."

Il giorno seguente fu bello come i precedenti e la notte ci portò un’altra big one. Max con un impavida carpa da 19,2kg: fantastica, una macchina da lotta! Sfortunatamente non avevamo un metro come quando andiamo a lucci perchè era veramente lunghissima, molto lunga! Julian aveva creato una linea di esche lunga 50 metri e anche se ancora non aveva catturato niente, continuò a pasturarci. La sua fiducia incrollabile nelle Elite Strawberry lo spinse a dichiarare „la prossima BIG ONE verrà da lì“, ed immediatamente la canna si piegò. L’ultimo pesce della sessione venne da lì! Gli ami Carp R‘ Us non ci hanno mai deluso e in poco tempo Julian fu in grado di guadinare una selvaggia ed indomita carpa da 18kg. La famosa Carptrack Liquid & Powder Paste era stata usata anche qui ed abbiamo imparato che quando c’è la carpa non nuota via senza averla almeno succhiata una volta – questa è stata la nostra esperienza!

Il meglio deve ancora arrivare...

Speriamo tu possa avere tempi pieni di successi mentre contempli

. l’acqua di un bel lago, per noi la più bella che possa esserci nella vita di un carpista!  

 

Max Nollert e Julian Jurkewitz






Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)