Tutorial

C'è un nuovo rig... in città!

Di Marco Seguino pubblicato il 09/11/17

“Cosa innesco questa volta?”

Penso sia la domanda più frequente che noi carpisti ci facciamo una volta arrivati davanti al nostro spot.

Le soluzioni possono essere diverse...una pallina affondante, magari un omino di neve, o perché no, una bella pop up!

Una volta scelta la presentazione però dobbiamo anche scegliere una montatura adeguata, ed è li’ che si apre un mondo!

Tante soluzioni, tanti terminali, tante variazioni che possano permetterci di affrontare tutti i fattori che si presentano davanti a noi.

C’è chi preferisce essere abitudinario, chi ne ha 2 o 3 preferite e chi invece cerca di dare quel tocco in più per cercare di fregare in ambienti ostili le nostre amiche baffute.

Molte sono le opzioni, ma qual è quella veramente giusta? 

Domanda che sui diversi forum e i vari gruppi di carpfishing risuona altisonante...

Non penso di avere la verità in mano, anzi, ma posso raccontarvi la mia opinione e il mio pensiero, poi tirerete voi le conclusioni.

Negli anni ho provato a fare e ad usare tutte le montature che sono riuscito a scoprire e a vedere sulle riviste, sui vari forum e dagli altri carpisti.

Qualcuna mi ha stupito, altre erano belle ma solo da vedere, altre invece mi hanno proprio deluso.

Le montature che preferisco sono il Blow Back per le presentazioni affondanti e bilanciate e il D-rig prevalentemente per le presentazioni pop up.

Un giorno mentre mi ero messo a fare terminali pensai: “e se unissi la meccanica del Blow Back con la presentazione di un D-rig?”

Ed è così che per gioco nacque il Back D-rig, nome datogli appunto per la fusione dei due terminali.

I punti sostanziali sono che al posto del classico nodo usato sul D-rig, ho voluto inserire un’anellino, che imiterà appunto il movimento del Blow Back(con anellino posto all’altezza dell’ardiglione) dando la possibilità alla D di muoversi liberamente lungo tutta la schiena dell’amo.

Fig1

 

Ora in pochi e semplici passaggi, vi spiegherò la sua costruzione.

 

Prima di tutto, con un filato in treccia, costruiamo un semplicissimo hair rig, tagliando poi il capello all’altezza del line aligna per finire poi la montatura con un antitangle che coprirà il nostro sgancio rapido

Fig2

 

Ora lasciamo un’attimo da parte la nostra montatura, e andiamo a tagliare uno spezzone di fluorocarbon, prendiamo il nostro anellino e leghiamolo insieme a quest’ultimo tramite un’asola

Fig 3

 

Tirate bene il nodo, dopodiché tagliate l’eccesso e bruciatelo con l’accendino per sigillare il nodo 

Fig4/5

 

 

Prima di andare avanti, assicuratevi della tenuta del nodo aiutandovi con l’ago per le boiles

Fig6

 

Sempre con l’ago andiamo a forare line aligna all’altezza dell’occhiello dell’amo, trapassandolo da parte a parte

Fig7

 

Dopodiché, in base a cosa decidiamo di innescare, all’interno del fluorocarbon potete inserire quello che più vi piace, una micro girella, un’altro anellino, o una trivellina per pop up per esempio.

Questa montatura è efficace con qualsiasi presentazione, affondate bilanciate o pop up che sia.

A questo punto infiliamo il fluorocarbon all’interno del foro fatto in precedenza sul line aligna, e tenendo con le dita l’anellino all’altezza dell’ardiglione, tiriamo il fluorocarbon in modo da decidere l’ampiezza della nostra D

Fig8

 

Una volta trovata la posizione, andiamo a tagliare l’eccesso e a bruciarlo con l’accendino, in modo che il fluorocarbon si sciolga sulla gomma del line aligna e faccia presa, così che non scappi niente in fase di tiro

Fig9/10

 

 

Inneschiamo la nostra pallina, ed ecco finito il nostro Back D-rig.

Fig11

 

Ma quali sono i vantaggi di questo terminale a livello pratico?

Beh a differenza di un classico D-rig, se si dovesse rovinare la D in fluorocarbon, a causa dei combattenti o a causa degli ostacoli, semplicemente basta tagliarla, e rifare SOLO lo spezzone in fluoro da inserire nuovamente sull’amo.

Tutto questo avviene SENZA cambiare MAI la vostra montatura, e per chi usa spesso il classico D-rig sa benissimo che cosa voglia dire.

Un’altro punto a favore è la facilità di esecuzione, dove non c’è quel “maledetto” nodo che per tanti diventava una cosa lunga, che faceva perdere tempo, dove il fluoro si poteva stropicciare...tante volte, a mio avviso, la presentazione D-rig viene abbandonata per questi motivi, ed e’ un peccato, perché a mio parere il D-rig è una di quelle presentazione che ogni carpista dovrebbe avere nel suo bagaglio personale, perché è una delle montature più efficaci nel mondo dei rig da carpfishing! 

Ecco quindi un motivo in più per facilitarsi le cose, e dare la possibilità sia a chi la schiva per la sua “complessità” sia ai “neofiti” di questa disciplina, di poter usufruire di questo tipo di soluzione.

Insomma possiamo dire che il Back D-rig sia un rig per fare tutto, ma soprattutto un rig che possono fare tutti. 

Ora non vi resta che provarlo e tirare le vostre conclusioni.

 


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